L'Inter ha messo il piede sull'acceleratore nel momento decisivo della stagione. E non lo vuole più alzare. Dopo la manita in faccia alla Roma e il poker servito a domicilio Como, la squadra di Chivu si sbarazza anche del Cagliari con un 3-0 che vale il momentaneo +12 sul Napoli, impegnato domani sera contro la Lazio. Decidono la zampata di Thuram, la sassata del grande ex Barella e la perla di Zielinski sulle note del coro 'La capolista se ne va' intonato con insistenza dal Secondo Anello Verde di San Siro. 

Tante novità di formazione per Chivu, complici anche gli infortuni di Lautaro, Bisseck e Bastoni e un turnover che guarda anche alla semifinale di ritorno di Coppa Italia di mercoledì contro il Como. La difesa a tre davanti a Martinez è composta da Akanji, De Vrij e Carlos Augusto, mentre le fasce sono di proprietà di Dumfries e Dimarco. In mezzo al campo Calhanoglu ha ai suoi lati Barella e Mkhitaryan, mentre in attacco Thuram viene affiancato da Pio Esposito, al 'derby di famiglia' contro il fratello (ed ex nerazzurro) Sebastiano. 

I sardi approcciano bene la gara, giocano con la mente libera e si affidano alle sgroppate di Palestra e alla tecnica di Esposito per affacciarsi dalle parti di Martinez. I nerazzurri provano invece a creare gioco ma peccano di precisione, così come i fischi dell'arbitro Marchetti che convincono poco e niente. Più corre il tempo e più i nerazzurri alzano il baricentro, faticando comunque a trovare conclusioni pulite che possono impensierire Caprile: la prima vera occasione capita sui piedi di Esposito quando il cronometro segna il minuto 40, ma il piattone del nerazzurro viene smanacciato dal portiere rossoblu. Un minuto dopo Borrelli, già ammonito, rischia il secondo giallo per gioco pericoloso: Marchetti lo grazia. È l'ultima 'emozione' di un primo tempo noioso e avido di occasioni. 

La ripresa comincia con l'ennesimo fischio errato di Marchetti che indispettisce San Siro e il nuovo piglio dell'Inter, che calcia due volte nel giro di pochi giri di orologio con Calhanoglu e Barella. Il ritmo nerazzurro si alza, il pubblico si scalda. E il gol che stappa la il match arriva al 52', quando Dimarco scappa via sulla sinistra e serve un pallone d'oro che Thuram deve solo appoggiare alle spalle di Caprile. L'Inter passa in vantaggio e si scioglie anche nel gioco, mentre le tribune di San Siro tremano sulle note del coro 'Chi non salta rossonero è' e 'La capolista se ne va'. Colonna sonora che accompagna il raddoppio del sardo (ironia della sorte...) Barella appena cinque minuti dopo: sassata a incrociare, gol dell'ex e nessuna esultanza nel rispetto della sua terra. Intanto i decibel si alzano e gli applausi fioccano. Chivu butta nella mischia la freschezza di Luis Henrique, Zielinski e Bonny per Dimarco, Mkhitaryan e Thuram, poi Frattesi e Diouf concede un po' di riposo a Calhanoglu. La partita scorre spedita fino al triplice fischio, arrichito dalla splendida perla sotto l'incrocio di Zielinski che vale il definitivo 3-0. L'Inter aggiunge altri tre punti alla sua classifica ed è sempre più prima. Sempre più vicina all'obiettivo tricolore. 

Sezione: Focus / Data: Ven 17 aprile 2026 alle 22:42 / Fonte: Dall'inviato a San Siro
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.