Ultimo round per scoprire le sorti dell'Inter in questa avventura statunitense. Dopo il pari col Monterrey e la vittoria contro l'Urawa Reds, la squadra di Cristian Chivu è attesa dal River Plate. Gli argentini affronteranno i nerazzurri da primi in classifica del Girone E con gli stessi punti ma con una differenza reti inferiore. Tutto aperto dunque fino al match di domani, gara che l'allenatore della Beneamata ha presentato in conferenza stampa. Di seguito dichiarazioni del tecnico romeno riportate da FcInterNews.it.
Contro il River ti aspetti una partita più aperta? E cosa ci dice sul campo?
"Ci aspetta una partita difficile come lo sono state le altre due. Ci sono squadre che hanno diverse ambizioni, vogliono fare bella figura e ti rendono il gioco difficile. Poi parliamo di squadre con una condizione fisica migliore rispetto alle Europee che sono a fine stagione, quindi non è semplice, ma nel calcio nulla è mai facile. Bisogna trovare energie mentali e fisiche per affrontare una partita del genere in una competizione del genere. Sul campo non possiamo lamentarci, siamo abituati ad adattarci. Anche a UCLA c’è stato qualche problemino, ma le strutture che gli USA ci hanno messo a disposizione sono ottimali, poi è ovvio che non è l’Europa, si tratta di uno stadio preparato per il football americano, questo è un campo sintetico rizollato. Sono queste le condizioni, potevano essere migliori, ma non è male".
È la prima partita da dentro fuori per lei. Cambia qualcosa a livello di mentalità?
"No, non cambia niente. Siamo venuti con una mentalità, non ci sono partite da dentro o fuori. Siamo venuti con massima responsabilità e serietà, dopo un pareggio e una vittoria siamo in una condizione migliore dalle aspettative probabilmente, soprattutto dopo la prima partita quando qualcuno era pessimista. Faremo la nostra partita come sempre fatto cercando di mettere il massimo".
Esposito e Carboni hanno dato energie in più alla squadra. È contento dell'impatto dei giovani?
"Io sono contento di tutti i giovani come di tutta la squadra che si è messa a disposizione del gruppo. Contento degli infortunati, così come dei nuovi arrivati anche se qualcuno è scontento delle loro prestazioni. Ma non dimentichiamoci che questi ragazzi hanno fatto pochi allenamenti, sono arrivati e si sono messi subito a disposizione. Come non va dimenticato che questo è un torneo ufficiale, è un campionato del mondo, non sono partite amichevoli di preparazione estiva. Non dimentichiamo il contesto: i ragazzi sono arrivati e si sono messi a disposizione facendo il massimo. Luis Henrique dopo due allenamenti al 75esimo diceva di farcela anche se io sapevo che non era così, e queste sono aspetti caratteriali che a me piacciono. Questo discorso vale per tutti i ragazzi, compresi quelli della Primavera: Cocchi, Re Cecconi, De Pieri, Berenbruch... Pio Esposito e Carboni hanno un’esperienza diversa, non li metto tra i ‘giovani’, alzano il livello d’allenamento".
Cosa pensa di Gallardo e del River?
"Grandissimo rispetto, è un grandissimo allenatore. Era una pedina importante anche da giocatore per il River e la Nazionale. E come allenatore del River ha ottenuto grandissimi risultati. Il River è una buona squadra con qualche giocatore che ha vissuto il calcio europeo, ha qualche campione del mondo, c’è Mastantuono che vedremo presto ad alti livelli. E a me personalmente farà piacere rivedere Colidio che ho avuto per qualche mese in Primavera, mi ha dato una grossa mano negli allenamenti, non vedo l’ora di abbracciarlo domani. Il River è una grande squadra, ha fatto la storia, è la storia del calcio sudamericano insieme a qualche altra, anche noi in Europa la guardiamo con massima attenzione per ciò che ha prodotto per il calcio mondiale a livello di risultati e di individualità”.
Mastantuono potrà essere un crack del calcio?
"È un 2007 con alle spalle tante partite, è un giocatore che mi piace vedere. Mi sono sempre chiesto a chi somigli, con quel tocco di mancino sembra Di Maria. È forte e sicuramente sarà la delizia nel futuro del calcio. Andrà al Real, non sarà semplice ma sono sicuro che sarà all'altezza".
Oggi sembrava un clima più disteso. È contento di questo clima creato?
"Hanno ascoltato i miei consigli di non leggere i giornali e i commenti. Ragazzi è passato un mese da Monaco però tutti i giorni leggo le stesse cose su quel risultato, si dice che bisogna superarlo, ma se diciamo sempre le stesse cose ogni giorno è difficile farlo. Credo che i ragazzi abbiano ascoltato il mio consiglio e abbiano smesso di leggere. Abbiamo fatto leva su una cosa importantissima nel calcio e anche nella vita: trovare umanità, un po’ di gentilezza e premura per dimenticare in fretta quello che la vita ti regala perché spesso ti regala momenti non belli. Ma quando hai accanto uomini che ti guardano negli occhi senza cercare altrove le domande, tutto è più semplice. Questa squadra ha motivazione e mentalità e l'hanno fatto vedere negli ultimi anni raggiungendo tre finali nelle competizioni europee in poco tempo (una di Europa League e due di Champions), una seconda stella, hanno raggiunto importanti risultati. Ovviamente spesso si guardano soltanto quelli, ma non io e non devono farlo neanche loro perché i campioni nei momenti di difficoltà tirano fuori sempre qualche motivazione in più, perché sanno che quello che conta è il domani e la partita successiva che devono rimboccarsi le maniche e a volte devono mangiare un po' di merda, non solo pestarla. E a volte bisogna accettare che la merda va masticata bene, guardarsi allo specchio e accettare che bisogna fare anche questo. Le loro risposte mi danno tanto, nonostante il momento difficile cercano sempre di guardarsi negli occhi tutti insieme e fare di nuovo quello che hanno fatto negli ultimi cinque anni".
Tornerà sul 3-5-2? E arrivare primi nel girone potrà agevolare il percorso?
"Quello che possiamo controllare è ciò che facciamo oggi e ciò che proveremo a fare domani. La qualificazione non è ancora certificata quindi non posso pensare a quello che sarà un possibile accesso alle fasi successive. Dobbiamo pensare a cosa fare domani, che è la cosa più importante. Capire se il River si mette a specchio, se continuerà a giocare come ha fatto finora a noi interessa fino a un certo punto perché dobbiamo guardare a noi stessi, a ciò che dobbiamo fare noi, ad essere pronti a capire i momenti della partita e come indirizzarli. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che durante una gara ci sono varie fasi, bisogna capire il momento e adattarsi a ciò che gli altri cercano di fare senza non dimenticare quello che vogliamo fare noi. Abbiamo principi e valori ben solidi, aggiungiamo qualcosa ogni tanto, quando serve, con la speranza che la prestazione sia di altissimo livello e ci permetta di superare il turno".
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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