Dopo il complicato ma vittorioso turno infrasettimanale contro il Lecce, l'Inter ritorna in campo in casa dell'Udinese con una formazione per sette undicesimi uguale a quella di mercoledì scorso schierato contro i salentini, con Akanji che torna al centro della difesa al posto di Acerbi e Carlos Augusto come braccetto mancino, al posto di Bastoni, Luis Henrique al posto di Diouf e Pio Esposito anziché Bonny. La fisicità dei friulani non spaventa Cristian Chivu che con personalità e coraggio toglie centimetri nel reparto difensivo e lascia il difensore azzurro a riposo in vista dell'infrasettimanale europeo contro l'Arsenal. Esattamente come all'andata la squadra di Runjaić non si lascia intimidire dai nerazzurri e partono con sfacciataggine e impavidità, pressando da subito l'Inter con l'intento di spezzare il gioco dei milanesi che riescono a svincolarsi trovando la prima occasione con Lautaro che manda al bar Kristensen con una sterzata, ma calcia con poca forza e fa praticamente un regalo ad Okoye, agevolato dalla mollezza del tiro del capitano prima, e da una deviazione qualche minuto dopo sul tentativo di Mkhitaryan. Un paio di minuti dopo è la volta di Yann Bisseck che fa tutto bene tranne il tiro: il tedesco calcia male e rende ancora una volta facile la vita all'estremo difensore della squadra di casa. Se è vero che non c'è due senza tre, è il quarto tentativo quello giusto e guarda caso a renderlo giusto è il tandem d'attacco scelto da Chivu: Esposito resiste di fisico sulla marcatura avversaria, protegge palla, serve Lautaro che con qualche tocco sicuro tra tre avversari s'aggiusta il pallone prima di calciare d'esterno e spiazzare l'incolpevole Okoye, finito spiazzato. Il gol non appaga la squadra ospite che, al contrario, s'infiamma e continua a disegnare calcio e spauracchi per i padroni di casa che tornano a rabbrividire al 28esimo ancora per mano di Dimarco che, dopo il tentativo di remake del gol al Napoli di qualche minuto prima, calcia di prima ma trova l'opposizione di Okoye che devia in corner e scongiura il doppio vantaggio dell'Inter. Alla mezz'ora, l'Udinese tira la testa fuori dalla tana e cerca l'occasione di impensierire i nerazzurri con Piotrowski che trova lo spazio e il tempo per andare al tiro, ma deve fare i conti con Sommer che respinge facile e sventa il pericolo. Prima vera e ultima chance per il polacco che al 42esimo si scontra con Luis Henrique e nella caduta si fa male al ginocchio ed è costretto a lasciare il campo, lasciando i suoi momentaneamente in inferiorità numerica. Ed è sostanzialmente con l'uscita dal campo del centrocampista ex Ludogorec che si conclude, dopo due minuti di recupero, il primo tempo.
SECONDO TEMPO -
La ripresa parte con un'occasionissima per l'Inter con Esposito che innesca Lautaro sulla corsa. Il capitano si porta in area ma perde l'attimo e si fa fermare dall'attento Kabasele. Non è finita la paura per l'Udinese, in piedi ancora grazie a Okoye che in allungo ferma un gran tiro da posizione defilata di Mkhitaryan: a 10 minuti dal rientro dagli spogliatoi, il tabellino è ancora fermo sull'1-0 a favore dei nerazzurri, costantemente pericolosi e aggressivi ma al contempo ben attaccati da altrettanta garra dei padroni di casa. All'ora di gioco è ancora capitan Lautaro a prendersi gli applausi dei suoi con una gran giocata che manda al bar l'avversario e spedisce un pallone verso Barella in corsa che però va leggermente lungo e diventa di semplice presa per il portiere bianconero. È ancora il quarto tentativo quello giusto per trovare la rete e il raddoppio arriva per mano di Federico Dimarco, ma il 32 interista non fa in tempo ad esultare che si alza la bandierina: risultato che torna sullo 0-1. È Esposito il primo a lasciare il campo, allo scoccare del 67esimo: il 94 nerazzurro si congeda tra gli applausi dei presenti tra gli applausi dei presenti, non solo nerazzurri, lasciando il posto ad Ange Bonny. Ma è dalla punizione a favore dell'Inter per fallo di mano di Kabasele di poco fuori dall'area di rigore che si agitano gli animi in campo: la barriera dell'Udinese respinge il tiro di Dimarco e fa partire un'azione in contropiede che frutta un giallo totalmente inesistente ai danni di Carlos Augusto, che colpisce il pallone ma non secondo Di Bello che sventola il giallo al brasiliano e si ritrova circondato dai giocatori di entrambe le compagini: i giocatori dell'Inter che protestano per un'ammonizione che non ha ragion d'essere, quelli dell'Udinese che chiedono addirittura il rosso. Un errore che manda in tilt il fischietto di Brindisi che perde il metro e inizia a fischiare con tranquillità minore e frenesia che gli toglie lucidità. A spezzare il ritmo ci pensa prima Runjaić che cambia tre giocatori, Bertola, Ehizibue e Gueye al posto di Kabasele, Zanoli e Atta, poi Chivu. Il tecnico nerazzurro rileva Mkhitaryan e Carlos Augusto, lasciando spazio a Davide Frattesi, reduce da una buona partita col Lecce, e Francesco Acerbi. I bianconeri alzano il baricentro negli ultimi scampoli di gara e mettono pressione psicologica e sul campo agli interisti che boccheggiano ma resistono. Chivu coglie l'SOS dei suoi e inserisce Sucic e De Vrij al posto di Zielinski e Lautaro, mettendosi ai ripari alzando le barricate con un 5-4-1 volto a preservare il risultato e i tre punti. E così sia: in apnea e coltello tra i denti, l'Inter resiste e porta a casa un altro 1-0 che vale un'altra vittoria e un momentaneo +6 sul Milan e +9 dal Napoli.
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