Ospite di TMW Radio, l'ex centrocampista Benoit Cauet commenta con queste parole il 19° scudetto cnquistato dall'Inter: "Bisogna partire da quando è arrivato Conte: il primo anno, dopo i due di Spalletti, è stato molto positivo. Dalla lotta per la Champions, con la volontà e la rabbia stavano facendo bene, ma l'allenatore per primo voleva di più. Lì ha gettato comunque le basi per lo Scudetto, creando il gruppo che poi ha aggiustato nel modo giusto per aumentare la qualità. Lo spirito si è visto in tutto il campionato".

Chi vince ha sempre ragione?
"La vittoria è tutto e non è mai scontata, è l'essenza dello sport. Dai venti dell'inizio ne rimane soltanto uno: questa squadra è costruita per giocare a memoria e ha capacità individuali di altissimo livello. Hanno la fortuna di avere due campioni assoluti in attacco e un gioco costruito per loro".

L'Inter di fine campionato avrebbe fatto meglio in Champions?
"Beh, la Champions è particolare, lì si guarda la rosa. Hai creato lo spirito vincente e un gruppo fatto anche da giovani italiani, questo fa piacere: al di là di nome e storia, se prendi i singoli quante partite avevano giocato in Champions? Già lo scorso anno hanno fatto qualcosa di straordinario arrivando in fondo all'Europa League. Ora possono solo che crescere, ma non è che se ti chiami Inter vinci in automatico. Quelli del Real ne avranno 1500, di partite, tutti sommati. Il bello è stato veder crescere tantissimo questa squadra nell'arco della stagione: è più forte e pragmatica, valori da non dimenticare. Puoi fare il possesso che vuoi, ma conta segnare quando ne hai l'occasione mettendo i migliori davanti alla porta per farlo".

Che ne pensa di Eriksen?
"A un certo punto il rapporto sembrava chiuso, basta rileggere cosa disse in nazionale. A volte però ci vuole tempo per capire chi sei: se non molli mai in un giorno o l'altro sarai ripagato. Credo all'inizio abbia avuto qualche problema di lingua, le sue qualità tecniche non si discutono ma magari in quanto a carattere faticava: il tempo penso sia servito a società e allenatore a modellarlo. Le cose sono cambiate, ed Eriksen ha conquistato la fiducia del suo allenatore. Non mi stupisce che Conte abbia voluto mettere i migliori possibili: ci ha portato anche lui".

Chi il simbolo di questo Scudetto?
"Lukaku con Lautaro sono sicuramente gli emblemi di questa squadra. Insieme hanno fatto cose straordinarie: credo che il merito, al di là di tutto, sia della società. C'è un lavoro di programmazione che va avanti da 4-5 anni, e non solo sui giocatori ma anche per la società, guardate per esempio la scelta di Marotta. Poi oggi mettiamo davanti l'allenatore perché guardi l'Inter e vedi tutto il suo spirito. Sono tutti affamati, gli somigliano: guardo Barella e vedo Conte, guardo Bastoni e vedo Vanoli e Stellini che ha nello staff. Uno Scudetto importantissimo, che può aprire a qualcosa di meraviglioso. Intanto va bene godersi il momento, la vittoria è sempre difficile da raggiungere".

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Sezione: News / Data: Lun 03 maggio 2021 alle 21:50 / Fonte: TMW
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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