Arrivato a Milano da comparsa, oggi Henrikh Mkhitaryan è uno degli attori protagonisti di un’Inter vincente. L’armeno, oltre al gol di Firenze, quello che ha fatto sgolare tutti i tifosi nerazzurri, è riuscito ad aprire le marcature e a far nuovamente impazzire di gioia i sostenitori della Beneamata pure nella decisiva sfida di Champions League contro il Viktoria Plzen (per buona pace di Xavi e dei gufi di Barcellona). Che avesse piedi educati e che ci sapesse fare, era un dato di fatto. Non ci si distingue in Premier League per tanti anni, né si è titolari per volere di Mourinho in una finale di una coppa europea, nonostante la possibilità (e il rischio) di giocare quasi con una gamba sola.

Più di qualcuno però non era così convinto, la scorsa estate, dell’ingaggio dell’ex Arsenal. Senza entrare nel merito di questi discorsi (credo che tutte le valutazioni di questo tipo debbano essere fatte alla fine dell’annata) penso sia doveroso però rimarcare come sino ad oggi abbia fatto più che bene, oltre all’intelligenza del calciatore. “Vogliamo arrivare più in alto possibile, c'è un grande potenziale, per quello non siamo soddisfatti, vogliamo essere una Inter migliore”, le parole dell’atleta nella conferenza stampa pre Champions. Ecco, a parte la dimestichezza con l’italiano già ai tempi della Roma, il concetto espresso non è banale. Ma soprattutto denota obiettivi chiari, umiltà e fame di vittoria. Parole che di fatto erano state proferite anche dopo il 3-4 del Franchi. Il punto infatti è questo.

L’Inter europea merita solo applausi. Ha passato alla grande il girone della morte, meritando la qualificazione. Senza se e senza ma. Nonostante i pianti di Xavi, Laporta e compagnia catalana. Ma in campionato la situazione è ancora lontana dal poter essere definita positiva. Presa coscienza dei propri errori in Serie A e di tutto il bene del torneo più avvincente nel Vecchio Continente, ora si deve solo continuare su questa strada. Con un occhio alla fase difensiva e il mantra del noi davanti all’io. Così si potrà recuperare terreno anche in Italia. E puntare, incredibilmente forse, anche al Tricolore.

Come dice Mkhitaryan solo sfruttando tutto il potenziale e trovando un’Inter migliore le parole si potranno tramutare in fatti. E chi lo sa, magari dopo Barcellona, anche da noi qualcuno sarà presto costretto a rimangiarsi quanto espresso di poco carino sui nerazzurri.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 28 ottobre 2022 alle 00:00
Autore: Simone Togna / Twitter: @SimoneTogna
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