Cosa non ha funzionato in casa Inter a Monaco nella tragica finale giocata e persa contro il PSG? La verità è che probabilmente ci sono domande alle quali non corrispondono risposte. Non esaustive in maniera totalizzante almeno, non esplicative al 100%, o più probabilmente non immediate né facilmente comprensibili. E la domanda di cui sopra, è certamente una di quelle. Spiegare come la squadra di Simone Inzaghi, che aveva battuto con prove di forza non indifferenti Bayern Monaco e Barcellona, sia caduta così clamorosamente nell'ultimo atto di un percorso straordinario subendo una goleada tale non è facile e a dimostrarlo sono le risposte che Francesco Acerbi dà in merito alla questione nella lunga intervista rilasciata a Sky Sport (LEGGI QUI) durante la quale si racconta e durante la quale tenta di fornire una spiegazione comprensibile di quanto sia accaduto all'Allianz Arena la notte del 31 maggio 2025. "Dopo la partita ci siamo guardati tra noi e non eravamo neanche incavolati perché era stata talmente tanto una partita finita non appena era cominciata che è stato difficile anche da decifrare" ha ammesso con estrema trasparenza e sincera fatica il difensore nerazzurro che poi si impelaga nell'impresa di tentare di essere comprensibile, consapevole di quanto difficile sia 'lasciarsi capire' da chi ascolta. 

"Ho visto stanchezza mentale: abbiamo fatto Bayern, Barcellona, dovevamo vincere con la Lazio e abbiamo pareggiato, eravamo a Como col campionato in ballo, aspettavamo il Napoli… Avevamo sprecato tante energie in meno fino a quel momento" continua prima di ammettere: "Poi dopo una settimana abbiamo giocato col PSG e ci eravamo caricati tanto per quella partita perché battere Bayern e Barcellona dici 'qua vinci eh'. Tante persone dicevano che eravamo favoriti, avevamo questa pressione, la stanchezza… E siamo arrivati un po' scarichi, poi abbiamo trovato un PSG così preparato, forte che ha fatto la partita perfetta e non c’è stato niente da fare". Un niente da fare che si è concretizzato nel secondo tempo ancor più che con i primi due gol subiti nel giro di pochi minuti: "Sai, stai sul 2-0, se nel secondo tempo fai il 2-1 magari… però eravamo troppo… Non eravamo al 100% noi, e se non sei al 100% con questo PSG rischi di perdere e noi abbiamo perso anche giustamente". Nessun giro di parole, nessuna grande erudita spiegazione strettamente calcistica, ma 'solo' una verità trasparente e umana, comprensibile soltanto da un punto di vista - per l'appunto - umano ancor più che calcistico. Ma a proposito di reazioni Acerbi, ripercorsi delusione e dolore di quel 31 maggio, traccia la via: "Basta anche con lo shock della finale perché siamo grandi e vaccinati. Fa malissimo quella sconfitta, ma abbiamo avuto dei mesi per pensarci, poi però quando si riparte bisogna resettare e andare avanti come in ogni cosa" ha detto prima di rispondere su Cristian Chivu, allenatore subentrato a uno dei suoi più fidati papà calcistici che è stato Simone Inzaghi, e tecnico di cui l'interista dal 15 sulle spalle tesse le lodi.

Sezione: Copertina / Data: Mer 24 settembre 2025 alle 18:00
Autore: Egle Patanè
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