SOMMER 6,5 - La speranza è che qualcuno del posto gli abbia offerto il famoso caffè arabo per tenerlo sbeglio, perché in certi frangenti i suoi tengono così tanto tempo lontano il pallone che lo svizzero potrebbe abbioccarsi. Nelle rare volte in cui viene chiamato in causa, con i piedi nel palleggio, lo fa con sicurezza e padronanza del compito.
PAVARD 6,5 - Il primo errore se lo concede dopo oltre un'ora, perdendo un pallone potenzialmente pericoloso. Fino a quel momento, e soprattutto dopo quando la Lazio, ferita dal raddoppio, prova ad alzare la testa si disimpegna con efficacia e sicurezza sia nelle chiusure sia nelle avanzate, con cui produce situazioni interessanti liberandosi sulla corsia di destra. Legge le situazioni con una frazione di secondo d'anticipo. Veggente.
ACERBI 6,5 - Come sorseggiare un té nel deserto, visto il contesto. Conosce troppo bene Immobile per farsi sopraffare, non a caso gli concede pochissimo per giustificarne la presenza in campo e lo costringe a usare la mano per fregarlo. Pulito negli interventi, gioca semplice quando ha il pallone e fa il suo anche spostandosi sulla sinistra dopo l'ingresso di De Vrij.
BASTONI 6,5 - Il vantaggio nasce da un suo cross, una delle numerose occasioni in cui si affaccia nella trequarti avversaria per mandare in tilt Guendouzi e Lazzari, liberando sé stesso o Dimarco. Ognuno dovrebbe affrontare ogni giorno con la serenità con cui lui gestisce il pallone in qualsiasi zona del campo. Efficace anche negli interventi, anche se un paio di volte Felipe Anderson vede la luce. DAL 66' DE VRIJ 6 - Si presenta con un fallo su Isaksen fuori area per pochi centimetri: o è avventato, o un occhio di falco. Da lì in poi controlla senza patemi la sua zona di competenza.
DARMIAN 6,5 - L'errore di Marusic in campionato lo invoglia a puntare l'esterno con continuità, al punto che attacca la profondità con una costanza insolita rispetto alle sue abitudini. Più che un laterale, è quasi un'ala sempre pronta a farsi trovare libera quando la squadra cambia gioco. Peccato gli manchi la giusta precisione un paio di volte in cui potrebbe timbrare il cartellino. Una spina nel fianco, imprendibile quando decide di partire palla al piede.
BARELLA 7 - L'avrebbe meritato eccome il gol al termine di un'azione da playstation, ma la traversa ha strozzato in gol l'urlo di interisti e amanti del bel giuoco. A tratti inaccessibile per i centrocampisti avversari, dosa bene ragione e sentimento proponendosi al meglio ed entrando in quasi tutte le iniziative offensive più ficcanti dell'Inter. Utile anche per liberare Calhanoglu da compiti di regia. DAL 66' FRATTESI 6,5 - Piede fatato. Neanche un warm up in cui mettersi in mostra per gli occhi della gente che Mkhitaryan lo mette davanti a Provedel per il 3-0. Un gol contro la Lazio che per lui vale qualcosina in più..
CALHANOGLU 7 - Agisce molto basso, perché quando il tridente biancoceleste alza il pressing è lui a farsi trovare libero per dare sfogo al possesso palla. Rimedia a un errore potenzialmente grave dopo un quarto d'ora, poi inizia a dettare i tempi a centrocampo mantenendo l'equilibrio. Va anche vicino al gol con un cross che non trova alcuna deviazione e viene soffiato fuori da Provedel. Glaciale (dal dischetto) e fosforico. DALL'81' ASLLANI SV.
MKHITARYAN 7 - Il meglio del suo lavoro probabilmente è quello che non ruba l'occhio, perché ponendosi tra le linee sia in fase difensiva sia in quella offensiva costringe gli avversari al doppio lavoro, valorizzando di conseguenza il movimento dei compagni. Quando riceve palla e si gira rapidamente dà l'idea di poter arrivare fino all'area biancoceleste, ma poi non forza e opta per l'oculatezza. Chiude con l'assist delicato per Frattesi.
DIMARCO 7 - In pratica è colui che spara verso il cielo il piattello appena sente l'urlo 'Pool!' affinché i tiratori lo colpiscano in volo. Nella serata di Riyadh ne avrà lanciati 5-6 che purtroppo non hanno trovato sempre la miglior esecuzione dei compagni. Solo Thuram ha avuto la reattività ideale per convertire il suo colpo di tacco. Casuale? Chissà, ma come per il fendente contro il Frosinone conta poco: una bellezza.
MARTINEZ 7 - Gli manca davvero solo il gol, ma uno se lo guadagna mandando Calhanoglu dal dischetto dopo aver disorientato Pedro in area. La traversa grida vendetta, la prestazione in tutta la metà campo laziale strappa applausi. Creatore di gioco, sa sempre cosa fare e trova i compagni con una facilità disarmante. Una minaccia costante. DAL 73' SANCHEZ 6,5 - Due, tre giocate di qualità per ricordare a tutti di che pasta è fatto, compresa quella che porta al 3-0.
THURAM 7 - Vero che sbaglia troppo considerando le opportunità o potenziali tali che gli capitano, ma ha il merito di stappare la bottiglia e soprattutto di essere una costante sòpina nel fianco dei centrali della Lazio, che davvero non riescono a tenerlo a bada. A volte pecca di eccessivo altruismo, ma l'indole lo porta a cercare i compagni in barba al tipico egoismo delle punte. Quando ha spazio possono solo leggergli la targa. DAL 73' ARNAUTOVIC 6 - Minuti preziosi, anche se non ha grandi opportunità per farsi apprezzare.
ALL. INZAGHI 7,5 - Una volta la Lazio, si diceva, era uno spauracchio per lui. Già, ma le cose cambiano. Che sia Roma, Milano o Riyadh poco importa, la sua Inter regala al pubblico arabo un'esibizione di stile calcistico, rullando gli avversari in modo ben più netto di quanto non riveli il risultato. Tutto va secondo i piani, anche con la gestione delle forze. Ora la finale contro il Napoli: Mazzarri inizi a pensare a qualcosa.
LAZIO: Provedel 6, Lazzari 5 (dall'83' Hysaj sv), Gila 5,5, Romagnoli 5,5, Marusic 5,5 (dal 66' Pellegrini 6), Vecino 5,5, Rovella 5,5 (dal 52' Cataldi 5,5), Guendouzi 5,5 (dal 52' Luis Alberto 5,5), Felipe Anderson 5,5, Immobile 5, Pedro 5 (dal 66' Isaksen 6). All. Sarri 5
ARBITRO: MARCHETTI 5,5 - Non dirige male, se la cava discretamente per tutto il primo tempo, evitando di abusare dei cartellini gialli. Poi, ci si chiede come possa aver lasciato correre sull'evidente pedata di Pedro a Lautaro in area, destinando ogni responsabilità al VAR. Questi sono fischi di campo, fallo troppo plateale per ignorarlo. A questo aggiunge un'altra pecca: nega un corner all'Inter fermando il gioco un secondo prima e poi restituisce palla alla Lazio senza motivo. Vecino più del giallo meritava l'arancione, ma non esiste quindi va bene.
ASSISTENTI: Baccini 6 - Mokhtar 5,5
VAR: Di Bello 6,5
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