L'amore per l'Inter, dove è diventato un punto di riferimento, ma non solo. Parla di tante cose Milan Skriniar, difensore slovacco dei nerazzurri, nel corso dell'intervista rilasciata a Matteo Barzaghi per il programma di Sky Sport 'I Signori della Serie A'. Partendo dal suo rapporto con i sostenitori interisti: "Penso che i tifosi mi vogliano bene per le mie prestazioni, io cerco di dare sempre il massimo in campo e loro lo capiscono e mi applaudono. Questo mi dà grandi emozioni".

Come nasce lo Skriniar difensore centrale? "Ho giocato centrocampista anche con la Nazionale slovacca, da bambino ero attaccante, ora sono difensore grazie all'intuizione di un mio ex allenatore allo Zilina che mi ha chiesto di sostituire un giocatore che mancava per una partita. Io sono andato in difesa perché tanto era una partita, ma poi lui è venuto da me dicendomi che quello poteva essere il mio ruolo ed ora è il mio ruolo preferito. Spero di non finire in porta...". 

Sulla Sampdoria suo impatto con la realtà italiana: "Volevo fare il grande passo nel calcio italiano, quando sono arrivato alla Sampdoria ho parlato con Marek Hamsik dopo due settimane e lui mi ha spiegato come funziona il calcio in Italia dicendomi che qui si lavora molto sulla tecnica. I primi mesi non sono stati facili perché non sapevo la lingua e giocavo pochissimo, a volte mi capitava di non allenarmi con la squadra. Poi piano piano ho iniziato a giocare, sono entrato nel match contro la Lazio poi a Palermo, pur avendo perso, compagni e allenatore mi han detto che ho fatto una grande partita. Con la Juve, però, sono stato espulso dopo un quarto d'ora... Volevo andare in prestito per giocare, ero abituato ad avere più minuti; poi la Samp ha deciso di farmi restare, poi è arrivato Marco Giampaolo che mi ha sempre dato fiducia malgrado facessi degli errori e devo ancora chiedergli perché. E' grazie a lui se sono all'Inter, con lui si allena molto la linea difensiva e questo mi ha aiutato nella crescita. La Sampdoria ce l'ho dentro, ho vinto tutti i derby giocati col Genoa ed è una cosa bellissima. Ricordo quello vinto 1-0 in casa, con la coreografia dei tifosi. Anche la città è bellissima, tengo dentro la Sampdoria, che mi ha aperto la porta per arrivare all'Inter".

A proposito del suo arrivo all'Inter, Skriniar svela: "Mi ha chiamato un mio amico che fa l'agente durante l'Europeo Under 21 dicendomi che c'era questa possibilità e si poteva trovare l'accordo. Io ho detto che sarei andato subito, così è nata la cosa. Quando sono arrivato a Milano ho fatto le visite mediche e ho raggiunto la sede dell'Inter col mio agente. Avevo in mente di firmare subito ma andavano fatte le cose per bene; alla fine è arrivato l'accordo, quando ho visto il contratto ero contento. Mi emoziono ancora adesso a ricordarlo. Sono tornato felicissimo in Slovacchia, non vedevo l'ora di iniziare la stagione. Sono andato a Brunico, poi in Cina dove ho iniziato a giocare le prime partite. Luciano Spalletti mi ha chiamato quando ho firmato dicendomi che non vedeva l'ora di lavorare con me, questo mi ha dato ulteriore fiducia. Ho giocato sin da subito e ho fatto tutte le partite. Come allenatore è forte, poi è anche una grande persona che vuole sapere sempre come lavoriamo". 

Skriniar parla anche dei derby della Madonnina e delle sfide alla Juventus: "Il primo lo abbiamo vinto 3-2 con tripletta di Mauro Icardi. Anche se era la prima volta per me ho capito subito che il derby si vive dalla settimana prima e questo mi piace, mi emoziona. La gara con la Juve è il derby d'Italia, e si sente. Ma anche quando ero alla Sampdoria la Juventus era la più forte quindi la gara si sentiva. Alla prima abbiamo pareggiato, al ritorno abbiamo perso in maniera sfortunata. Ma queste partite sono sempre speciali per come le vivono i tifosi, in Slovacchia non esistono gare così". Il primo giorno all'Inter lo racconta così: "Ero con Ivan Perisic che mi ha spiegato come funzionava. Lui è un grande professionista che fa tanti lavori, anche io sono uno così, so che tipo di lavoro devo fare". Skriniar non si sbilancia sull'attaccante che lo ha messo più in difficoltà: "Ci sono tanti attaccanti forti, non posso dirne uno". Poi, sugli obiettivi: "Io voglio iniziare ora a vincere qualcosa, ancora non ho vinto nulla". 

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Sezione: Copertina / Data: Sab 02 marzo 2019 alle 10:17 / Fonte: Sky
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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