Alla fine arriva la prima sconfitta dell’Inter di questa Champions League (e anche il primo gol subito). Un peccato che la partita impostata da Inzaghi, fatta di controllo attento delle iniziative avversarie e tentativo del contropiede solo se opportunamente coperti, sia crollata proprio al 90’. Fino a quel momento infatti è vero che il Leverkusen ci aveva provato di più, soprattutto nel primo tempo, ma è anche vero che l’Inter non aveva mai corso grossi pericoli, riuscendo a imbrigliare la manovra tedesca nel secondo tempo. Non sono mancate neanche le sortite nerazzurre, soprattutto con l’inserimento dei centrocampisti o i tentativi dalla distanza di Calhanoglu, visto che gli attaccanti erano controllati a vista, ma il piano di Inzaghi stava reggendo comunque bene.
E’ il Bayer a fare la partita nei primi minuti: dopo appena 3 minuti Frimpong da destra pesca in area Tella che si coordina bene e gira sulla traversa, legno pieno dei tedeschi che spaventano subito l’Inter. La pressione dei tedeschi è feroce, Inzaghi si sbraccia in panchina. Nerazzurri che cominciano a scuotersi sfruttando soprattutto la fascia destra, primi tentativi di eludere il pressing asfissiante e trovare spazi in contropiede. Al 14’ il primo tiro della partita con Calhanoglu dalla distanza dopo una corta respinta, tiro deviato ma parato senza problemi da Kovar. Al 19’ il Bayer Leverkusen va due volte al tiro, prima con Grimaldo, respinto, poi con Xhaka, Sommer si tuffa all’incrocio e blocca. Al 26’ ancora padroni di casa avanti: cross da sinistra deviato da Calhanoglu, la palla arriva a Palacios che calcia di prima, tiro deviato sopra la traversa. Altro break nerazzurro al 29’: Calha da sinistra si smarca e mette dentro un pallone che Frattesi colpisce di testa anticipando tutti, mira imprecisa. Al 32’ il Leverkusen trova un ottimo corridoio per Wirtz che si presenta a tu per tu con Sommer, bravissimo Bisseck in ripiegamento ad anticiparlo spostandogli la palla, l’attaccante incespica sul pallone restando a terra dolorante ma intervento assolutamente pulito dell’interista. Si chiude quindi 0-0 un primo tempo di chiara marca tedesca ma che l’Inter ha saputo amministrare bene, difendendo con ordine e ripartendo quando ne ha avuta l’opportunità, senza ansia o frenesia. Azioni arrivate, per le verità, più dall’inserimento dei centrocampisti che da iniziative degli attaccanti, piuttosto in ombra nella prima frazione.
Secondo tempo che si apre su un sostanziale equilibrio fino al 53’: serpentina di Wirtz che apre a destra per Frimpong, tiro di esterno che sfiora l’incrocio. Al 56’ scocca l’ora di Dimarco, che rileva Carlos Augusto sulla sinistra. Per il resto i primi 20’ della seconda frazione scorrono via senza particolari sussulti con l’Inter in agevole controllo della gara. Di contro va anche detto che qualunque tentativo di accelerazione da parte di Taremi o Thuram viene chiuso prontamente dalla retroguardia tedesca. Inzaghi decide che è allora tempo di cambiare qualcosa e manda in campo Lautaro, Barella e Asllani per Thuram, Frattesi e Calhanoglu. L’inerzia del match però non cambia, l’Inter mantiene la propria identità anche con l’ingresso in campo dei cosiddetti titolari, restando guardinga e lasciando scorrere i minuti, talvolta anche con un possesso palla che attira i fischi della BayArena, come all’81’ quando i nerazzurri non hanno fretta di attaccare e lasciano che i tedeschi aspettino la prima mossa nella propria area.
La partita sembra scivolare via verso le 0-0, risultato minimo per il quale l’Inter si era presentato in Germania, ma proprio al 90’ arriva la doccia fredda: attacco di Wirtz dalla sinistra, Darmian devia il tiro, riprende Grimaldo che mette dentro, tentativo di rovesciata respinto dalla difesa dell’Inter, riprende Mukiele che appostato al limite dell’area non lascia scampo a Sommer. Peccato perché l’Inter era quasi riuscita a portare a casa la partita che aveva preparato, soffrendo il giusto e controllando gli avversari, ma la maggior intraprendenza del Bayer ha portato alla fine alla prima sconfitta nerazzurra in questa Champions.
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