Non c'è Piotr Zielinski, uomo mercato che il cacciatore dei parametri zero Beppe Marotta forse lascerà ad Aurelio De Laurentiis, nell'undici titolare scelto da Walter Mazzarri, allora è Eljif Elmas a prendersi la scena dopo 3' di Napoli-Inter: al culmine di un possesso che evoca ricordi spallettiani, gli azzurri mandano alla conclusione il macedone dalla distanza, un collo esterno sul quale Yann Sommer deve volare per togliere la palla diretta sotto al sette. Passato il momento di passività, i nerazzurri riescono a trovare le loro solite trame finendo però per tre volte in pochi minuti nella trappola del fuorigioco creata ad hoc dalla difesa a tre mezzo dell'ex WM. Compresa quella in cui l'assistente dell'arbitro cancella il gol di Marcus Thuram, pizzicandolo di pochissimo oltre i difendenti sull'assist di Lautaro Martinez. Al 18' primo turning point del match: Stefan de Vrij alza bandiera bianca per una noia muscolare e lascia spazio a Carlos Augusto, adattato - vista l'assenza di Alessandro Bastoni - a braccetto mancino con Francesco Acerbi che torna a comandare la retroguardia. L'assetto inedito scombussola un po' i piani della squadra di Simone Inzaghi, che deve respingere il secondo assalto di Elmas con un riflesso ancora pronto del suo portiere e, in generale. resistere a mini assedio avversario (il rischio più grande è il contatto Calhanoglu-Anguissa su cui Massa decide di sorvolare). Come a inizio partita, nel momento di massima pressione, l'Inter trova il modo di uscire dall'angolo in cui era stata messa con la qualità del suo palleggio: Nicolò Barella con un tocco esterno di prima manda Denzel Dumfries sul fondo, cross in mezzo che Lautaro Martinez quasi trasforma nel remake del gol dello Stadium. Amir Rrahmani, a differenza di Gatti, non perde l'orientamento e salva tutto. L'inerzia cambia ancora, normale in un primo tempo senza padroni: basta un errore di Hakan Calhanoglu in costruzione per far tornare la mareggiata azzurra. Khvicha Kvaratskhelia intercetta, conduce palla, salta il diretto avversario e offre per Matteo Politano, che rientra sul piede preferito e stampa il tiro mancino sulla traversa. Occasione da una parte, occasione dall'altra: Lautaro, sul filo del fuorigioco, resiste di forza in area al ritorno di capitan Giovanni Di Lorenzo, ma sbatte contro l'uscita coraggiosa di Alex Meret. Lo 0-0 non ha ragione di resistere dopo quanto successo nei primi 44', e infatti la gara si sblocca proprio prima dell'assegnazione del recupero, non senza proteste dei padroni di casa per un contatto Lautaro-Lobotka a centrocampo, dopo il quale Federico Dimarco crossa verso l'altro quinto, Dumfries, che sponda verso Barella, il cui tocco delicato arma per la prodezza balistica di Calhanoglu imprendibile per Meret.
La ripresa si apre con una chance potenziale per l'Inter di raddoppiare: Mkhitaryan sbaglia il tempo del suggerimento per Barella, il cui inserimento a fari spenti avrebbe meritato un premio migliore. Ma il Napoli crea una situazione nacora più ghiotta per pareggiare: Acerbi rischia di commettere fallo da rigore su Osimhen, l'azione prosegue con Kvara che, dopo il suo classico movimento, calcia a colpo sicuro trovando i guantoni solidi di Sommer. Ovviamente è nel miglior momento dell'altra squadra, che cambia ancora la sceneggiatura: il Napoli pasticcia con la palla, Lautaro si ritrova isolato sulla sinistra e mette un pallone d'oro in mezzo per Barella, che dopo uno slalom speciale tra i paletti azzurri deve solo appoggiare in rete il 2-0 che è anche la sua prima firma personale in stagione. Primo strappo, vero dell'Inter, che avrebbe anche una situazione favorevolissima per mandare i titoli di coda in anticipo ma con Lautaro sbaglia un rigore in movimento. Gol sbagliato, gol (quasi) subito: Natan pennella alla Mario Rui per la testata di Osimhen fuori di poco. Qui, di fatto, si spengono le speranze residue di rimonta del Napoli, che non trova impulsi dai nuovi entrati ma anzi capitola incassando il 3-0 di Marcus Thuram. Passivo troppo pesante, ma che evidenzia la diversità nella lettura dei momenti chiave della partita tra le due formazioni. A proposito di numeri: i campioni d'Italia, dopo 14 giornate, sono già a -11 dal primo posto, tornato di proprietà dell'Inter.
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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