Dopo il passo falso interno contro la Lazio, l’Inter è attesa a Marassi dal Genoa, con un Icardi in più. L’ex capitano torna e lo fa dal 1’; Politano-Nainggolan-Perisic alle sue spalle. In mezzo al campo, Gagliardini trova spazio al fianco di Brozovic. Confermato il quartetto difensivo visto domenica sera (Skriniar ‘torna’ sul centro-sinistra, Miranda sul centro-destra) Sponda rossoblù, Prandelli sceglie il 4-4-2: Sturaro e Lerager gli esterni di centrocampo, Kouame-Sanabria in avanti.
PRIMO TEMPO - Il 4-4-2, molto ordinato, dei padroni di casa attende lo sviluppo del gioco nerazzurro, da subito fluido e verticale. Kouame si abbassa su Brozovic, Rolon esce su Gagliardini, mentre Radovanovic è incaricato di ‘seguire’ Nainggolan. La mobilità del triangolo di centrocampo ospite, con il croato ad abbassarsi in cabina di regia, e i compagni di reparto a garantire una costante opzione di passaggio nei suoi dintorni, manda fuori tempo le marcature avversarie. La vivacità di Perisic e - soprattutto - Politano permette di vincere numerosi 1vs1, e crea spazi per le sovrapposizioni di D’Ambrosio e Asamoah, poco seguiti rispettivamente da Sturaro e Lerager, in difficoltà sugli esterni. Da una discesa del ghanese, e conseguente cross rasoterra in mezzo, nasce l’1-0 in inserimento firmato Gagliardini. La costruzione di gioco rossoblù ricorre spesso al lancio lungo in direzione Kouame e Sanabria, annullati dal lavoro di Skriniar e Miranda, bravi negli anticipi e nel chiudere la profondità. E nei rari casi in cui il pallone transita dai piedi di Radovanovic (vertice basso, con Lerager ‘mezzala’ destra), è il pressing a riconsegnare palla alla squadra di Spalletti, e a non far - quasi mai - avvicinare i padroni di casa alla porta difesa da Handanovic. La prestazione della mediana Gaglia-Brozo (i due si scambiano a tratti la posizione di partenza) viene completata dall’inesauribile svariare tra le linee di Nainggolan (da destra a sinistra e fino alla zona Icardi), che fornisce e favorisce un’alternativa di gioco, le verticalizzazioni a sorprendere la difesa avversaria. La retroguardia genoana si fa trovare più volte impreparata e, al 40’, viene punita con il calcio di rigore (e conseguente espulsione di Romero) guadagnato e trasformato dall’attaccante argentino. Prandelli inserisce Biraschi al posto di Sanabria, passando al 4-4-1-1 con Kouame unica punta. E gli ospiti si preparano a una seconda frazione ancor più in discesa: difesa e centrocampo avanzano senza ostacoli oltre la linea di metà campo, mentre il terzetto alle spalle di Icardi toglie punti di riferimento e di uscita a centrocampisti e difensori rossoblù, percorrendo indifferentemente (o quasi) l’intera trequarti. Pochi tocchi e tanta precisione tecnica nell’enorme mole di possesso palla, unito a una grande mobilità, apre a numerosi sviluppi positivi della manovra nerazzurra, regalando più di un meritato doppio vantaggio all’intervallo.
SECONDO TEMPO - La fluida manovra nerazzurra, caratterizzata da pochissimi tocchi nel giro palla e da improvvise verticalizzazioni a premiare i continui movimenti di attaccanti (Icardi più Nainggolan) ed esterni, trova facilità d’esecuzione contro un avversario - il Genoa - rientrato dagli spogliatoi ancor più alle corde. Perisic e Politano alimentano il loro processo di accentramento, creando imprevedibilità e superiorità numerica tra le linee. In particolare il croato che, servito da Icardi nel corridoio centrale, trafigge agevolmente Radu per la terza volta. Preoccupata dal solo Kouame, la retroguardia ospite alza ulteriormente il proprio baricentro, accorciando i reparti e non concedendo respiro all’11 di Prandelli. Brozo e Gagliardini, sempre liberi di scambiarsi di posizione, gestiscono i tempi del possesso palla; Asamoah, facilitato dai costanti tagli di Perisic (e dal posizionamento stretto di Lerager) domina la corsia mancina, con qualità e quantità. Dall’altra parte, Sturaro e Pezzella subiscono la verve di un mobilissimo Politano, ben supportato da D’Ambrosio. Spalletti concede riposo a Brozovic (inserendo Joao Mario), mentre nei padroni di casa Bessa prende il posto del numero 27 rossoblù. Nonostante il tentativo di limitare l’evidente superiorità nerazzurra per vie centrali, stringendo in prima battuta gli esterni di centrocampo, i padroni di casa non trovano i tempi giusti per smorzare la qualitativa manovra dell’Inter. Oltre a lasciare - agli ospiti - la possibilità di appoggiarsi facilmente sulle corsie laterali. A un quarto d’ora dalla fine del match, Borja Valero prende il posto di Politano, con lo spostamento di Joao Mario sulla destra. Aumenta il palleggio, diminuisce ulteriormente il senso tattico della gara. Perisic e Nainggolan dominano tra le linee, mentre Icardi - a 10’ dal termine, lascia spazio a Keita Balde (sponda genoana, Mazzitelli entra per Radonavic). Gagliardini firma la doppietta personale e il 4-0 definitivo, deviando di testa il calcio d’angolo battuto da Perisic. E l’ultimo capitolo del match, privato dei minuti di recupero, procede senza intoppi. La Beneamata riparte immediatamente, vincendo nettamente. Trovando nel rientrante - almeno dal 1’ - Nainggolan l’emblema di alcune importanti conferme, e ritrovando Icardi. In attesa di altre prove. Di altri esami.
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Autore: Christopher Nasso / Twitter: @ChrisNasso91
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