La finale di Champions di ieri sera, che ha visto trionfare il PSG, "non è stata una partita, è stata un’esecuzione". Da una parte un "sublime" Paris Saint-Germain che ha seminato il panico tra le linee di un'Inter che non ha mai capito cosa fare, lasciando che i parigini gli infliggessero un risultato storico per scarto. "Luis Enrique ha disinnescato tutte le eccellenze dell’Inter: ha tolto ad Acerbi ogni punto di riferimento, ha tolto ossigeno ai centrocampisti e ha attaccato dalla parte di Dimarco che, quando si tratta di difendere, ha spesso mostrato di avere dei limiti evidenti, figurarsi contro DouéBarella dopo ottanta secondi ha perso palla a venti metri da Sommer, si è capito subito che per l’Inter sarebbe stata una notte sui ceci, ma nessuno avrebbe immaginato che la finale di Champions sarebbe finita in goleada". Il Psg poteva anche andare oltre ai cinque gol fatti "a fronte di soltanto due occasioni create dall’Inter: un colpo di testa e un tiro di Thuram".

I francesi hanno "giocato come si fa solo in paradiso, come prova lo sviluppo delle azioni che hanno portato ai gol", i primi due soprattutto. Nel secondo tempo è andata pure peggio e "l'Inter ha come sempre abbassato i ritmi fino a scomparire dal campo. Ed è iniziato il tiro al piccione che vestiva la maglia di Sommer. Il peggiore degli incubi è così diventato realtà: per Simone Inzaghi è stato un anno, il primo nel suo quadriennio a Milano, da 'zero titoli'. Stagione che ha ricalcato in fotocopia l’annus horribilis della Grande Inter, il 1966/67".

Sezione: Rassegna / Data: Dom 01 giugno 2025 alle 10:08
Egle Patanè
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi