In visita in Australia per aiutare a gestire il progetto avanzato dalla Genova International School of Soccer a Sydney e Melbourne, Marco Materazzi si concede ad una lunga intervista ai microfoni di KEEPUP in cui percorre anche diverse tappe della sua vita interista. A partire dal celebre saluto con José Mourinho la notte del 22 maggio 2010, pochi minuti dopo la Champions League conquistata dai nerazzurri: "Quando è uscito dal Bernabeu, abbiamo pianto perché gli ho detto: 'Ehi amico mio, mi hai lasciato con quell'allenatore' perché sapevo che dopo di lui sarebbe arrivato uno che per noi non andava bene". Ovvero Rafa Benitez: "Penso che se fosse (Mourinho, ndr) rimasto con noi per un altro anno o due avremmo potuto vincere tutto. Forse non la Champions ma il titolo. Avevamo un'ottima squadra, con giocatori molto bravi. Abbiamo meritato di vincere anche nel 2011, ma i primi sei mesi sono stati molto brutti. A gennaio eravamo 19 punti in meno del Milan. Poi siamo arrivati al derby con un punto in meno. Se avessimo vinto quel derby, forse avremmo conquistato il titolo. Non è andata bene ma forse se Mourinho fosse rimasto con noi forse avremmo vinto facilmente il campionato. È la vita. Rispettiamo la sua decisione. Poi è andato al Real Madrid, uno dei migliori club del mondo. Questo è il calcio".
Matrix si sofferma poi sul tecnico spagnolo, successore in nerazzurro dello Special One: "Quando lui (Mourinho, ndr) se ne andò, arrivò un allenatore diverso che non mi piaceva, Benitez. Abbiamo vinto il Triplete con Mourinho. Quando è arrivato abbiamo vinto tanti titoli, ma il nostro obiettivo era la Champions League: era il mio obiettivo, il suo obiettivo, il nostro obiettivo. Questa squadra ha avuto tanti giocatori dal 2001 in poi come me, Cordoba, Zanetti e Toldo per migliorare passo dopo passo ogni anno, e per cercare di vincere il Triplete. Poi l'abbiamo vinto nel 2009/10. È stato fantastico per me e per tutti. Ho vinto la Coppa del Mondo nel 2006. Ho iniziato a vincere trofei a 33 anni. Poi finire con la Champions per me è stato il massimo perché volevo il massimo con la Nazionale e con il club. Per me è stato fantastico".
Nella chiacchierata l'ex difensore sottolinea più volte l'importanza di Mou: "Ha cambiato la nostra mentalità. L'Inter è una famiglia, lo era prima dell'arrivo di Mourinho e lo è stato dopo la partenza di Mourinho. Ma lui ha cambiato i nostri metodi in allenamento perché prima di Mourinho normalmente in Italia la mentalità era correre, correre e poi giocare con palla. Con lui giocavamo solo con la palla. In ogni allenamento non voleva solo la corsa, al massimo si correva con la palla. Era diverso per l'Italia. Ha cambiato totalmente la nostra mentalità e quella dell'Italia. Ora molte squadre lo fanno. Prima non lo faceva nessuna squadra".
"In ogni partita ho dato il massimo, non al 100% ma al 200% - ha poi aggiunto Matrix -. La gente l'ha visto e può giudicare. Dopo il 2001, quando sono arrivato a Milano, abbiamo perso uno scudetto nel 2002 (il 5 maggio, ndr). Per noi è stato molto brutto. Ma normalmente quando perdi, le persone sono arrabbiate con te o con i giocatori. Quel momento è stato molto bello perché ha creato una famiglia da cui partire, passo dopo passo, per provare ad avere la possibilità di vincere ancora. Abbiamo vinto la Coppa Italia nel 2004/05, quello per me è stato il primo titolo all'Inter. Dopo di che abbiamo vinto cinque scudetti di fila in Serie A e quattro Coppe Italia. Poi Mondiali e Triplete. Forse abbiamo iniziato a vincere dopo il 2002, quando abbiamo perso quel titolo. Eravamo a Roma con 60.000 nostri tifosi. Tutti hanno pianto, anche io ma in quel momento abbiamo cercato di avere una nuova possibilità e poi ci siamo riusciti".
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