"La maledizione macedone è ancora attiva e, in combinazione con l’eccellente punto ottenuto dall’Ucraina con gli inglesi, spinge l’Italia verso gli spareggi per guadagnarsi il puro diritto di difendere il proprio titolo europeo. Un disastro al quale le dimissioni improvvise di Roberto Mancini non sono estranee, perché costringere un nuovo ct a giocarsi una gara subito decisiva con quattro soli giorni di lavoro alle spalle è crudele, e sul quale Luciano Spalletti deve meditare con grande fretta". Così Paolo Condò su Repubblica commenta l'1-1 di Skopje degli azzurri. "Gli infortuni di Chiesa e Pellegrini, già tornati a casa, gli consentono di chiamare in corsa Scamacca e Berardi — esclusi perché poco impiegati fino alle convocazioni, ma in forma spettacolare nell’ultima gara di campionato — senza che la cosa suoni a bocciatura per nessuno. È un’idea per aumentare il potenziale offensivo in vista di martedì, quando l’Ucraina a San Siro si giocherà il primo match point: se non perde, è praticamente qualificata in scia all’Inghilterra".

"E sì che le impressioni del primo tempo, con tutte quelle occasioni fallite, erano state in maggioranza positive, con Barella e Tonali ben disposti a giocare verticali con l’appoggio continuo di Cristante, i terzini più a fuoco delle ali, e Mancini discreto in apertura d’azione una volta che i macedoni avevano chiuso la strada a Bastoni". Poi, però, il calo nella ripresa e il fatale 1-1.

Sezione: Focus / Data: Dom 10 settembre 2023 alle 12:00 / Fonte: Repubblica
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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