È stato un weekend per cuori forti quello passato per quasi tutti i tifosi italiani. Più in generale, una settimana parecchio movimentata tra campo e scrivania, anche le nostre. Notizie, partite, polemiche e insulti: non è mancato nulla.

Campionato avvincente fino all'ultima giornata, e questo è un bene. Ma non mancano le ombre. Le più ingombranti arrivano da Torino, sede di uno dei Derby d'Italia più avvelenati di sempre. Fa strano a dirsi visto lo scudetto ormai sul petto dell'Inter, ma tant'è. Tre i protagonisti negativi dell'Allianz Stadium: Calvarese, Chiellini e Cuadrado, colpevoli di 'crimini' contro lo sport. L'arbitro della Val Vomano ha sbagliato tutto, soprattutto contro i nerazzurri, condizionando pesantemente il risultato finale (complice pure il Var Irrati nell'ultima e decisiva azione del match). Ma se un alibi può esserci, è certamente quella del comportamento estremamente antisportivo dei due juventini già citati, uno dei quali peraltro anche capitano della Nazionale italiana. Atteggiamenti totalmente indirizzati a frodare direttore di gara e avversari: simulazioni a gogò, urla sguaiate, tuffi ignobili e proteste teatrali. Un circo che si ripete ormai da anni e mai davvero stigmatizzato con severità adeguata. Invece di mettere all'indice comportanti tanto indecorosi, si preferisce parlare di "furbizia", di "mestiere", di "esperienza", quasi dando un'accezione positiva a quelle che non sono altro che truffe. Chiare e semplici truffe.

Il 3-2 di Torino è acqua fresca per l'Inter, al netto del fastidio per una sconfitta tutt'altro che corretta. Ben più grave, invece, le implicazioni che il risultato ha sulla classifica delle dirette concorrenti della Juve per un posto in Champions. Il Napoli, a Firenze, è sceso in campo non certo sereno e ha faticato non poco a portare a casa il bottino pieno. Peggio è andata al Milan, bloccato sullo 0-0 da un Cagliari già salvo dopo il pari di Simy a Benevento. Aperta e chiusa parentesi: gli orari sfalsati nelle ultime giornate, in nome delle esigenze tv, falsano totalmente la classifica. Eppure ci raccontano che "il calcio è dei tifosi". Dicevamo sul Milan: squadra preoccupata, tesa, che ha rischiato addirittura di perdere. In una parola: psicodramma. Tutto rinviato all'ultimo turno, con Atalanta-Milan, Bologna-Juve e Napoli-Verona. Con la speranza che la sceneggiata di Cuadrado e l'abbaglio di Calvarese-Irrati non incidano sull'esito finale del torneo.

E veniamo alle questioni più strettamente legate all'Inter. Tanto clamore per i nostri aggiornamenti sulla situazione ad Appiano Gentile. Notizie poi confermate a ruota anche da altri organi di informazione. "Informazione", appunto, quella che qui a FcInterNews proviamo a fare con il massimo della professionalità. In questa redazione si scrive di Inter, non per l'Inter. Tanto per essere chiari. Nessuno di noi deve difendere alcunché, ma solo assolvere al compito di fare la cronaca dei fatti. Nessuno è infallibile, ci mancherebbe. Però l'obiettivo è solo quello di raccontare, che siano belle o cattive notizie. Nella fattispecie, ossia circa il colloquio tra Steven Zhang, squadra e i vari staff, nessuno qui si è preso la briga di fornire giudizi di valore, ma si sono solamente narrati gli eventi. Una ricostruzione fatta dopo giorni di raccolta di informazioni. E anche oggi confermiamo: nessuno punta i piedi per andare via dall'Inter, anzi. Da Conte in giù, tutti vorrebbero restare per aprire davvero un lungo ciclo di vittorie. E si spiegano anche così le parole al miele ascoltate in tutte le interviste dei calciatori nell'ultimo periodo. Non c'è menzogna nelle loro dichiarazioni, ma questo non significa che non si pretenda chiarezza da parte di una proprietà che ha certamente fatto tantissimo in questi anni, ma che come tutti non è esente dal commettere errori. E che ne siano stati commessi non lo diciamo noi, non lo dice FcInterNews, ma alcune parti anche discretamente importanti del club. Attenzione: non solo i giocatori. La speranza è che ci sia un ravvedimento nell'approccio di Suning, che il finanziamento possa chiudersi al più presto e aprire nuovi scenari, che ci sia una visione futura che possa garantire continuità anche sportiva. Al momento, però, la situazione resta quella descritta giorni fa. E torniamo a dire: c'è differenza tra l'essere tifosi e l'essere faziosi. Altrimenti faremmo la fine di quelli che, sul rigore di Cuadrado, ci vedono il "mestiere" e non una truffa. Proviamo a non finire nella melma.

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Sezione: Editoriale / Data: Mar 18 maggio 2021 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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