Lunga intervista del portiere dell'Inter, Yann Sommer a RSI Sport nel corso del programma 'La Domenica Sportiva' durante la quale lo svizzero parla anche del suo percorso con l'Inter, degli obiettivi stagionali ancora da conquistare.
Hai 35 anni, continui a fare record con l’Inter e sembri più in forma che mai. Qual è il tuo segreto?
"La cosa più importante è che vivo bene. Mi spiego meglio: faccio tutto ciò che posso per il mio fisico e per rendere al meglio. Inoltre, mi diverto ancora tanto a giocare a calcio. Cercare la vittoria ogni tre giorni, puntare sempre al miglior risultato possibile e perfezionare le mie prestazioni è una grande sfida e ne ho bisogno. Mi serve un challenge per performare sempre al meglio, penso che il mio livello sia merito delle attenzioni che riservo al calcio giorno dopo giorno".
Giochi 2-3 volte a settimana, fai campionato e Champions, giochi con la Nazionale. Non ti sei mai sentito un po’ stufo?
"In generale direi di no, però questo discorso tocca tutti i giocatori. Quando giochi spesso, viaggi tanto, la pressione è sempre elevata e c’è tanta tensione. Questo inevitabilmente ti stanca, vale per tutti i giocatori a qualunque età. La cosa importante per me è staccare completamente dal mondo del pallone quando torno a casa. Ho bisogno materialmente di pensare ad altro, così da poter rifiatare e tornare il giorno dopo ad affrontare nuove sfide al massimo della motivazione".
Sei forse il Nazionale svizzero più famoso, vieni accostato anche a Roger Federer. Che effetto ti fa?
"Beh, difficile da dire. Dovrebbero essere gli altri a giudicarmi, certo è bellissimo essere associato a fenomeni simili. Giocare in Nazionale è sempre speciale, raggiungere i traguardi con la maglia del proprio Paese ha davvero un sapore speciale. Sono anni che gioco con la maglia della Nazionale e mi diverto sempre. Cosa dire poi di Roger, semplicemente un idolo".
Senti che le aspettative sulla Nazionale sono aumentate?
"È chiaro che se ti qualifichi spesso agli ottavi la gente lo dà per scontato, poi se arrivi ai quarti cambiano ancora le aspettative perché si rendono conto che è fattibile. Affronteremo l’Europeo concentrati e rilassati, sappiamo che si riparte da zero con nuove avversarie. Dovremo dare il massimo ancora una volta".
Cosa manca alla Svizzera per arrivare fino in fondo?
"È sempre difficile dirlo, negli ultimi Europei dopo aver eliminato la Francia siamo usciti con la Spagna ma è mancato pochissimo alla semifinale. Dipende tanto dalla forma del giorno, dal momento che si vive nella stessa partita. Contro la Francia eravamo sotto 3-1 ma quando recuperi in quel mondo può succedere di tutto. Ma non funziona sempre, ci sono partite dove le cose non vanno. Bisogna lavorare al massimo nei piccoli dettagli per sognare qualcosa in un grande appuntamento".
All’Inter hai il posto più sicuro rispetto a quanto accade in Nazionale. Qual è la situazione migliore? Come vivi la concorrenza con Gregor Kobel e gli altri portieri?
"La concorrenza è normale, fa parte del gioco. Da anni sono in Nazionale e non mi preoccupo. Il mio focus è sul preparare al meglio gli Europei in Germania. All’Inter la situazione è diversa, lì ci sono gerarchie chiare: si sa chi è il primo, il secondo e il terzo portiere. Però, chiaramente, se non si garantiscono le prestazioni tutto può cambiare in fretta. In Nazionale ci sono i giocatori migliori, ognuno con le proprie situazioni nel club; ma tutti vogliono giocare ed è normale che sia così".
Ti ha sorpreso quanto è forte l’Inter? Non perdete praticamente mai.
"Sorpreso direi di no, anche perché nell’ultima stagione era arrivata in finale di Champions League. Avevo già visto la squadra, si percepivano la qualità e la bravura di Simone Inzaghi. Non vedevo l’ora di iniziare questa avventura ma senza mettermi troppa pressione. Mi son detto: ‘Ok, arrivo in una squadra top italiana ed europea, una squadra unita che si conosce già benissimo’. Per un portiere è bellissimo arrivare in una realtà nuova e trovarla già così compatta e forte, è bellissimo essere all’Inter".
Archiviata l’eliminazione in Champions, in Serie A avete un grande vantaggio sulle altre. Qual è la vostra sfida adesso?
"Evidentemente l’obiettivo primario è vincere lo Scudetto, nelle prossime settimane affronteremo partite molto difficili. Proveremo a fare il massimo dei punti ma nessuno ci farà regali, tutte le partite sono e saranno complicate. Poi vedremo se sarà possibile stabilire qualche altro record, ma prima di tutto dovremo pensare al titolo. Anche perché nulla è ancora deciso, dovremo continuare a spingere. Il bello, insomma, deve ancora venire".
Sul cantone Ticino:
"Il Ticino è Svizzera, io sono Svizzero e gioco per la Nazionale. È un cantone stupendo che amo parecchio. Noi viviamo vicino al confine e i nostri figli vanno a scuola in Ticino, ci veniamo spesso. Montagne, laghi, paesaggi, persone… è tutto davvero bellissimo".
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