"In campo sono calciatrice al 100%, competitiva e senza la paura di spettinarmi, far fatica o sporcarmi la divisa. Al di fuori, mi piace anche vestirmi sportiva ma soprattutto far vedere il mio lato femminile, truccandomi il giusto quando necessario e soprattutto dimostrando di esserlo nel modo di comportarmi, vestirmi e di essere". Intervistata ai microfoni di SportFair, Regina Baresi, attaccante e capitano dell'Inter Femminile, racconta la sua passione per il calcio e il rapporto con il padre, Giuseppe: "Non ho un primo ricordo specifico, probabilmente è una passione che c’è sempre stata, inevitabilmente trasmessa dal papà e poi cresciuta ogni giorno dentro di me. È da sempre che gioco, in casa con mio fratello, all’oratorio o al parco, fino ad aver iniziato seriamente a 12 anni. Togliersi l’etichetta penso sia impossibile, ho imparato a conviverci nel migliore dei modi. È un orgoglio per me avere questo cognome, per tutto quello che hanno fatto papà e zio nel calcio italiano. Allo stesso tempo sento anche la responsabilità e il dovere, forse, di dover dimostrare ogni volta qualcosa in più delle altre. Papà viene a vedermi quando riesce e dall’alto della sua esperienza mi dà spesso consigli che per me sono molto importanti". 

Per tutto il resto, ammette di ispirarsi a Mauro Icardi e non solo: "Da sempre amo Ronaldo. Ora mi ispiro a Icardi – al di là che sia un giocatore dell’Inter e quindi potrei risultare di parte -, penso sia in questo momento l’attaccante più forte, soprattutto all’interno dell’area di rigore. Osservo molto i suoi movimenti, ho molto da migliorare e imparare". 

Chiosa sul calcio femminile e sulla nascita dell'Inter Women, società il cui titolo è stato recentemente acquistato dall’FC Internazionale Milano: "In Italia c’è semplicemente stata fino ad ora troppa poca considerazione verso il calcio femminile, perché considerato uno sport esclusivamente maschile. Per fortuna nell’ultimo periodo stiamo vedendo  un miglioramento da questo punto di vista: sembra si stiano aprendo un po’ gli orizzonti e spero vada sempre meglio. Il pregiudizio principale da sconfiggere è che una donna che gioca a calcio sia paragonata per forza di cose ad un maschio. Non è così e io ho sempre cercato di farlo capire: una donna è più o meno “femminile” indipendentemente dallo sport che pratica. Le calciatrici conservano il loro lato femminile a prescindere da tutto. Siamo molto orgogliose di essere protagoniste di questo progetto, entrare a far parte di un club prestigioso come l’Inter è un passo avanti e un bel segnale che dimostra l’importanza data dalla società nerazzurra al movimento femminile. L’Inter è da sempre una società che punta al meglio e soprattutto abituata a lavorare per il raggiungimento di grandi obiettivi, così faremo anche noi. Daremo il nostro massimo, per la società che sta credendo in noi e per onorare sempre la maglia che indossiamo". 

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Sezione: Inter Femminile / Data: Ven 9 Novembre 2018 alle 03:30 / articolo letto 6524 volte
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8