Ospite della puntata di 'Stasera c'è Cattelan', è intervenuto l'esterno mancino nerazzurro Federico Dimarco, partendo dalla trasferta della Nazionale a Wembley: "Solitamente dopo la partita torniamo subito a casa, oggi mi dovevo allenare con l'Inter. È sempre meglio tornare subito, stanotte sono tornato a casa alle 4:30. Magari, in alcune occasioni, capita che bisogna dormire in trasferta perché gli aeroporti chiudono di notte".

Quanti figli hai?
"Due figli: uno di due e l'altro di cinque. La mattina quando vanno a scuola sono 'contenti' di andare. Stamattina non mi hanno svegliato, ma li ho sentiti lo stesso".

Nazionale: ce la faremo?
"C'è ottimismo, faremo il possibile per farcela. Le partite sono tutte difficili".

Quanto è difficile mantenere la concentrazione?
"Sicuramente penso sia una parte fondamentale del nostro lavoro. Appena manca la concentrazione in campo può succedere di tutto. I giornali? Non è facile isolarsi, magari accendi la tv e vedi una notizia. Non è semplice, ma il giocatore deve essere bravo a isolarsi".

Ieri Conte ha parlato del sesso prima delle partite: è una fissa sua?
"È la prima volta che la sento in realtà. Basta la giusta media settimanale. La sera prima della partita siamo in ritiro, è impossibile (ride, ndr)".

Come ti sei conosciuto con tua moglie?
"Da quando eravamo piccolissimi, le nostre mamme si conoscevano bene, i nostri genitori hanno fatto i militari insieme. È da 15 anni che siamo insieme. Alla sera? Lei si addormenta presto sul divano, io rimango da solo e mi butto sulla playstation".

Quanto conta essere di Milano e giocare nelle due squadre?
"Non so quanto conti, ma quanto è bello. Essere di Milano e giocare nella squadra per cui tifi da bambino è un'emozione davvero bella".

Hai mai avuto paura di non tornare all'Inter?
"In alcuni momenti ho toccato punti bassi, quando mi sono rotto il metatarso a Sion, quando mi sono rotto il tendine dell'adduttore a Parma. Poi grazie all'esperienza di Verona e al mister mi sono riguadagnato l'Inter".

Di che zona sei? Tuo papà ha sempre il negozio?
"Milanese di Porta Romana. Mio papà ha ancora un negozio di frutta e verdura. La pago, non mi fa lo sconto. Gratis non mi dà niente (ride, ndr)".

Con te vogliamo commentare un 'non gol'. In finale di Champions. Io ero già lì sul divano a esultare. Traversa, sfortuna! Ma la palla torna a te che ci dai di testa e sulla riga trovi Romelu che era lì davanti, mentre il portiere era come un tonno buttato nella rete.
"Facciamo una cosa: te lo dico dopo. Avrei esultato alla mia maniera. L'esultanza è nata quando io e i miei amici abbiamo guardato uno scherzo dei Soliti Idioti, in cui il protagonista rimane in fila al supermercato e continua a fare quel gesto. L'abbiamo guardato in loop per tre giorni, decidendo di fare questa esultanza. Ho segnato in Nazionale e contro la Roma, optando definitivamente per questa esultanza".

Com'è stato il periodo estivo con l'addio di Lukaku?
"E' successo quello che si legge ovunque. Ci sono rimasto male perché sono stato vicino a lui tutto l'anno. Un po' più sul personale, non voglio entrare nel merito perché gioca in un'altra squadra. Tra poco torna? Siamo carichi, per tutte le partite lo siamo".

Il tuo idolo è Fabio De Luigi?
"Con mia moglie ci ha fatto ridere il film 'Dieci giorni senza mamma'. Fabio, sei un grande. Fai veramente ridere, ti guarderò sicuramente quando verrai qua da Ale (Cattelan, ndr)'".

Cosa vi dite prima delle partite?
"Dai, forza, quelle robe lì".

Sezione: Copertina / Data: Gio 19 ottobre 2023 alle 00:55
Autore: Niccolò Anfosso
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