Roma 61, Lazio 61, Inter 60. Iniziano le cinque settimane in cui si deciderà l'esito della stagione dell'Inter: terza, quarta o quinta? Ballano 18 punti e una cinquantina di milioni, c'è chi ne prevede anche di più. E sicuramente una spinta diversa anche nella costruzione della squadra della prossima stagione. Con le romane i nerazzurri sono in lotta per due posizioni che danno la sospirata qualificazione diretta alla Champions League. Una non ce la farà, a meno che la Roma non vinca la Champions League e arrivi quinta, dando così alle tre contendenti la possibilità di partecipare all'edizione 2018/19 e all'Italia cinque squadre ai nastri di partenza, come è successo alla Spagna nel 2015 e nel 2016 e all'Inghilterra nel 2017, grazie alle vittorie dell'Europa League di Siviglia e Manchester United, che non erano arrivate tra le prime quattro in campionato.

Se ricordiamo le premesse di questa stagione, qualcosa è cambiato, anche se non sempre i tifosi hanno buona memoria: Juve e Napoli erano ritenute superiori e si sono confermate tali. La Roma aveva perso qualcosa, il Milan era dato in grande ascesa, ritenuto addirittura la possibile nuova terza forza e l'Inter veniva dietro queste quattro, alla pari o davanti solo alla Lazio. Dopo otto mesi di partite e uno da giocare, il Milan è quasi fuori dalla corsa, la Lazio ha meritato di esserci, l'Inter si giocherà nelle sei giornate che mancano due posti con le due romane, di cui una, la Roma, ha anche due semifinali di Champions League, non un dettaglio. Un quadro per cui tanti interisti avrebbero firmato l'estate scorsa, ma che ora accolgono con mugugni e talvolta perfino isterismi controproducenti. Come se poter superare i 70 punti dopo sette anni fosse scontato o arrivare quarti una passeggiata. Probabilmente qualcuno si era illuso dopo il primo posto di dicembre o qualcun altro ha perso la pazienza nei due mesi con una sola vittoria o ancora i due punti nelle ultime tre partite hanno scosso chi pensava che dopo Samp e Verona fosse fatta!

Ottimisti, pessimisti, realisti, di certo se si recuperasse tutti il piacere di essere dentro la corsa per un obiettivo (non un'abitudine negli ultimi anni), si potrebbe vivere l'appassionante sprint con uno spirito diverso da quello che troppo spesso si legge e si ascolta dagli interisti, che non perdono occasione ad ogni mezzo passo falso per essere contro questo o quell'altro: una volta è un giocatore, l'altra un dirigente o la proprietà, ora mancava che fosse messo nella centrifuga l'allenatore per essersi permesso di cambiare modulo contro l'Atalanta, magari dagli stessi che gli imputavano prima di non variare. Non è impazzito Spalletti, ha spiegato nel dettaglio le scelte come sempre. Dopo anni si prospetta la possibilità di non cambiare allenatore dopo pochi mesi, non si butti tutto all'aria, dimenticando una ritrovata sicurezza difensiva, una squadra che ha perso poco e soprattutto il valore più importante: la conoscenza, che ti permette di sapere dove intervenire per colmare le lacune (su tutte i pochi giocatori che vanno in gol) e proseguire il percorso di crescita.

Prima però ci sono quei 540 minuti, che possono far accelerare l'andatura sulla strada verso la risalita e dare un senso più visibile e concreto all'ormai celeberrimo 'Inter is coming'! Senza fare tabelle né tirare in ballo l'abusatissimo 'sono tutte finali', diamo un'occhiata alle sei avversarie di Inter, Roma e Lazio, considerando sempre che la Roma ha quelle due 'amichevoli' con il Liverpool il 24 aprile e il 2 maggio. Si parte dal turno infrasettimanale con Inter-Cagliari già domani in anticipo, mercoledì Roma-Genoa e Fiorentina-Lazio. Poi dovendo giocare in Inghilterra martedì 24, la Roma va a Ferrara sabato 21 alle 15, mentre il giorno dopo alla stessa ora e in contemporanea si giocano Lazio-Sampdoria e Chievo-Inter. Aprile si conclude con il derby d'Italia di sabato sera, quando Roma-Chievo sarà terminata da poco, mentre Torino-Lazio chiude la giornata domenica 29. Il 6 maggio l'Inter torna a giocare ancora alle 12.30, come a Genova e Torino, stavolta a Udine, la Lazio ospita l'Atalanta di pomeriggio e la Roma di sera va a Cagliari quattro giorni dopo Roma-Liverpool. Alla penultima Inter-Sassuolo, Crotone-Lazio e Roma-Juventus. Per Crotone, Sassuolo e Juventus i giochi saranno già fatti? Anche questo ovviamente potrebbe aumentare o diminuire il coefficiente di difficoltà. E a quel punto, se l'Inter non avrà almeno quattro punti di vantaggio sulla Lazio o, nell'ipotesi opposta, non sarà staccata di più di tre punti dai biancocelesti, per rendere più elettrizzante un finale di stagione tutto da scrivere, c'è quel Lazio-Inter il 20 maggio, mentre la Roma chiude il suo campionato in casa del Sassuolo.

Roma e Lazio 61, Inter 60. La classifica avulsa al momento dice Inter 5, Roma 5, Lazio 2, con Lazio e Inter che devono ancora affrontarsi. Inter in vantaggio con la Roma negli scontri diretti, importanti in caso di arrivo a pari punti, Roma in vantaggio con la Lazio. Una storia tutta da scrivere, da cuori forti, da interisti, quelli che possono trasformarsi in un valore aggiunto sia allo stadio che creando un ambiente positivo intorno alla squadra. Il tempo dei bilanci è lontano cinque settimane, domani già si gioca. La Lazio con un'eliminazione ai quarti di Europa League da riscattare, con la sua difesa a tre, con Immobile a 27 gol, gli ottimi trequartisti dietro di lui e un allenatore giovane ma già molto stimato, l'emergente Simone Inzaghi, classe 1976, al secondo anno alla Lazio, con una Supercoppa messa in bacheca. La Roma con il sogno Champions, la vendetta con il Liverpool e il rischio di trovarsi a sfiorare tutto e a non prendere niente; anche Di Francesco è un allenatore giovane, di talento, e ha proposto una nuova difesa a tre proprio con il Barcellona e la Lazio. Il suo calcio è verticale e quest'anno è andato spesso alla ricerca del vestito giusto per la sua rosa. Forse trovandolo proprio ora, con Schick, Nainggolan e Dzeko insieme. Sempre molto ambizioso, Eusebio Di Francesco, classe 1969, di sicuro con il Barcellona ha conquistato i romanisti.

Infine l'Inter di Spalletti, classe 1959, il più esperto, che ha portato più di tredici anni fa l'Udinese in Champions, vincendo la 'Panchina d'oro', ha vinto tre coppe nazionali con la Roma, due campionati in Russia e due coppe nazionali, battuto il record di punti in campionato dei giallorossi nella sua seconda parentesi romana. Sicuramente l'Inter ha una rosa meno ampia, ma Roma e Lazio sono state costruite per giocare le coppe europee. Strana coincidenza, anche Spalletti sabato ha adottato la difesa a tre, come aveva fatto già altre volte a Roma l'anno scorso. Proprio Luciano Spalletti, che ha sempre proposto un calcio spettacolare in carriera, diventato anche più pragmatico negli anni, potrebbe essere il valore aggiunto in questa corsa a tre. Vero, sono i giocatori ad andare in campo e come lui dice sempre la luce dei riflettori deve andare su di loro. Ma i tifosi dell'Inter non diano per scontato quel 22 alla casella 'gol subiti' (34 l'anno del Triplete): le case si costruiscono dalle fondamenta e questo restare sempre in partita è frutto del martellamento 'senza tregua' dello staff tecnico. L'Inter ha delle lacune, pochi giocatori che segnano e mancano i leader delle squadre vincenti del passato, ma dopo sette anni di 'sventure' ha trovato l'architetto a cui affidare la costruzione della squadra. Sarebbe folle centrifugare anche lui! Fortunatamente domani si torna in campo, senza tregua fino al 20 maggio, fino a... un'altra Lazio-Inter.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 16 aprile 2018 alle 00:00
Autore: Michele Borrelli
vedi letture
Print