Tra una ventina di giorni Francesco Acerbi spegnerà 37 candeline sulla torta di compleanno. Età importante per qualsiasi sportivo, soprattutto per un calciatore che fino alla scorsa stagione era considerato un punto fermo della propria squadra e si riposava con parsimonia. In quella attuale però i nodi sono venuti al pettine in modo impattante, a partire dalla preparazione estiva che il centrale di Vizzolo Predabissi ha iniziato in ritardo rispetto al gruppo, per recuperare dall'intervento che ha risolto la fastidiosa pubalgia patita nel finale del campionato e che gli è costata la convocazione agli Europei con la Nazionale. Da allora, ben 15 partite saltate a causa di problemi muscolari (a Lecce saranno 16), il primo al bicipite femorale nel primo tempo all'Olimpico, il secondo, ancora più serio, lo stiramento alla coscia patito sempre nella prima frazione, al Bentegodi lo scorso 23 novembre, che tutt'ora lo tiene fuori a parte un paio di panchine pro forma contro Bologna ed Empoli. In parole semplici, finora per Simone Inzaghi è stato come non avere Acerbi a disposizione, senza alcuna certezza ad oggi su quando potrà tornare a contarci.
In questo contesto preoccupante, l'ottima notizia finora è stata la tenuta fisica di Stefan de Vrij, il naturale sostituto dell'ormai ex Nazionale azzurro, che mai si sarebbe aspettato di essere coinvolto con tanta frequenza nella stagione in corso. L'olandese, a parte un problema al bicipite femorale a inizio stagione che lo ha tenuto fuori contro Genoa e Lecce, è stato sempre a disposizione dell'allenatore e ha tappato l'enorme falla rimasta al centro della difesa, sfruttando la lunga coda dell'ottimo Europeo disputato con i Paesi Bassi. Un autentico Mr Wolf tarantiniano che è andato ben oltre le aspettative e ha risolto parecchi problemi, al punto da essersi guadagnato sul campo il rinnovo per un altro anno, ancora da certificare. Ma con il mercato ancora aperto sorge spontanea una prima riflessione: è giusto continuare a scommettere sulla resistenza di De Vrij, in assenza di garanzie sul fronte Acerbi? Chiaro, gli scenari sono vari: magari l'ex Lazio tornerà disponibile entro fine gennaio per non lasciare più il campo, avendo già pagato il suo debito con la malasorte. Ma qui siamo nel campo dell'atto di fede, perché certezze non ne esistono.
Ed eccoci alla seconda riflessione, a carico della dirigenza dell'Inter: atto di fede o intervento rapido sul mercato per cautelarsi? Il problema delle liste, principale ostacolo in tal senso (più dell'aspetto prettamente economico) verrebbe risolto girando in prestito Tajon Buchanan o Tomas Palacios, che finora il rettangolo di gioco lo hanno visto praticamente solo in allenamento. Previa loro disponibilità a salutare per qualche mese e trovare maggiore fiducia in un altro contesto.
Terza riflessione, nel caso in Viale della Liberazione decidessero di intervenire sul mercato per regalare a Inzaghi un'alternativa in difesa: classica toppa in prestito per 6 mesi, o anticipo di un investimento che volenti o nolenti andrà fatto la prossima estate? Decisione non semplice, perché i profili eventualmente individuati sarebbero di un certo spessore e difficilmente i loro club li lascerebbero andare a metà stagione. Al contempo, farsi prestare un giocatore per tappare una falla, sul quale non c'è intenzione di puntare in futuro, lo metterebbe comunque ai margini della rosa perché verrebbe meno anche l'interesse a prepararlo per la prossima annata. A questo punto avrebbe più senso continuare a lavorare su Palacios, per esempio. trasformandolo in un centrale a tre affidabile per l'avvenire. E tornando di conseguenza all'atto di fede su Acerbi.
Situazione non semplice per la dirigenza nerazzurra, che per esperienza tende a intervenire sulla rosa a gennaio solo se costretta. All'enorme punto interrogativo in difesa si aggiunge poi quello associato a Davide Frattesi, che fino al 3 febbraio spererà di poter tornare alla Roma pur se la trattativa si presenta, al momento, impraticabile salvo un enorme passo indietro nella richiesta economica nerazzurra. Servirebbe, per sistemare tutte le magagne attuali senza lasciare che si risolvano da sole, un gioco a incastri che neanche Tetris. Intanto, avanti con la ferrea devozione per San De Vrij.
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