Un altro Bologna-Inter con l'asterisco, anche se in quest’occasione è stato cancellato in tempo record. Frutto di un calendario che ormai non può più essere un dettaglio nell’economia della corsa scudetto che nelle ultime settimane ha visto alternarsi i duellanti a distanza di qualche ora. Sventati puntualmente i tentativi di fuga dei campioni d’Italia negli episodi precedenti, il Napoli, alla 33esima giornata, ha potuto giocare d’anticipo mettendo ulteriore pressione ai campioni d’Italia, di scena Dall’Ara, nel campo che fu fatale tre anni fa. Ventiquattro ore prima, gli azzurri avevano afferrato una vittoria sofferta e pure rumorosa, visto le dichiarazioni post-partita del suo condottiero Antonio Conte, l’unico, vero rivale in campionato di quel Simone Inzaghi che ha progetti più ambiziosi del suo predecessore: Triplete. Una parola che nasconde dentro di sé almeno due significati: fatica e responsabilità. La seconda prevale sulla prima leggendo la distinta, con 9/11 confermati rispetto al 2-2 contro il Bayern Monaco di mercoledì scorso. Fuori Federico Dimarco (panchina) e Marcus Thuram (affaticato e a casa). Dall’altra parte, la stanchezza di una stagione gravata dalle otto partite di Champions League, a cui si aggiunge il percorso verso la finale di Coppa Italia solo da certificare, non sembra un tema osservando alcuni giocatori divertirsi nel tunnel con leggerezza, prima del riscaldamento, ballando sulle note di ‘One More Time’ dei Daft Punk.
Sensazioni pre-partita, poi arriva il campo: lì gli ospiti partono a razzo, come da auspicio del loro demiurgo, andando vicini al vantaggio nel giro di pochi secondi attorno al 4'. Prima è Lautaro Martinez a tentare uno scavetto che obbliga Federico Ravaglia a rifugiarsi in corner, dal quale Carlos Augusto quasi timbra l'ennesimo gol pesante. I padroni di casa non fanno gli spettatori e dimostrano di poter pungere con verticalizzazioni improvvise: al 6', Yann Sommer deve uscire dalla sua area per anticipare Dan Ndoye lanciato a rete. I rossoblu prendono campo grazie a numerose riconquiste in zona alta, ma senza concretizzare: Juan Miranda spreca una punizione ghiotta dal limite dell'area, Ndoye ciabatta più o meno dalla stessa zolla ma sull'altro lato. Anche al 16', è lo svizzero a creare scompiglio tra Acerbi e compagni: l'epilogo, dopo lo spunto, è lo stesso dei precedenti con la palla che sfila in fallo di fondo. Continua a martellare il Bologna, con un pressing a tutto campo che prevede di non far ragionare con la palla nemmeno Sommer: normale che al 26' arrivi la miglior occasione del primo tempo, sempre dal binario di Ndoye, che semina Acerbi, va sul fondo e mette in mezzo per Dallinga. Che a colpo sicuro non gonfia la rete per via del salvataggio prodigioso di Benjamin Pavard. Sul cambio di fronte, allo scoccare della mezzora, Emil Holm imita il francese cancellando in maniera provvidenziale il cross altrimenti pericoloso di Carlos Augusto, completamente ristabilito dopo aver fatto spaventare i suoi per quello che a prima impatto sembrava un infortunio al ginocchio. Il momento positivo dell'Inter prosegue al 37': dalla bandierina, Hakan Calhanoglu pennella in mezzo per il colpo di spalla di Alessandro Bastoni che soffia di poco sopra la traversa. La continuità offensiva dell'Inter viene interrotta da un pallone banale perso in uscita, che peraltro carica Henrikh Mkhitaryan di un cartellino giallo: sanzione pesante, dato che l'armeno, diffidato, salterà la sfida dell'ex con la Roma di sabato prossimo. E' l'ultimo episodio di un primo tempo senza gol, vissuto ad altissima intensità.
SECONDO TEMPO -
Il canovaccio e i protagonisti in campo non cambiano nei primi minuti della ripresa: il Bologna fa più volume, l'Inter fatica a innescare gli attaccanti e, quando ci riesce, Joaquin Correa spara altissimo da posizione comunque invitante. La mira è da rivedere anche per Dominguez, che calcia a lato sprecando uno schema ben congegnato dai rossoblu. In campo succede poco, in panchina gli animi si surriscaldano: arrivano le espulsioni per Vincenzo Italiano e Massimiliano Farris, il vice di Inzaghi. A queste seguono le sanzioni ai giocatori: prima Ndoye ammonito per proteste, poi Bastoni per una manata proprio sullo svizzero. Anche il 95 era diffidato e salterà la prossima ma anche la parte decisiva di quella odierna: al 64', l'ex Parma e Atalanta lascia il campo assieme a Mkhitaryan per far posto a Federico Dimarco e Davide Frattesi. Al 69', fuori anche Correa per Mehdi Taremi, mentre nel Bologna fa il suo ingresso in campo Orsolini per Dominguez. Al 77', altre forze fresche per il Bologna: dentro Santiago Castro e Nicolò Cambiaghi. Sostituzioni che mischiano le carte ma non producono chissà quali occasioni: all'83' c'è un'emozione da poco col palo colpito dall'Inter e conseguente salvataggio prima della linea di Miranda sul tiro diretto in rete di Taremi. Ma tutto a gioco fermo: fallo leggero di Lautaro su Ravaglia. Di là brivido per Sommer e piccola crepa che si apre: Darmian, salta a vuoto, e apre la strada a Cambiaghi che spreca di testa. Inzaghi si gioca anche le ultime due carte: Bisseck e Arnautovic per Darmian e Lautaro. Recupero in apnea pe l'Inter, che va sott'acqua sulla semirovesciata di Orsolini che è un capolavoro e 'azzera' il duello scudetto. Ora inizia un mini-campionato di cinque giornate, un testa a testa che terrà conto certamente del passato ma soprattutto del futuro.
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