"Ora che il fumo degli asterischi si è dissolto, il panorama della serie A rivela tutta la sua biodiversità rispetto agli altri grandi campionati", scrive Paolo Condò nel suo editoriale per il Corriere della Sera attraverso il quale fa un'analisi generale del quadro fornito dalla Serie A. Campionato in cui tra la capolista, l’Inter, e la quinta in classifica, cioè la Roma, ci sono 7 punti di distanza, diversamente che altrove. "Il bilancio del girone d’andata racconta una competizione marchiata dal gioco dell’Inter ma non a fuoco, col Milan dotato di una superiore capacità di sopravvivenza e di lettura delle partite difficili. Di Napoli ne abbiamo visti due. La Juventus è stata letteralmente trasformata da Spalletti e la Roma sta ingaggiando gli attaccanti per puntare più in alto. Quest’anno più che mai sarebbe necessario il quinto posto Champions, perché è dura immaginare fuori una di queste cinque".

"L'8 marzo Milan e Inter regoleranno i loro conti nel derby di ritorno, e da lì in poi sarà un lungo slalom parallelo fino al traguardo. Ci crediamo? - si interroga Condò -. Sì per quanto riguarda le protagoniste, perché l’Inter ha qualcosa in più ma il Milan dalle 3 alle 15 partite in meno; ni sul duello esclusivo, perché almeno a Napoli e Juve non manca la struttura per correre forte. I prossimi turni sono favorevoli all’Inter, implacabile con le squadre di seconda fascia, ma la corrispondenza con due impegni europei terribili come Arsenal e Dortmund consiglia prudenza. La verità è che tanto equilibrio si fonda sull’assenza di una corazzata e sulle conseguenti imperfezioni delle protagoniste, basate anche su mercati infelici" continua prima di focalizzarsi anche sul dato 'allenatori'.

Per quanto riguarda i tecnici alla guida delle squadre, "ciò che sta accadendo in stagione è straordinario: passata la boa di metà percorso soltanto quattro club hanno cambiato allenatore, e tutti hanno ottenuto risultati dal buono all’eccellente". Ma tra tutti, nuovi e vecchi che siano, quello che "viaggia più spedito, con 2.3 punti a partita" è Cristian Chivu: "Sarà perché la decisione è stata presa soltanto nelle situazioni in cui era davvero necessario, ma quest’anno cambiare allenatore è stato ovunque un toccasana".

Sezione: Focus / Data: Sab 17 gennaio 2026 alle 12:42
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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