Non vorrei rompere le uova nel paniere. Né tantomeno spegnere l’eventuale entusiasmo per l’inizio della stagione nerazzurra. Ma il senso del dovere da giornalista che ripudia i cacciatori di likes e gli imbonitori della folla mi porta ad esprimere un concetto semplicissimo: l’Inter di oggi non è né da Scudetto, né da finale di Champions League. Magari domani lo sarà. E sarà pure più forte della scorsa stagione. Ma ad oggi sostenere che la Beneamata sia la favorita per il Tricolore è un augurio da tifoso (o da gufo), ma non un’affermazione pronunciata dopo una attenta analisi. E allora facciamola insieme.

Rispetto all’annata da poco conclusa, Inzaghi non potrà più contare sicuramente su Skriniar, Brozovic e Dzeko. Ossia tre calciatori che avevano un peso specifico non da poco in campo e nello spogliatoio. Onana è destinato alla United, Handanovic e D’Ambrosio comunque erano importanti e come detto da Zenga, non si è mai vista una squadra cambiare tutti e tre i portieri dall’oggi al domani. Ci sono calciatori come Bellanova e Gagliardini che dovranno essere sostituiti (certo, non parliamo di fenomeni, ma devi comunque andare a riempire quelle caselle). Davanti, ora come ora, non hai nemmeno Lukaku. Ergo: adesso e in questo istante la rosa è incompleta.

Svecchiare la rosa può essere importante, come far diminuire il monte ingaggi. Ma non ti danno punti in classifica per questo. È vero che sono arrivati Frattesi e Thuram, due ottimi acquisti, oltre a Bisseck (che dovremo conoscere) e Di Gennaro (che va bene come terzo estremo difensore), ma è altrettanto vero che esporsi oggi su quel che sarà sarebbe sbagliato. Perché non siamo degli indovini, almeno non io. Sia perché devi poi vedere se centri tutti gli obiettivi di mercato, sia perché la mano sul fuoco che non arrivi un’offerta indecente per un altro elemento prezioso dell’Inter, e quindi che non ci siano più cessioni dolorose, non posso mettercela. È chiaro che l’Inter con Lukaku o senza è un tipo di squadra. Lo stesso vale se porti a casa calciatori top o che possono inserirsi alla grande nel contesto nerazzurro. Ma, tanto per citare Trapattoni, non dire: “Gatto se non ce l’hai nel sacco”. Non sarò mai un cazzaro che oggi scrive: “Inter, Milinkovic Savic ad un passo” o “Nerazzurri favoriti per Haaland”.

Bisogna essere onesti. E ragionare con la testa. Prima di esprimere giudizi veri e con cognizione di causa su quel che sarà, si deve completare la ristrutturazione di una rosa ad oggi incompleta. Poi si potrà dire: “Inter da Scudetto”. O meno.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 14 luglio 2023 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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