"Questo derby Inter-Milan di alta classifica è molto intrigante perché abbiamo modo di apprezzare lassù due allenatori così diversi". È l'incipit dell'analisi che Fabio Capello offre oggi sulle colonne de La Gazzetta dello Sport: "Da un lato Max Allegri, profilo di grande esperienza e dalle grandi capacità di gestione in qualsiasi momento della stagione, sia di euforia sia di difficoltà; dall’altro Cristian Chivu che viene da un’esperienza come quella di Parma e si è trovato a guidare una squadra come l’Inter che ha l’obiettivo di vincere il campionato".

Secondo l'ex allenatore, "l'esperienza di Allegri che conosce tutto, compresi i pericoli dell’essere in testa alla classifica, si contrappone alla novità Chivu che conosce queste stesse difficoltà ma più come calciatore, da allenatore ancora no. Sta facendo esperienza adesso, ma è intelligente e vedo che i risultati gli danno ragione - scrive Capello -. Entrambi stanno riuscendo a tirare fuori il massimo dalle proprie squadre anche se in maniera differente. Chivu ha trovato un gruppo già collaudato ma scottato dalla sconfitta in finale di Champions League contro il Psg, quindi da rigenerare innanzitutto psicologicamente. Allegri invece doveva ricostruire la squadra. Ma al di là delle differenze, c’è anche qualcosa che accomuna questi due allenatori ed è la personalità. Allegri ha un carisma consolidato, riconosciuto e riconoscibile, Chivu sta garantendo una crescita costante. Ha portato a casa i risultati giusti per arrivare in cima alla classifica e poi mantenere questa posizione. Tuttavia non penso che si possa già dire che lo scudetto sia un affare esclusivamente milanese. È ancora tutto aperto. Oggi vediamo una squadra in fuga e un’altra che insegue. E non dimentichiamoci che il Milan ha la fortuna di giocare molte meno partite rispetto all’Inter; infatti ritengo che da qui in avanti diventeranno determinanti le condizioni fisiche delle squadre coinvolte nella lotta per il titolo e gli eventuali infortuni incideranno sicuramente. Allegri con meno partite può lavorare molto più serenamente. Per l’Inter, di contro, finire tra le prime 8 il maxi girone di Champions League sarebbe quasi fondamentale, anche per evitare di aggiungere altre due partite a febbraio. E sarebbe importante anche dal punto di vista psicologico. C’è sempre il rischio che ci sia un contraccolpo dopo qualche scivolone in Europa. E che qualche fantasma del passato ritorni a galla...".

Sezione: Focus / Data: Sab 17 gennaio 2026 alle 10:35
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.
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