In casa Juventus, nella conferenza stampa alla vigilia della finale di Coppa Italia, prende per primo la parola il difensore classe 1984 Giorgio Chiellini.
Nel caso dovessi lasciare la Juventus, che Juve lasceresti?
"Io credo che quest'anno sia stato in crescendo. Dopo un inizio difficile, la squadra ha iniziato ad aver la propria identità. Arrivare a raggiungere la qualificazione aritmetica in Champions a quattro giornate dalla fine dimostra che la squadra è cresciuta. A gennaio eravamo sette punti sotto, il percorso di crescita credo sia stato evidente e importante. Abbiamo ritrovato attributi che questa squadra deve avere e che saranno il cardine delle prossime stagioni. La partita di domani penso sia l'ultima della stagione, ma in realtà credo sia propedeutica alla prossima: finire vincendo la partita di domani sarebbe un'iniezione di fiducia. Non sempre ci si riesce, ma la Juve ha il DNA di provare a vincere ogni trofeo a cui partecipa. A parte che la Coppa Italia ti permette di fare la Supercoppa, ti darebbe più slancio e tornare a vincere lo scudetto che onestamente penso sia l'obiettivo da avere".
Che valore ha questa finale?
"Anche l'anno scorso alla fine facevamo lo stesso discorso... Io vivo con l'entusiasmo di un ragazzino che riesce a giocare una finale del genere. C'è grande voglia di raggiungere il trofeo, consapevoli della difficoltà della partita. In campionato siamo stati puniti oltre misura, abbiamo tutte le carte in regola per fare nostra la partita: entrambe le squadre arriviamo in un momento buono ma non entusiasmante per vari motivi. L'Inter ha perso la vetta e non è felice di essere dietro, noi abbiamo raggiunto il nostro obiettivo che era almeno la Champions ma è chiaro che la speranza di tutti era diversa. Questa partita è talmente importante che si giocherà sui dettagli e sugli episodi. Dovremo capire bene i momenti della partita, sia quando ci sarà da soffrire che quando avremo modo di colpire, con grande lucidità".
Finora tre sfide in stagione con l'Inter: un pareggio e due sconfitte, ma nell'ultima si è vista la migliore Juve. Che problemi vi ha creato l'Inter?
"Sono sempre partite equilibrate, poi i dettagli fanno la differenza. Dispiace per Alex (Sandro, ndr) ma senza quell'episodio si sarebbe andati ai rigori in Supercoppa, in campionato ho visto gare equilibrate, con pochi tiri in porta da entrambe le parti".
Ritrovi le sensazioni di Euro2020?
"Il mister dice sempre che dobbiamo tornarci a metà maggio, perché evoca sempre bei ricordi. Io personalmente sto bene e non vedo l'ora di scendere in campo domani, la stessa cosa vale per i miei compagni. Sarà uno spettacolo, lo stadio pieno e milioni di telespettatori: alla fine è bello che sia Juve-Inter, la partita che tutti i tifosi sognano".
Hai già fatto il discorso alla squadra?
"Non sono un tipo da discorsi, più una persona che con l'esempio o con una pacca sulle spalle riesce a trasferire i sentimenti che provo. Bisogna giocare a calcio, farlo insieme ed evitare nervosismi inutili".
Come giudichi l'Inter?
"Ha grandi giocatori, è una squadra completa e forte in tutti i reparti. Si è visto l'anno scorso e anche quest'anno, che ha cambiato qualche elemento. Ha grandissimi giocatori ed è la loro caratteristica: dobbiamo cercare di contrastarli con rispetto ma senza timore. Giudicare una stagione ora è impossibile: a parte che non compete a me, ma stanno facendo il massimo e due trofei cambierebbero tutto. Credo che Inzaghi abbia fatto un ottimo lavoro e non era facile".
Si è parlato tanto di Real-City, che spettacolo ti aspetti domani?
"Non mi aspetto una partita come quella, ma perché siamo due squadre diverse. È stata una gara bellissima, ma fossi stato in campo sarei uscito incavolato alla fine. È stata bellissima da vedere, non mi aspetto uno Juve-Inter così, sarà molto più simile a quelle di campionato".
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