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GdS – Eriksen tra dimissioni e futuro: gli esami delle prossime settimane stabiliranno la possibilità di permanenza all’Inter

GdS – Eriksen tra dimissioni e futuro: gli esami delle prossime settimane stabiliranno la possibilità di permanenza all’Inter

A poco meno da una settimana dallo sconvolgente pomeriggio del Parken stadium, la seconda vita di Christian Eriksen ha preso inizio nella giornata di ieri, quando al Rigshospitalet il 24 interista si è sottoposto...

Redazione

A poco meno da una settimana dallo sconvolgente pomeriggio del Parken stadium, la seconda vita di Christian Eriksen ha preso inizio nella giornata di ieri, quando al Rigshospitalet il 24 interista si è sottoposto all'intervento di impiano di un defibrillatore sottocutaneo. L'intervento - lo sottoliena la Gazzetta dello Sport nell'edizione di oggi - è avvenuto ieri e oggi Eriksen dovrebbe lasciare l’ospedale nel quale è ricoverato da sabato scorso per tornare nella sua casa di Copenaghen. Un intervento di routine per i medici, ma che "cambia per sempre la vita sportiva del ragazzo danese. Sebbene la federazione danese non abbia svelato alcuna diagnosi nel comunicato diramato ieri, tutto lascia pensare ad una miocardite, un’infiammazione per la quale secondo i vari esami svolti una cura farmacologica non sarebbe stata evidentemente sufficiente. Cosa accade ora, al calciatore? Gli scenari sono due. Va innanzitutto capito se l’impianto del defibrillatore sarà temporaneo o permanente. Nel secondo caso, va esclusa la possibilità di un rientro in campo di Eriksen in Serie A". In Italia infatti, a differenza che in Olanda (vedi il caso di Blind, giocatore olandese dell'Ajax) o Inghilterra il protocollo del Comitato organizzativo cardiologico per l'idoneità sportiva, quest'ultima viene concessa solo per sport non di contatto. 

Altra, e più auspicabile, ipotesi potrebbe essere quella secondo la quale gli esami (che svolgerà a Milano con l'Inter) ai quali dovrà sottoporsi tra 4-5 settimane stabiliranno che il rischio di aritmia è in qualche modo correggibile. In caso di riscontro positivo in tal senso, il defibrillatore verrebbe rimosso e l'idoneità sportiva in Italia non sarebbe utopica, seppur al termine di un iter lungo e difficile. E lui che fa? Ci si interroga - giustamente tra le colonne della rosea - una risposta alla quale potrà rispondere solo Christian...