La rincorsa allo scudetto può prendersi una pausa: ora l'obiettivo dell'Inter è conquistare la Coppa Italia domani sera all'Olimpico, nella finale in gara secca contro la Juventus. Alla vigilia del quarto confronto stagionale tra le due squadre, Simone Inzaghi è protagonista della conferenza stampa pre-partita. A seguire le parole dell'allenatore nerazzurro.
Cosa farà la differenza domani?
"E' motivo di grande orgoglio essere qui. Sarà una partita trasmessa in tutto il mondo, importantissima. Una finale. Per me non ci sono ricette ben precise per vincerle. Vanno giocate con corsa, aggressività, determinazione sapendo che avremo un avversario molto forte di fronte e dovremo dare il 120% per alzare il secondo trofeo della stagione".
E' la settimana più importante della tua carriera?
"E' importante per tutti. Assieme allo staff sappiamo cosa abbiamo fatto in questo percorso, com'era cominciato il nostro lavoro qui, cosa trovavamo. Strada facendo siamo stati molto bravi a fare bene, grazie ai ragazzi che mi e ci hanno seguito durante tutto l'anno. Per forza di cose le aspettative sono cresciute. Il primo trofeo stagionale lo abbiamo vinto a gennaio, ma nel calcio è giusto non ricordare. Il futuro è domani, una volta finita la partita penseremo alle ultime due giornate di campionato con il Milan. Ripensando a quel che è stato penso che sia stato fatto un grandissimo lavoro grazie alla società, alla squadra, a dei tifosi fantastici. Siamo all'11 maggio, probabilmente l'8 luglio non mi sarei aspettato tutto questo".
Vi giocate la stagione: cosa pretendi dalla squadra in campo?
"E' una finale, i dettagli faranno la differenza. Ci siamo incontrati già tre volte, sappiamo che loro hanno tantissima qualità per cui bisognerà gestire la gara nel migliore dei modi".
Qual è il bilancio della stagione e come si supera il peso di tre partite così importanti?
"Mi fanno piacere certi numeri ma devo tutto alla squadra che ha sempre seguito in tutto e per tutto me e lo staff. E' stata una grandissima stagione, domani avremo la cinquantesima partita. Per 7-8 mesi abbiamo fatto grandissimo calcio, poi abbiamo pagato una flessione perdendo qualche punto ma se ripenso all'ottavo di finale di Champions per come abbiamo giocato e la finale ora raggiunta probabilmente riperderei ancora qualche punto".
Come si possono scindere Coppa e campionato?
"Ne abbiamo parlato con la squadra, dobbiamo lasciare da parte il campionato. Avremmo voluto giocarla alla fine di queste due partite probabilmente, ma non c'è alcun problema. Abbiamo la finale e poi la penultima di campionato. Ho giocato delle finali da allenatore e giocatore, sia prima che dopo la fine del campionato. Mi sono adeguato e farò così anche stavolta".
E' una gara più importante delle altre giocate contro la Juve?
"Le finali sono importantissime, ho avuto la fortuna di giocarne diverse anche da calciatore. Non c'è una ricetta. Dovremo fare una partita di corsa e determinazione, i dettagli faranno la differenza".
I risultati di questa stagione contro la Juve vi possono aiutare?
"Sono state tutte una diversa dall'altra. Domani sarà una gara aperta, con tantissima qualità in campo. Bisognerà essere bravi a interpretarla nel migliore dei modi e sbagliare il meno possibile perché le finali a volte sono decise dai piccoli episodi".
Quest'anno l'Inter ha avuto bisogno a volte di uno schiaffo per reagire. Ha preparato la squadra in questo senso?
"Le partite sono diverse una dall'altra. A volte fai gol subito e perdi, a volte vai sotto e vinci. Non c'è una scienza precisa. Dobbiamo mettere in campo il cuore, abbiamo dimostrato di averlo. In queste cinquanta partite abbiamo dato tutto, cinque volte abbiamo perso, nelle altre abbiamo fatto benissimo e avolte abbiamo perso non meritando".
Che effetto le fa giocarsi la finale dove è stato di casa per tanti anni?
"Un'emozione particolare perché ho fatto qui la mia carriera da allenatore e calciatore. Rivedrò tante persone che mi hanno voluto bene e con cui sono stato benissimo in vent'anni. Ora sono orgoglioso di essere allenatore di questa grandissima società. Abbiamo vinto un trofeo, adesso ne abbiamo altri due in palio. Domani ci giocheremo la Coppa Italia alla grande con tantissima fiducia contro un avversario che rispettiamo molto".
Non c'è il rischio che la Juve possa avere più fame dell'Inter?
"Se vuoi vincere una finale devi avere fame. Questa Coppa la fa venire a me e i giocatori. La Supercoppa l'abbiamo voluta a tutti i costi, mancava da oltre dieci anni. Così la Coppa Italia. Ci siamo preparati molto bene come avrà fatto la Juventus".
I tifosi dell'Inter avranno il supporto anche dei tifosi della Lazio. Quanto sarà importante avere anche il loro supporto?
"Importantissimo. Ho allenato Lazio e Inter e sono due tifoserie gemellate, molto passionalei che trascinano le proprie squadre. In casa e in trasferta ci siamo sempre sentiti accompagnati da un grandissimo pubblico. La trasferta di Udine era importantissima e la nostra tifoseria ci ha appoggiato dall'inizio alla fine. Domani sera sappiamo che sarà altrettanto importante. Mi fa piacere sapere del corteo e sappiamo che domani saremo accompagnati da una tifoseria eccezionale".
Bastoni è recuperato? Le scelte di formazione saranno fatte anche in ottica delle prossime gare?
"No, le scelte saranno fatte in funzione di domani. Ci sono tutti, tranne Vecino che ha stretto i denti negli ultimi giorni ma deve stare fermo per 3-4 giorni. Bastoni è recuperato ma dovrò valutarlo bene, domattina avremo il risveglio muscolare. Ho sempre diversi dubbi perché l'allenatore deve fare tante scelte. Domani ho dubbi in diversi reparti, ma avremo l'allenamento leggero in mattinata e poi farò le scelte in tranquillità".
Come definisce Calhanoglu in due parole?
"Un giocatore che ha fatto un'ottima stagione. Si è ambientato subito. Abbina qualità e quantità. Penso abbia fatto un salto definitivo. E' una mezzala completa che ha fatto molto bene e continuerà così perché ha voglia di lavorare ed è un giocatore molto positivo nel club".
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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