"So che il mio popolo è con me e farà il tifo per l’Inter", ha detto ieri in conferenza stampa Hakan Calhanoglu. Una consapevolezza rimarcata da Huseyin, padre del centrocampista nerazzurro che, intervistato dalla Gazzetta dice: "La Turchia è la nostra vera casa, e soprattutto quella di Hakan…".

Signor Calhanoglu, quanto di tedesco c’è comunque in suo figlio?
"Hakan è nato in Germania, la ama e rispetta come fosse la sua nazione ma lui si sente davvero turco perché è stato educato così e ha dato sempre la priorità alla sua origine. Ciò è motivo di orgoglio per noi in famiglia, ma per tutta la nazione, soprattutto davanti a una partita così importante".

Cosa provate voi come famiglia davanti a questa finale casalinga?
"Non potete immaginare l’orgoglio di un padre nel vederlo qua, da giocatore di una grande squadra come l’Inter e da capitano della nostra nazionale. É davvero il coronamento di un sogno che ora speriamo di completare alzando pure l’ultima coppa".

Quali i ricordi migliori che lo legano allo stadio della finale, l’Ataturk?
"Il 24 marzo 2021, nella partita giocata tra Turchia e Olanda per le qualificazioni al Mondiale, al 46° l’ha messa dentro lui, Hakan".

Finirà così anche col City?
"Tutti sappiamo che gigante sia il City, quanto abbiano investito per avere è successo per molto tempo. L’Inter di Hakan, però, ha eliminato anche squadre forti in Champions ed è uno dei collettivi più affamati: noi siamo bravi quanto quelli del City. E da quando mio figlio è diventato un giocatore dell’Inter, sono diventati tifosi pure tantissimi turchi: penso per questo che il pubblico sarà maggiormente con noi nerazzurri. Se l’Inter vincerà, in tanti penserebbero subito alla festa che ci sarà a Milano, ma si sottovaluta che ci sarà grande entusiasmo pure in Turchia. E di sicuro avremo una grande festa di famiglia nella nostra Bayburt".

Sezione: News / Data: Sab 10 giugno 2023 alle 12:46
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
autore
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi