Ennesima dimostrazione di forza dell'Inter, che sicuramente non nel risultato ma nel gioco e nella conduzione della palla sovrasta il Lipsia per 90 minuti e oltre e si porta a casa una vittoria meritatissima. Stringata, di misura, che sicuramente poteva essere più larga, ma vittoria sacrosanta e mai in discussione. L'Inter ha fatto la partita dall'inizio alla fine, non ha forzato, ha segnato grazie a un autogol e ha gestito la gara, forse anche per non sprecare troppe energie in un periodo di calendario fittissimo, supportata anche dall'andamento della gara, che non ha mai mostrato segnali preoccupanti da parte della truppa tedesca, che De Vrij e compagni hanno tenuto sempre a debita distanza. Ne è scaturita una partita bella, piacevole, con diverse occasioni da gol costruite dall'Inter, pochissime da parte del Lipsia, è mancata la rete della tranquillità ma va anche detto che tranquillità è anche la parola che ha accompagnato la prestazione di Sommer per quasi tutta la gara. Una volta in vantaggio l'Inter si è come tarata sull'avversario, abbassandosi quando c'era da abbassarsi e accelerando quando ce n'era l'opportunità. Inter che si conferma anche corazzata in Champions: quarta vittoria di fila su cinque gare di Champions (unico pareggio a reti bianche a Manchester), nessun gol subito e temporaneo primo posto nel girone. E qualificazione molto più vicina.
Inter che parte subito forte, le prime occasioni arrivano dalla sinistra: prima Bastoni impegna Gulacsi dalla corsia mancina, poi qualche minuto dopo è ancor più ficcante il tiro di Dimarco che chiama il portiere ospite alla grande parata in corner. Ancora Dimarco al 13’, dopo un bello scambio con Zielinski, stavolta da destra prova il tiro a giro di sinistro che esce di poco. E’ una bella Inter nei minuti iniziali. Ci prova anche Lautaro al 17’, ben servito da Zielinski, ma il suo tiro al volo rasoterra è debole. La pressione è costante e il gol la naturale evoluzione dell’inerzia tutta nerazzurra: minuto 26, Barella viene steso sull’out di destra restando anche dolorante a una mano. Batte Dimarco la punizione, batti e ribatti in area, la palla carambola sulla coscia di Lukeba che beffa il proprio portiere. Gol fortunoso ma decisamente meritato da parte dell’Inter.
Vantaggio legittimato dalla costruzione di altre occasioni da gol non concretizzate ma che hanno mantenuto l’Inter stabilmente nella metà campo avversaria. Reazione Lipsia quasi inesistente: a fine primo tempo si conterà oltre il 70% di possesso palla nerazzurro. Al 42’ grandi proteste nerazzurre per un’azione dubbia in area di rigore: Dumfries va spalla a spalla con Lukeba, entrambi cadono a terra ma per l’arbitro è l’interista a trascinare con sé l’avversario: il replay sembra dargli ragione. E’ comunque un’Inter arrembante padrona del campo e autoritaria quella che chiude meritatamente in vantaggio il primo tempo, senza mai soffrire peraltro.
La ripresa si apre come si era chiuso il primo tempo, con una cavalcata poderosa di Dumfries sulla destra che appoggia a Barella, scarico su Taremi che chiude il triangolo con Dumfries che appostato sul secondo palo spreca tutto alzando troppo la mira. Le triangolazioni e gli scambi veloci riescono a meraviglia e mettono a nudo tutte le difficoltà dei tedeschi nelle giocate nello spazio breve: quando l'Inter accelera il Lipsia fa veramente fatica a starle dietro. L'assedio continua: al 56' è imprecisa la mira di testa di Taremi quando spedisce di poco sopra la traversa un cross di Dumfries. Esce comunque tra gli applausi l'iraniano, che anche ieri sera ha giocato al servizio della squadra con scambi e appoggi, quando Inzaghi lo richiama in panca per inserire Thuram.
La prima vera parata degna di questo nome da parte di Sommer arriva solo al 69', quando smanaccia un tiro velenoso di Nusa dalla sinistra. Il che la dice tutta sulla gara condotta dai nerazzurri. Un'Inter che crea tanto ma che non riesce a chiuderla, quasi accontentandosi di avere in mano il pallino del gioco. Come al 71' quando in una bella proiezione offensiva Barella con un'intuizione apre quasi alla ceca per l'inserimento di Dimarco sulla sinistra, l'esterno arriva velocissimo in area e prova a servire Thuram appostato sul secondo palo, cross leggermente alto e il colpo di testa sfiora la traversa. C'è gloria anche per Arnautovic e Mkhitaryan nell'ultimo quarto d'ora, al posto di Lautaro e Calhanoglu.
Negli ultimi dieci minuti le squadre sono più lunghe e sfilacciate e si assiste a continui capovolgimenti di fronte con cavalcate ora da una parte ora dall'altra che però non portano mai a nulla di concreto, se non a un leggero recupero di possesso palla da parte del Lipsia: mero dato statistico che però non sortisce effetti sul risultato finale. Altro episodio da moviola al 90': Thuram sbraccia con Lukeba e gli porta via la palla, serve Mkhitaryan che in area fa 2-0 ma l'arbitro annulla tutto per fallo dell'interista, non così vistoso a dire il vero. Ma non importa perché la vittoria arriva lo stesso, di misura ma comunque vale tre punti che proiettano l'Inter temporaneamente in vetta alla classifica, in attesa delle gare di oggi.
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