Il pubblico ministero Maurizio Ascione non sarà colui che seguirà nei prossimi mesi l'inchiesta che lui stesso ha aperto e che vede oggi indagati i vertici arbitrali del calcio italiano, tra cui il designatore Gianluca Rocchi. Come riporta infatti il Corriere della Sera, Ascione sta istruendo l'inchiesta da fine 2024, ma non rappresenterà l'accusa avendo già chiesto e ottenuto il trasferimento ad altra sede (la Procura europea antifrode con sede a Roma). Un trasferimento che dovrebbe avvenire tra luglio e agosto.

Anche una parte dell'inchiesta, quella legata alla condotta tenuta in sala Var, non resterebbe a Milano, ma passerebbe a Monza, sede di competenza rispetto ai fatti accaduti all'interno del centro di Lissone. La parte riguardante le presunte designazioni di Rocchi decise per Bologna-Inter e Inter-Milan di Coppa Italia della stagione scorsa resterebbe invece a Milano, visto che l'accusa è di aver deciso il tutto in una riunione avvenuta a San Siro il 2 aprile 2025. Con chi, non è ancora dato saperlo e se verrà fuori o meno nei prossimi giorni dipenderà anche da Rocchi.

Come riportato dal Corriere della Sera, infatti, l'elencazione delle fonti di prova è un obbligo del pm nei confronti dell'indagato in sede di interrogatorio. Dipenderà quindi da Rocchi e Gervasoni avvalersi o meno della facoltà di non rispondere e ascoltare quindi (oppure no) tali elementi. Ad oggi Rocchi sembra orientato verso il silenzio, mentre Gervasoni dovrebbe rispondere.

Sezione: Copertina / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 08:14
Autore: Antonio Di Chiara
vedi letture