Una volta tanto i puristi del calendario - con i meteorologi al seguito - sono vivamente pregati di non fare gli schizzinosi e di chiudere un occhio. Specie coloro che non sono di fede nerazzurra. Lo dovrebbero sapere (quasi) tutti che l'estate di San Martino - della durata di circa 3 giorni - cade nella prima quindicina del mese di novembre e che il Santo omonimo si festeggia giusto il giorno 11. Così come dovrebbe essere notorio che quell'estate d'autunno porta di solito giornate di bel tempo, anche se stavolta non accompagnate da un rialzo termico rispetto alle temperature di stagione. Ma la rara bellezza della preparazione e dell'esecuzione della rete di Martinez (Lautaro) contro i bianconeri - anche in virtù della fattiva partecipazione dei compagni Sommer, Darmian, Dumfries, Barella e Thuram - giustifica ampiamente il differimento di circa 2 settimane dell'appropriazione pallonara di una tale ricorrenza. Non potendo nemmeno dimenticare la pregevole fattura del gol del raddoppio dello stesso Martinez a Bergamo lo scorso 4 novembre. Ciò che invece fa davvero storcere il naso (eufemismo!) è che il tecnico bianconero abbia peccato spudoratamente di disonestà intellettuale disconoscendo la bellezza del gesto tecnico di Lautaro & Co., arrivando financo a bollare la spettacolare azione nerazzurra con una frase indegna: "Abbiamo preso un gol da polli". Con 2 testate sportive su 3 (tranne, stranamente, quella di casa sabauda...) che, anziché magnificare lo sviluppo di un'azione di "calcio europeo" da sbattere poi sul muso (corto, smunto, di tolla: fate vobis...) del detestabile umarell di Fusignano, hanno vergognosamente preferito appecoronarsi al verbo del tecnico juventino. Con la ripresa, in prima pagina, di un estratto delle dichiarazioni post-gara dell'"ossesso" livornese della panchina: e non si sta certo alludendo al redivivo Mazzarri...
Anche perché l'unico "bipede da cortile" - tanto per restare alla metafora bucolica ripresa da Allegri - è stato il nerazzurro De Vrij che ha colpevolmente lasciato Vlahovic del tutto libero di battere a rete sul gol del vantaggio bianconero. Per non dire di Dumfries che ha sanguinosamente mancato un facile controllo della palla in mediana nell'avvio della stessa (pur pregevole) ripartenza bianconera. Ad ogni buon conto, di estati novembrine diversamente argentine se ne sono vissute anche altre in casa Juve nel passato interista. Infatti, nell'arco degli ultimi 40 anni, per quanto il bilancio delle sfide dei nerazzurri sui diversi campi bianconeri (Comunale, Delle Alpi ed Allianz Stadium) reciti ben 26 successi dei torinesi (+ 3 in Coppa Italia), ora 9 pareggi (+ 3 in Coppa) ed appena 6 vittorie interiste (+ 2 in Coppa ed 1 in finale di Supercoppa), NOVEMBRE risulta essere comunque un mese propizio per affrontare i bianconeri fra le loro mura. Prova ne sia il fatto che nelle 6 gare (5 di campionato ed 1 di Coppa Italia) disputate a Torino in quel mese nel corso dei suddetti 8 lustri, i nerazzurri abbiano conseguito ben 3 vittorie, 2 pareggi ed 1 sola sconfitta, maturata proprio nell'incrocio del novembre 2022 giocato nella stessa giornata del campionato corrente, la 13.ma: il solito pedaggio alla legge dei grandi numeri... Anche il corredo aggiornato dei gol è positivo, con 11 segnature nerazzurre (di cui ben 7 di matrice argentina) contro le 6 reti bianconere: tra le marcature interiste spiccano la doppietta di Cruz del 2003 e di Milito del 2012. Ma prima di quella di domenica sera ognuna delle precedenti 5 sfide in oggetto è passata alla storia per motivi diversi. A cominciare da quell'andata del quarto di finale di Coppa Italia del 13/11/96 ove i nerazzurri riuscirono ad espugnare il Delle Alpi con gol di Zamorano, Ince e Djorkaeff, ma senza che vi fosse stata la copertura dell'evento con la diretta televisiva ed in chiaro. Motivo sufficiente per spronare la società nerazzurra a produrre (anche con il supporto di Chrysler, uno degli sponsor dell'epoca), una videocassetta "riparatrice" - col commento di Bruno Longhi e Sandro Mazzola - sulla quale fu messo in bella mostra un messaggio più che esplicito: "La partita che non dovevate perdere.....e potete finalmente vedere!" Gli editori del VHS avevano perfettamente ragione. Per il secondo incrocio vincente dei nerazzurri occorrerà attendere altri 7 anni arrivando al 29 novembre 2003, 11.ma di campionato, allorché l'Inter - ancora al Delle Alpi - si impose quasi in scioltezza con un 3-0 che divenne 3-1 solo al 90° per effetto del classico gol della bandiera segnato da Montero, dopo la summenzionata doppietta di Cruz ed un gol di Martins. La terza trasferta positiva dei nerazzurri nella Torino bianconera - stavolta al vecchio Comunale per la chiusura, l'anno prima, del Delle Alpi ormai prossimo alla demolizione - è datata 4/11/2007 e terminò con un pareggio subìto in maniera rocambolesca dall'appena subentrato Camoranesi (argentino pure lui...). Ma con i nerazzurri che, grazie al solito Cruz, erano stati meritatamente in vantaggio fino a meno di un quarto d'ora dalla fine. Appena 5 anni dopo (3/11/2012) si consumò, invece, il ricordo più felicemente controverso della storia recente delle sfide bianconerazzurre. Quello in cui, giocando contro tutto e tutti, i nerazzurri riuscirono a ribaltare l'iniziale vantaggio irregolare di Vidal con una doppietta di Milito ed 1 gol dell'altro argentino Palacio. Il contorno di inenarrabili misfatti arbitrali contro l'Inter di quella partita fece storia, ma lo risparmio volentieri agli eventuali lettori...
In ogni caso, il mese di NOVEMBRE - checché se ne possa argomentare - non può essere certo vissuto da tutti alla stessa maniera... Ad esempio - su un'altra sponda del Naviglio, forsanche fin troppo onestamente - c'è chi ha fatto notare che si stesse rischiando, "a NOVEMBRE, di chiudere i battenti (...), buttare le chiavi (...) ed arrendersi" (Luca Serafini, Milan news, 24.11). Almeno fino alla vigilia di Milan-Fiorentina... E se poi sovviene che un certo rischio potrebbe saltar fuori di nuovo all'indomani del 5° turno di Champions? Ché sarebbe un attimo passare dallo slogan "Pioli is on fire" (Pioli a mille!) a "Pioli is on wire" (Pioli sul filo!): basterebbe anche solo un esame di tedesco andato male contro il Borussia Dortmund... Ciononostante, sono le considerazioni di altri rivali milanesi - sempre in veste di editorialisti rossoneri - ad aver fatto sobbalzare sulla sedia. È successo infatti che il direttore di Milan TV - credendo forse di passare inosservato - si sia permesso di citare a sproposito un mito della storia planetaria come JFK. Non ci volevo credere. Anche perché, dopo aver postato un commento intitolato "Editorialisti rossoneri sull'orlo di una crisi di nervi", non osavo immaginare nemmeno lontanamente che uno degli stessi - nel tentativo di spronare i suoi beniamini nell'immediata vigilia di Milan-Fiorentina - potesse arrivare ad appropriarsi, in maniera a dir poco "maldestra", di una storica citazione: una delle tante memorabili di John Fitzgerald Kennedy. Esibendosi in una spudorata parafrasi - in salsa rossonera - dell'estratto di uno dei discorsi più iconici di JFK: giusto quello pronunciato il giorno del suo insediamento come 35° Presidente degli Stati Uniti d'America. Il famoso passaggio "Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese" del politico americano è stato trasformato come segue dallo sfacciato editorialista rossonero. Alla stregua di un tribuno tipo Cetto La Qualunque: "É arrivato il momento di fare meglio, di fare di più, di non chiedersi che cosa possa fare il Milan per noi, ma noi che cosa si possa fare per il Milan" (Milan news, 25.11). Cioè, "le parole che rappresentano un inno alla costruzione di una società più solidale e che sono state fonte di ispirazione per più generazioni di cittadini grazie alla loro profonda carica emotiva e alla loro forza visionaria" (cit.) sono state brutalmente estrapolate per finire svilite nella chiosa di un editoriale in un "abietto" contesto pallonaro. Non si può che provare pena per l'estensore.
Orlando Pan
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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