Il giorno di Bologna-Inter è arrivato. Dopo rinvii, comunicati, ricorsi, controricorsi e opinioni non richieste di cui avremmo voluto fare a meno, il match del Dall’Ara (che i nerazzurri erano pronti a disputare lo scorso 6 gennaio) si giocherà questa sera. Siamo al 27 aprile, son passati quasi quattro mesi esatti. E in questo lasso di tempo tanti hanno cambiato punto di vista sul ‘caso’, facendosi trascinare dal vento della convenienza senza seguire quello dell’oggettività. Dalla stragrande maggioranza dell’opinione pubblica filtrava sempre il concetto - a volte per nulla velato - che il rinvio rappresentasse un vantaggio per l’Inter e uno svantaggio per le rivali, chiamate a combattere psicologicamente contro un asterisco e una classifica virtuale. Come se per l’Inter, che alla fine quel 6 gennaio ha calcato il prato del Dall’Ara solo per un allenamento blando, lo stesso ‘problema’ non esistesse.
C’è chi ha proposto gratuitamente date di recupero a caso, senza tener conto del calendario super affollato dei nerazzurri (perché l’Inter, a differenza di altre concorrenti al titolo, ha vinto una Supercoppa e strappato il biglietto per gli ottavi di finale di Champions League, ‘occupando’ altri tre slot infrasettimanali) praticamente fino a settimana scorsa, quando la squadra di Inzaghi ha martellato il Milan nella semifinale di Coppa Italia sotto i colpi di Lautaro Martinez e Gosens. C’è anche chi non ha reputato legittimo, etichettandolo anzi come ‘strategia’ al veleno, il ricorso presentato a suo tempo dagli uffici di Viale della Liberazione al Collegio di Garanzia dello Sport del CONI per lo 0-3 a tavolino (prassi tra l’altro portata avanti da tante altre società nella stagione in corso). Il tutto per offrire poi inutili ed errate lezioni di giurisprudenza anche sulle tempistiche dei vari procedimenti, tralasciando il fatto che il caso di Bologna-Inter era differente dagli altri per il mancato reclamo (il club emiliano non ha fatto né il pre annuncio di reclamo né il reclamo stesso) e per la 'strana' lista dei contatti stretti inviata alla Asl di Bologna: come riferiva La Gazzetta dello Sport lo scorso 11 aprile, l’elenco inviato "è stato quello che si manda normalmente in Lega Serie A con tutti i tesserati, comprensivo anche di giocatori che in quel momento si trovavano in Coppa d'Africa e uno sarebbe stato addirittura in Uruguay". Stranezze, alla quale va aggiunto anche il ‘mistero’ della distinta messa regolarmente online dai rossoblu nel giorno della partita, che non hanno comunque smosso i giudici, alla fine decisi nel confermare il recupero di Bologna-Inter al 27 aprile. Data, tra l’altro, ufficializzata dalla Lega Serie A prima che venisse discusso l’ultimo ricorso nerazzurro. Incongruenze temporali che sorprendono fino ad un certo punto: d’altronde siamo in Italia e anche il sistema calcio fa sempre in modo di ricordarcelo.
E ce lo ricordano anche nelle varie sentenze, con l'ultima che ha visto protagonista Gary Medel. Inizialmente stoppato per due giornate dopo l’espulsione dell’Allianz Stadium - condita da sceneggiate plateali, applausi di protesta e accuse come "Por la Juventus, por la Juventus" gridate in faccia alla squadra arbitrale -, la squalifica del cileno è stata clamorosamente dimezzata ad un turno (sarà quindi in campo oggi contro l'Inter); se ti chiami Alessandro Bastoni e protesti in maniera più contenuta, allora le giornate a casa restano due; se invece ti chiami Leonardo Bonucci, e prendi per il collo un tesserato avversario a bordo campo in mondovisione, te la puoi cavare con una comoda ammenda. Dopo le classifiche sugli 'errori arbitrali', arriveranno anche quelle sulle 'decisioni senza logica del Giudice Sportivo'? Aspettiamo (non) fiduciosi.
Questa sera l’Inter scenderà in campo a Bologna con un solo risultato a disposizione: se vuole scavalcare il Milan, tornare ad essere prima in classifica e padrona del proprio destino a tutti gli effetti, la banda di Inzaghi deve vincere al Dall’Ara. Senza se e senza ma. Con buona pace di Stefano Pioli, che se il 6 marzo (dopo Napoli-Milan) si diceva dispiaciuto "che a questo punto del campionato ci siano ancora dei recuperi da fare, credo che sarebbe stato molto più corretto se tutte le squadre oggi avessero le stesse partite giocate", a distanza di mesi confida invece nel fatto che "loro devono giocare tante partite e possono essere difficili". Tra gli appuntamenti in più rispetto al Milan da qui a fine stagione sono annotati in agenda la finale di Coppa Italia contro la Juventus e l’ormai celebre recupero di Bologna di questa sera. Un match che l’Inter vuole e deve portare a casa per cancellare lo scomodo asterisco, spazzare via la fastidiosa classifica virtuale, annullare i ricorsi e zittire le ridicole polemiche piovute senza sosta su Appiano dall’inizio dell’anno.
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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