Intervistato da Gazzetta.it, Fabio Radaelli, l'uomo che portò Lautaro Martinez dai Liniers al Racing dando il la alla sua carriera calcistica, ha raccontato di quando rimase folgorato dal talento del Toro: "Ricordo chiaramente di essere rimasto subito colpito da questo ragazzo. L’allenamento è durato 30, 35 minuti e lui si è distinto dagli altri: è bastato poco per far capire di che livello fosse".

Anche da ragazzino, l'attaccante dell'Inter aveva uno spirito non comune agli altri coetanei: "Solitamente gli attaccanti si allenavano 45 minuti prima di unirsi ai compagni, ma lui voleva rimanere lì anche se la seduta era terminata. Ogni volta bisognava spiegargli che stava iniziando l’allenamento con il gruppo". 

Questi sacrifici lo hanno portato dove è ora, con qualcuno che ha persino azzardato il paragone con l'icona del City e del calcio argentino Sergio Aguero: "Hanno delle caratteristiche simili, entrambi riescono a unire tecnica e potenza. Credo che il Kun fosse più abile nei dribbling, mentre Lautaro ha più fiuto del gol in area di rigore", spiega Radaelli. Che, a proposito di giocatori dell'Albiceleste, si esprime così sulla possibilità di vedere Paulo Dybala in nerazzurro: ""Mi piacerebbe sì, è sempre bello vedere i giocatori bravi insieme. Ma oggi l’Inter ha altri ottimi attaccanti come Correa e Dzeko".

Sezione: News / Data: Gio 09 giugno 2022 alle 18:37
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
vedi letture
Print