La Gazzetta dello Sport è tornata da un paio di giorni sul tema del futuro stadio di Inter e Milan. Oggi sulla rosea ci si interroga sulla bontà della scelta di continuare sulla strada tracciata da decenni: quella dello stadio in comune. Accade da decenni al Meazza e nelle idee dei club dovrebbe essere ancora così nel nuovo San Siro. "I nuovi scenari che possono aprirsi fanno venire qualche dubbio. Soprattutto perché nel resto dell’Europa che conta, due squadroni con uno stadio solo non si vedono mica. Da Madrid a Manchester, da Londra a Barcellona, ogni club gioca in modo esclusivo dentro la sua casa. E riesce a guadagnare una montagna di soldi".

La ragione principale che spinge le società è il budget. "Secondo le stime fatte in questi anni da Elliott, oggi sostituito da RedBird, e Suning, il nuovo stadio rossonerazzurro costruito nei parcheggi del Meazza potrebbe far crescere i ricavi di 40 milioni a testa a stagione - si legge - La certezza è che l’intero progetto rossonerazzurro per la trasformazione di San Siro ha un valore di circa 1,3 miliardi, con 600 milioni destinati al nuovo stadio. Una cifra importantissima, ma che non può essere sforata per arrivare ai 75-80mila posti invocati dai tifosi. Un terzo anello nella Cattedrale avrebbe un prezzo molto salato: 200 milioni. Ma se alla fine davvero il Meazza non fosse demolibile cambierebbe qualcosa? Le squadre a quel punto potrebbero dividersi? Difficile, perché in questi anni l’alleanza è sembrata sempre forte. Inter e Milan, a meno di sorprese, andrebbero dirette sul piano B, che si chiama Sesto San Giovanni (dove non aspettano altro...), più precisamente la zona delle immense aree della ex Falck".

Sezione: Focus / Data: Gio 12 gennaio 2023 alle 09:34
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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