Francesco Colonnese si racconta in un'intervista a cuore aperto a La Gazzetta dello Sport. Partendo dai due club per lui più importanti in carriera, Inter e Napoli. "Le squadre a cui mi sento più vicino. Napoli ti soffoca di amore, anche quando le cose vanno male, l'Inter è elegante e severa perché San Siro non ti perdona l'errore. Napoli è speciale perché mio papà era tifoso azzurro: piangevo quando non mi hanno riscattato e sono dovuto andare all'Inter, ma non potevo sapere sarebbe stato il viaggio più incredibile della mia vita. A Milano ho vinto una Uefa, ho giocato con Ronaldo, il migliore di tutti, e ho scoperto l'interismo e una squadra che tiferò per sempre. E pensare che da ragazzo simpatizzavo per la Juve".

Stupendo il ricordo di Gigi Simoni. "Quando arrivai da lui a Cremona mi disse: "Ti ho preso dal Giarre, non ti dimenticare mai da dove arrivi. Pensa sempre a tutti i ragazzi di Potenza, che ti guardano con ammirazione. Non deluderli". Si gioca per la gente, solo per la gente: questo mi ha insegnato e non ho mai dimenticato". Con Simoni è stato poi all'Inter, vincendo una Uefa e perdendo uno Scudetto tra mille polemiche nel '98. "Quella sconfitta ci ha lasciato un amore eterno. Ci ha unito molto. La dimostrazione è che, a distanza di quasi 30 anni, abbiamo una chat creata da me e da Moriero in occasione della scomparsa di Gigi Simoni. Scriviamo tutti, da Simeone a Ronaldo. Perfino West che lascia sempre questo messaggio: "Ullalà". Lo ripete da 30 anni...".

In quegli anni ebbe persino un ruolo da mediatore tra Simeone e Ronaldo durante un litigio. "Sono stato mediatore tra due campioni, metteteci poi dentro la rivalità Brasile-Argentina... Il Cholo è il miglior amico che mi ha dato il calcio, ci sentiamo ogni giorno e spesso vado da lui a Madrid. Non tollerava niente che non fosse la perfezione atletica, mentre Ronaldo era un mondo a sé, per decisione di Simoni. Non aveva bisogno di fare tutte le nostre ripetute, anzi, quando ci vedeva, rideva goliardicamente e questo mandava fuori di testa Diego. Oggi, con la testa d'allenatore, ha capito che non tutti i talenti sono uguali".

Colonnese ricorda due battaglie su tutte, una come la migliore e la seconda come la più difficile. "Contro Raul, in Inter-Real, è stata la mia notte migliore. A Manchester, contro lo United, marcavo Andy Cole e uscii con il mal di testa: andava a una velocità pazzesca, lo ricordo come un incubo".

Sezione: Copertina / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 08:28
Autore: FcInterNews Redazione
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