La stagione dell’Inter è al primo bivio. Al termine della sosta la squadra di Conte avrà un numero di partite che segneranno il primo solco riguardo le aspettative e le reali ambizioni di una squadra che la stampa proietta entusiasticamente verso un calciomercato poderoso già a gennaio.

Si parte sabato sera in casa del Torino, contro Mazzarri che attraversava una piccola crisi risolta con il successo a Brescia e che stando alle dichiarazioni dei granata, deve essere suggellata con una vittoria o un pareggio importante contro una big. La Juventus è impegnata a Bergamo ed è dunque un turno delicato per entrambe. La Champions non è ancora persa ma tra una settimana la prima gara decisiva in casa dello Slavia Praga dirà se l’Inter potrà avere ancora una chance.

Sono due gare dal coefficiente di difficoltà simile. Si tratta di due partite difficili, contro avversari organizzati e una difesa robusta e abili contropiedisti e Conte sta meditando un mini turn over dove Sensi non è sicuro dell’impiego nemmeno contro i granata.

Tra il primo e il 10 dicembre arrivano poi tre partite in casa, l’ultima delle quali contro il Barcellona. Quel giorno, forse anche prima, sapremo se l’Inter lotterà solo per il Campionato e dovrà pensare a come affrontare l’Europa League o se avrà fatto il mezzo miracolo di eliminare Barcellona o Dortmund.

Quello che sappiamo è che l’organico dell’Inter resta efficiente, versatile e in crescita ma mancano giocatori con uno slancio internazionale in alcuni reparti. In difesa Godin è in difficoltà, Skriniar in ripresa, De Vrij in versione totem, mentre Bastoni sembra essere il difensore del futuro. A centrocampo Barella è migliorato tanto e può crescere ancora, Sensi prima di infortunarsi era insostituibile, Brozovic preziosissimo ma senza un cambio e la scelta di non dare nemmeno 5 minuti a Borja Valero per dare fiato al croato nei finali di partita, in qualche caso è parso un azzardo.
Sulle fasce c’è l’annoso problema di un numero di giocatori buoni ma non eccelsi, con la buona notizia di un Lazaro che si è rivelato un giocatore migliore delle terribili premesse. In attacco la squadra è competitiva e Lautaro è ormai un giocatore di spessore, acompagnato da un Lukaku non appariscente ma determinante per i meccanismi di gioco che vuole l’allenatore.

Nella lista interminabile di nomi accostati all’Inter, un foglio excel che registra i nomi di De Paul, Matic, Eriksen, Giroud, Lasagna, Petagna, Rakitic, Milinkovic Savic, Mertens, Ibrahimovic, Chiesa, Tonali, il ritorno di Pinamonti e tanti altri, la sensazione è che ne arriveranno due, uno a centrocampo, l’altro in attacco con riferimento a Giroud e Matic.

Possono esserci naturalmente sorprese ma è evidente che il modello di giocatore chiesto da Conte non deve essere un anarchico, per quanto forte ma un operaio di qualità.I

l profilo di Giroud, giocatore che come Lukaku sa fare sponda e da le spalle alla porta, con esperienza internazionale e una certa personalità, rispecchia la necessità del momento. Resta da vedere se l’Inter sarà in corsa per più competizioni o solo due.

Quello che interessa è anche vedere l’Inter proseguire nel ritmo che ha preso, anche nel drammatico mese di dicembre e gennaio, da anni il vero spartiacque tra la realtà romanzesca e quella impietosa. Tutti giurano che Conte e Marotta non possa accadere. Restiamo vigili e incrociamo le dita.
Amala.

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Sezione: Editoriale / Data: Mer 20 Novembre 2019 alle 00:04
Autore: Lapo De Carlo / Twitter: @LapoDeCarlo1
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