Le sta provando tutte Luciano Spalletti. La crisi di risultati accompagnata da prestazioni deludenti da dicembre a oggi ha portato l'allenatore di Certaldo, anche se solo ultimamente, a fare delle scelte. Le prime hanno riguardato alcuni giocatori, messi a riposo forzato a causa di performance opache (i primi due sono stati Davide Santon e Roberto Gagliardini, ieri è toccato ad Antonio Candreva). Le ultime hanno variato un assetto tattico, il 4-2-3-1, su cui il tecnico ha costruito le certezze della sua squadra, svanite però nei due mesi appena trascorsi. Ieri pomeriggio contro il Bologna è arrivato il sequel del secondo tempo di Crotone, quando per cambiare le carte in tavola e cercare (vanamente) la rete della vittoria Spalletti ha proposto un 4-3-1-2, accentrando Ivan Perisic nel ruolo di mezzala, inserendo Rafinha come trequartista e avvicinando all'unica punta Eder il nuovo entrato Yann Karamoh. Complice la perdurante assenza di Mauro Icardi, anche contro i felsinei è andato in scena lo stesso modulo, stavolta con il francese in campo dal primo minuto. Solo nel finale della prima frazione l'allenatore è tornato all'abituale 4-2-3-1, salvo poi ripristinare i valori definiti.

Non è dato sapere se con il rientro di Icardi si tornerà al classico, intanto però c'è da registrare un significativo cambio di rotta per attaccare più centralmente e riempire l'area con più giocatori, soluzione finora vanificata dall'eccessivo abuso del gioco sulle fasce. A fare le spese di questa rivoluzione sono state proprio le ali che tanto bene avevano fatto fino a inizio dicembre: Antonio Candreva è rimasto in panchina (rimpiazzato da Karamoh, meno prevedibile dell'azzurro), Ivan Perisic è stato accentrato e, seppur non in modo evidente, la manovra nerazzurra è stata meno prevedibile e soprattutto non monotematica. In altre parole, di cross in area se ne sono visti davvero pochi e si è puntato soprattutto sulla palla a terra, con il binario di destra che ha visto un Joao Cancelo più disciplinato per sopperire alla scarsa predisposizione di Karamoh nella fase difensiva (più affiatati a sinistra Perisic e Danilo D'Ambrosio).

Non è dato sapere se Spalletti proseguirà su questo percorso tattico in maniera definitiva, lasciandosi comunque altre porticine aperte anche a gara in corso. Ma qualche dettaglio lascia credere che a Genova si possa replicare il punto di partenza visto ieri pomeriggio. Innanzitutto, le parole dell'allenatore, che ha predetto un futuro da mezzala per Ivan Perisic (sempre che a Genova la spalla gli permetta di scendere in campo); in secondo luogo, la crescita sul piano della condizione di Rafinha, per il quale il tecnico toscano sta ritagliando un ruolo da trequartista (ieri ha sostituito Marcelo Brozovic sia in campo sia nella posizione tattica) e che entro un mese sarà in grado di giocare tutti i 90 minuti più recupero previsti. Se però da un lato Perisic potrà riciclarsi in un altro ruolo, a pagare anche nel lungo periodo rischia di essere l'altra ala, Candreva, meno attaccante di Karamoh ed Eder. L'accantonamento del gioco sugli esterni passa anche da queste decisioni drastiche. Appuntamento tra cinque giorni a Genova, per nuove indicazioni.

Sezione: In Primo Piano / Data: Lun 12 Febbraio 2018 alle 20:05 / articolo letto 22643 volte
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit