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Gravina: “Super League, Juve fuori dalla Serie A? Le regole del calcio valgono per tutti”

Gravina: “Super League, Juve fuori dalla Serie A? Le regole del calcio valgono per tutti”

Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha rilasciato un'intervista ai microfoni del quotidiano Il Messaggero nel corso della quale è tornato a parlare, tra i vari temi, anche della difficile situazione del calcio italiano: "La...

Christian Liotta

Il presidente della Figc Gabriele Gravina ha rilasciato un'intervista ai microfoni del quotidiano Il Messaggero nel corso della quale è tornato a parlare, tra i vari temi, anche della difficile situazione del calcio italiano: "La crisi riguarda tutti, la vicenda della Super League lo ha manifestato in tutta la sua nudità. Io lavoro per un calcio più sostenibile, che non vuol dire meno competitivo: significa valorizzare meglio il brand, controllare i costi, patrimonializzare i club, formare i giovani, anziché indebitarsi ogni estate per ottenere subito un risultato sportivo. La Super League? È un problema che non fa bene a calcio. Ci sono delle regole da rispettare, e non perché lo dice Aleksander Ceferin, è che funziona così. Ci sono delle società che vogliono organizzare il proprio campionato. Nessuno glielo impedisce, ma lo facciano fuori dal nostro sistema, dai tornei che riconoscono della Fifa, nella Uefa e nella Figc". Ma a tal proposito, la Juventus che ancora non ha mollato il piano rischia davvero conseguenze a livello nazionale? "Il calcio italiano non deve rinunciare al rispetto delle regole, innanzitutto. Valgono per tutti, anche per la Juventus che è il club italiano più titolato e con più tifosi".

Gravina ha poi parlato dell'imminente calcio d'inizio di Euro2020: "Questo Europeo è un po’ come il Recovery Fund del calcio italiano. L’11 giugno tutto il mondo ci guarderà e penserà che la vita riparte. Il primo grade evento calcistico in Italia, con il pubblico allo stadio, seppur in percentuale ridotta. Stiamo lavorando perché ad agosto gli stadi si possano nuovamente riempire. Vincere? Dobbiamo affidarci ai sogni perché ci aiutano ad uscire da questa maledetta pandemia. Il percorso da qui all’11 luglio è molto complicato ma almeno abbiamo l’entusiasmo che questa Nazionale ha restituito agli italiani dopo anni di depressione. Voglio dire una cosa: più di così questo gruppo non poteva fare. Mancini ha dato a questi ragazzi serenità e consapevolezza dei propri mezzi".