Tocca a Beppe Marotta alzare ufficialmente il sipario sulla stagione 2025/26 dell'Inter. Il presidente nerazzurro è protagonista oggi accanto a Cristian Chivu nella prima conferenza stampa del nuovo corso del Biscione. FcInterNews.it, come di consueto, vi propone la diretta testuale: di seguito le dichiarazioni del numero uno del club nella sala stampa del BPER Training Centre, con l'evento al via alle ore 14.
Marotta comincia il suo intervento: "Buongiorno a tutti, siamo ai nastri di partenza di una nuova stagione, quella vecchia è appena terminata ma il calcio moderno è così. Volevo evidenziare il breve percorso recente che equivale al ciclo Inzaghi: in Italia siamo quelli che hanno vinto di più con 7 titoli, quelle che hanno conseguito più punti in Serie A e che hanno partecipato con continuità alla Champions League, cosa che i nostri competitor non hanno fatto. L'Inter è quella squadra che ha conseguito il diritto di arrivare a due finali di Champions in tre anni, un traguardo storico e difficile. Sono dati significativi di un percorso e di un lavoro che si è contretizzato nell'ultima stagione con 63 partite ed è coinciso con l'arrivo di una nuova proprietà che anche oggi è presente nella persone di Katherine Ralph. Quella della proprietà è una presenza continua, che ci ha dato una grossa mano ma in un modo silente: non avete visto interviste, ma Oaktree è una presenza continua e lungimirante. Spesso i fondi vengono catalogati in modo negativo, in realtà anche la fase progettuale è una cosa molto ambiziosa, da grande club".
"Siamo nel sito che è quello di Appiano Gentile dove sono stanziati invstimenti nuovi, sono in corso dei lavori: questo è il nostro cuore pulsante e Oaktree ha risposto alle nostre sollecitazioni, dando il suo apporto per ammodernare questo centro - prosegue Marotta -. Andremo a fare un intervento anche a Interello, dove verranno svolti lavori importanti. La proprietà tiene molto allo sviluppo e al valorizzare la nostra azienda. È a cuore dell'Inter e di Oaktree anche il nuovo stadio. Tornando ai temi sportivi, abbiamo concluso una stagione arrivando in fondo in tutte le competizioni: abbiamo perso la finale di Champions, siamo arrivati secondi per un centimetro e oggi quel centimetro dobbiamo cercare di colmarlo. Ma arrivare lì è molto difficile, si è raggiunto un traguardo importante. Oggi ripartiamo con le stesse ambizioni, l'Inter ha una storia e un palmares da difendere: è inutile nasconderci dietro frasi gratuite come 'dobbiamo arrivare tra le prime quattro'. Noi vogliamo vincere ed è l'obiettivo di tutti. Il nuovo ciclo parte con un nuovo allenatore come Cristian Chivu. Si è letto che era una soluzione di rincalzo, una seconda scelta: niente di più falso. Quando con Oakrtree abbiamo delineato il modello di squadra da costruire, abbiamo cercato di individuare il profilo. Credo che in un'azienda normale, quando si sceglie un direttore generale, si fa una certa selezione, una certa scelta. Il fatto di aver approcciato anche con un'altra figura professionale non ha significato sminuire la figura di Chivu, anzi ha fatto sì che abbiamo avvalorato la tesi sul profilo di questo giovane allenatore, perché oltretutto ha un vantaggio rispetto agli altri: conosce l'ambiente, conosce i valori di questa società e conosce i giocatori. Per cui questi sono vantaggi che sicuramente porteranno sicuramente poi dei risultati importanti. E dicevo, appunto, che la scelta è nata proprio da questo. Ma dove è cambiato il modello? Il modello è cambiato semplicemente. Perché anche qua Oaktree, con grande lungimiranza, ha messo disposizione del management direi una cifra consistente per poter investire su profili precisi, precisi nel senso di età e di giovani. Abbiamo fatto delle operazioni, il mercato è ancora aperto c'è ancora un mese davanti, per cui continueremo. Ringrazio, anche se non è oggi potuto essere qua per questioni di famiglia, Piero Ausilio e Dario Baccin per il lavoro che stanno facendo. È un lavoro molto importante, alla ricerca di quelli che sono i giovani interessanti e quindi ci serviva poi un leader di questo gruppo e abbiamo identificato Cristian Chivu. Quindi siamo orgogliosi e contenti di aver fatto questa scelta, perché ritengo che questa sia stata in assoluto la scelta migliore".
Il lungo discorso di Marotta poi prosegue: "Accanto alla prima squadra, tengo sottolineare proprio per volontà sia Oaktree che anche nostra, abbiamo fatto anche l'Under 23 che è affidata a Stefano Vecchi, un nome che vuoi sicuramente conoscete. C'è la grandissima soddisfazione e credo che sia anche non dico un record, ma una soddisfazione di aver affidato sia la prima squadra che la seconda squadra a due allenatori che arrivano dal settore giovanile e che hanno vinto titoli nel settore giovanile. Questo è un ulteriore merito di orgoglio, un ulteriore senso di appartenenza e un ulteriore metodo di lavoro che secondo me dovrebbe continuare, perché l'under 23 dicevo sarà una fucina di giovani talenti. Buona parte dei giocatori di questa rosa arrivano dalla Primavera campione d'Italia e altri saranno acquistati. E saranno coordinati da questo lavoro, appunto, dell'allenatore. Il centro sportivo e la supervisione è sempre di Dario Baccin, che è un po' il responsabile. Di questo progetto dell'Under 23 lo sapete tutti, io ho avuto la fortuna di iniziare questo percorso in altre in altre realtà. Diciamo che è uno strumento, un serbatoio importante per far crescere i nostri calciatori nella speranza che possano diventare i calciatori titolari del futuro. E laddove non diventeranno, diventeranno uno strumento per patrimonializzare. Il parco giocatori per far sì che si alleggerisca le operazioni di mercato e quindi siamo contenti di farlo. Abbiamo ancora un po' di precarietà per quanto riguarda le infrastrutture è quindi è evidente che in questo momento la squadra si allenerà a Interello, ma spero che nel giro di un paio d'anni sia a regime per essere qua accanto alla prima squadra. E questo sicuramente sarà un risultato importante. Anche le nostre ragazze, il calcio femminile, parteciperanno alla Champions League, quantomeno alle fasi preliminari. Della Champions League, dopo aver ottenuto il secondo posto, stiamo crescendo anche in questo movimento che dalla sua tante adesioni e tanto interesse. Questo a dimostrazione di come noi siamo attenti un po' a tutti i particolari e a tutto quello che è un concetto di innovazione. E ricordo anche che l'annata passata, quella che si è conclusa, e sicuramente lo dico a mero titolo di informazione e non certo perché diventi il nostro slogan vincente, ma sì c'è il concetto di sostenibilità è una parola che viene cliccata, usata. A livello digitale, di innovazione, di intelligenza artificiale e altro. E posso dire che questa annata, al di là dei risultati e sportivi, ci porterà anche avere un bel bilancio positivo: non entro nel particolare, perché chiaramente ci sarà l'assemblea d'ottobre, ma questo è un ulteriore elemento di grande soddisfazione e devo dire che in questo ruolo anche qua Oaktree ha svolto un ruolo importante, fondamentale e quindi oggi siamo in una società, sinceramente, direi all'avanguardia. È una società a cui non manca nulla, all'interno della quale c'è una grandissima sinergia. Tra tutte le componenti oggi chiaramente l'auspicio è quello di fare dei risultati importanti. E per questo motivo io adesso lascio la parola al mister".
Si parte poi con le domande.
Come volete puntellare la rosa? Ci aggiorna sulla questione Lookman?
"Se una squadra come la nostra è arrivata dove è arrivata significa che all'interno ha dei valori oggettivi molto importanti, valori che anche il mister poco fa ha riconosciuto come determinanti. L'allenatore è importante, ma i giocatori sono altrettanto importanti. Significa anche che l'Inter oggi annovera in grande maggioranza dei campioni, dei giovani interessanti, con giocatori datati che però rivestono un ruolo importante. E questa è stata la prima fase. La seconda fase, l'ho detto io in premessa, è che con la nuova proprietà abbiamo deciso di sviluppare un nuovo modello. E nuovo modello significa abbassare l'età media e fare investimenti mirati con profili giovani che possono rappresentare il presente, il futuro e che possono anche rappresentare e poi incrementare quello che è oggi un'analisi di bilancio importante, cioè il patrimonio. Il valore patrimoniale lo avevamo perso negli ultimi anni, ma questo aspetto lo stiamo recuperando con investimenti mirati che ci hanno concesso di fare. Il mercato ha ancora la sua vita per un mese: non nascondo che Lookman sia un elemento importante, sia su indicazione dell'aria tecnica e quindi anche dell'allenatore. È un giocatore che certamente non scopriamo noi, penso che sia nel taccuino di tutti i direttori sportivi, non solo italiani ma anche europei, ma comunque oggi è un giocatore dell'Atalanta. L'Atalanta ha il massimo rispetto e ci mancherebbe che noi dovessimo fare azioni di ostruzionismo: abbiamo un rapporto ottimo con la famiglia Percassi e con la nuova proprietà. Non nascondo che con Luca Percassi qualche parola l'ho scambiata e mi pare che fa parte della logica, bisogna sempre alzare l'asticella. E anche le richieste: non avere paura di chiedere i giocatori bravi e quindi questo è quello che posso dirvi. Poi cosa succederà è prematuro, ma rientra in quei giocatori. Nel taccuino dell'allenatore, di Ausilio, di Baccin, mio e della proprietà esiste ed è vero".
Volevo capire se questa è la settimana che possiamo immaginare come quella decisiva in un senso o nell'altro per Lookman.
"Ma sì, certamente sì perché comunque con l'allenatore abbiamo condiviso la ricerca di calciatori che abbiano una certa tutti duttilità e che diano a lui la possibilità di giocare con questo schema. Quindi è chiaro che lui rappresenta un profilo adatto a questo modello. Ma non è l'unico, ci sono altri nomi e non nascondo che nel giro di 2-3 giorni arriveremo a una conclusione di quello che è un confronto tra Inter e Atalanta: se ci saranno le condizioni e l'Atalanta è decisa a venderlo, evidentemente, vedremo di attivare una negoziazione concreta per forse arrivare alla conclusione. Altrimenti ci sarà la cosiddetta scelta differente".
Ha parlarto di giovani, ma Lookman ha 28 anni. È un’eccezione?
"Riteniamo tutti che nel calcio difficilmente vinci con undici talenti. Accanto al talento ci vuole l’esperienza, ci vuole un aspetto caratteriale molto forte. Lookman non è un giocatore rivendibile, ma ci può dare il vantaggio della qualità che ha. È un giocatore che non scopro io, ma inoltre un buon giocatore fa crescere i giovani che ha intorno. Un mix tra giovani ed esperti dà valore alla rosa".
Leoni è un obiettivo dell'Inter?
"Intanto devo dire che mi sembra giusto che Chivu abbia riconosciuto il valore sia di Esposito sia di Leoni, però Leoni è un giocatore del Parma e non abbiamo avviato alcuna trattativa. Farebbe comodo a tanti, ma ora abbiamo altre priorità. Poi vedremo. Da una parte riconosciamo il valore di Leoni, dall'altra ricordo che Esposito arriva dal settore giovanile dell'Inter, tra i migliori in circolazione. L'auspicio è di poter trovare qui il Leoni dell'Inter. Non voglio dire che non sia bravo, ma forse è un po' esagerata la pressione arrivata dai media in questi mesi. Il Parma ha fatto un'operazione intuitiva l'anno scorso e oggi ha un grande patrimonio".
Siete consapevoli che il nuovo corso richiede anche una tutela?
"Se per nuovo intende l’allenatore, non parliamo di un ragazzino. Il Parma ha fatto una scelta coraggiosa, ovvero affidare la panchina a un allenatore molto giovane e proprio in questo c’è uno dei nostri motivi, ovvero il coraggio di agire. Siamo una società che ha e che ha avuto molto coraggio. Poi se si sbaglia si sbaglia, però serve il coraggio di osare. Noi abbiamo puntato su un allenatore giovane e bravo e lo stesso vale per i giocatori, che sono giovani e bravi. Accompagneremo questa squadra anche nelle difficoltà perché il compito della dirigenza è di supportare, tra società e squadra siamo un gruppo solo. Chivu ha vinto un Triplete, sa cos’è il senso di appartenenza e ha cultura del lavoro. È da queste cose non si possono non trarre benefici; è una cosa non da poco, che aiuta a vincere".
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