Interessante intervista di Evaristo Beccalossi su Radio Nerazzurra. Ecco le dichiarazioni dell'ex numero 10 nerazzurro.
Partiamo proprio dalle origini. Il tuo primo ricordo legato all'Inter?
"Beh, adesso mi fai andare indietro con la memoria. Ero partito da Brescia e arrivavo in una grande città indossando una maglia molto importante perché sapevo che mi avrebbero dato il numero 10, ed è stato bello e gratificante perché avevo davanti il palcoscenico di San Siro, la maglia dell’Inter indossata da tantissimi campioni e quindi ero felice. Nello stesso tempo mi domandavo se avessi avuto le possibilità di trovare un piccolo spazio, ma in questo, l'incoscienza di non rendermi subito conto di tutto quanto, mi ha aiutato molto. Fortunatamente, ho fatto un percorso che porterò con me per tutta la vita".
Ripercorrendo quel periodo in cui stavi per lasciare Brescia, nonostante tu sia ancora giovane, la tua carriera è già ad un bivio. Hai due offerte sul tavolo. Stavi per andare al Genoa poi però arriva una telefonata che ti porterà da un'altra parte.
"Sì è quasi corretto. Con tutto il rispetto per il Genoa che è una grande. Io giocavo in serie B a Brescia così come il Genoa. É chiaro che quando ho ricevuto la chiamata da Milano dall’ Inter, non c’è stato neanche il bisogno di scegliere.Tra l’altro, all’epoca era la società che comandava e decideva dove mandarti. Io potevo dire solo che se c’era la possibilità che mi vuole l’Inter, io vado lì. A 22 anni sono arrivato a Milano con l’intento di divertirmi e fare la mia carriera con l'idea di trovarmi il piccolo spazio e poi torno a casa. Ho 64 anni e sono ancora qua a Milano".
Comunque il benvenuto nel mondo Inter ti viene dato da un personaggio, non uno qualunque, come Sandro Mazzola che ti ha voluto e che ti ha portato all'Inter.
"Sì sì, lui e il suo collaboratore di fiducia, perché poi Mazzola aveva giustamente i suoi collaboratori e aveva segnalato loro “prendiamo il Becca” perché mi ha detto che era venuto a vedermi una partita a Brescia. Certe cose naturalmente le ho sapute dopo quando si cresce e mi ha detto: “Ti ho visto fare un’azione bella che ne hai dribblati cinque, sei arrivato a tre metri dalla porta e sei riuscito a tirarla fuori”. Lì per lì, gli dissi che la cosa più difficile per chiunque non era far gol, ma dribblarne cinque. Mi presero e mi portarono in nerazzurro. Fui anche fortunato: l’Inter era una delle poche squadra a svolgere le tournée internazionali. E e quell’anno andammo in Cina. Lì, ho avuto modo di inserirmi nel gruppo e dopo un mese, un mese e mezzo ci si conosceva bene con tutti".
Tra l'altro in panchina non avevi un allenatore qualunque, ma un sergente: Eugenio Bersellini. Il tuo rapporto con lui è stato un po’ particolare, possiamo possiamo dirlo. Raccontano anche di una settimana di clausura che hai vissuto ad Appiano Gentile prima della partita contro la Lazio. Ce la racconti?
"Ci sono tanti racconti con Eugenio. A 22 anni, la fortuna che ho avuto e, che ripeto spesso, ho trovato un gruppo di ragazzi che ha sempre apprezzato le mie qualità. Ammetto, veramente, di essere stato di difficile gestione. Io ero lì per divertirmi e Bersellini aveva questo grande amore nei miei confronti. É chiaro che non avevamo un rapporto eccezionale però con l'età ho capito che lo faceva per il mio bene. Arriva a darmi delle ritiri punitivi di una settimana per poi venirmi a dire che se volevo diventare un grande giocatore dovevo comportarmi esattamente come in quella settimana. Ma la mia risposta da 22enne è sempre stata: “Mister, io per giocare a pallone non devo stare in ritiro per tutta la vita”. Anche perché poi la Milano era già una città che offriva molto. Mi ha aiutato molto, a inserirmi bene nella città, a conoscere un sacco di persone. Ero sempre in giro e questo mi dava la carica di dimostrare sempre qualcosa perché avevo come obiettivo quello di ritagliarmi un piccolo spazio. Però le cose che ricordo di Bersellini sono quelle a tu per tu, quando eravamo a quattr'occhi che mi diceva: “Becca ho analizzato la tua partita e ho visto che per 30 minuti non hai preso palla, ma neanche in fallo laterale”. E mentre mi stava riprendendo aveva quegli occhi lucidi che cercavo di fargli capire che dovevo migliorare la continuità. Alla fine mi invitava a fare i sacrifici a livello fisico in modo da eccellere maggiormente le mie qualità. Però io ero nato col pallone tra i piedi e se mi metteva a correre per me era un dramma tutte le volte. Io gli dicevo “Sì, corro ma dammi il pallone”. Lui rispondeva dicendomi che dovevo fare la preparazione e curare l'alimentazione. Mi tenevano a dieta. Mi ricordo che a furia di prosciutti e insalate, avendo bisogno di zuccheri mi recavo spesso agli autogrill perché c'era da bere e potevo prendere qualche caramella. Poi c’era il nostro preparatore atletico Armando Onesti che mi diceva: “Senti che bello correre sotto il rumore della pioggia” Io rispondevo sempre per le rime: “Io intanto faccio una fatica della Madonna, eh.” E quindi oltre i sette anni che ho fatto, e che ho avuto la fortuna di giocare in quello stadio lì e fare qualcosa di buono. Anche perché da lì erano passati i Suarez, i Corso, Mazzola che per me erano dei macigni, E avendo avuto la fortuna di conoscerli tutti, quando li vedevo mi tremavano le gambe".
Ti dico tre date: 28 ottobre 1979, 15 settembre 1982 e la notte del ritorno con Real Madrid Coppa dei Campioni 1981. Quale di queste di queste ti suscita il ricordo più bello?
"Quella col Real Madrid. Perché, al di là del risultato che è importante, al di là dei gol, il fatto di arrivare dentro al campo tutto pieno e tutti i tuoi tifosi chiamano il mio nome, è un qualcosa di indescrivibile. Lo Ricordo come l'episodio che mi è rimasto dentro in maniera significativa. Mi ricordo che è partito un brivido dalla testa fino alla punta dei piedi. E sono andato in trans per un minuto e quando sono rientrato negli spogliatoi e mi son rimesso le scarpe, si avvicinò Bersellini che mi disse: “Ma Becca dove vai? Manca ancora un’ora e un quarto!” Talmente era stata la carica di sentire uno stadio intero citare il tuo nome che avevo perso la cognizione del tempo. Credimi, non c’è risultato sportivo, gol o altro: quella è stata la sensazione più bella che abbia mai provato".
Tra l'altro consiglio anche a chi ascolterà questo podcast di recuperare il libro “Mi chiamo Evaristo” - Luca Pagliari 2008 - dove si raccontano tanti, tantissimi aneddoti sulla carriera di Evaristo Beccalossi. Ma non potete perdervelo.
"È un libro in cui ho avuto modo di raccontare dei miei sentimenti, dei legami con mio padre e di quello che provavo in quegli anni in cui giocavo nell'Inter. Però prima o poi lo riprenderò da dove mi sono fermato, magari potrei anche aggiornarlo, c’è tanto da aggiungere. Io vengo da una famiglia normalissima perché mio padre era un operaio. Lui non mi ha mai, neanche una volta messo in testa di dover far carriera. Per lui in primis veniva lo studio e a pallone dovevo divertirmi. Mi ha da sempre passato un messaggio equilibrato".
A un certo punto a tuo padre si è quasi rassegnato. Ti aveva addirittura cercato un posto in fabbrica lì in zona, per star sicuro.
"Allora c'era il nonno che lavorava in un'azienda. Poi lui aveva preso il posto di mio nonno e, in futuro, io avevo il posto di lavoro perché dovevo sostituire mio padre. Quindi non ho mai avuto il tempo di dire faccio il calciatore. È avvenuto tutto in maniera così veloce e così bella che non ho avuto il tempo di ragionare e di pensare. Ma soprattutto non ho mai avuto la pressione di dover arrivare a tutti i costi".
Evaristo, ti voglio chiedere un’ultimissima cosa prima di salutarci. Che cos'è secondo te l'Inter e che cosa vuol dire essere interista. Come vivi tu il legame con l'Inter in tutti questi anni che sono passati dalla tua carriera.
"C'è un forte legame sempre anche perché ho la fortuna di avere ancora parecchi amici lì. L'Inter è diversa, è diversa da tante altre cose e la si ama sempre nel bene e nel male. Questo è quello che mi piace. Io credo che la storia dell’Inter sia una storia molto importante perché parti dalla Grande Inter fino all’Inter del Triplete, poi in mezzo ci sono stati degli anni con l'Inter dei record di Trapattoni o il nostro campionato che abbiamo vinto con solo giocatori italiani Quello che mi piacerebbe è che riuscissimo a mantenere questa diversità che abbiamo rispetto agli altri. Quando tu hai la fortuna di indossare la maglia dell’Inter, credimi, nel bene o nel male, la si ama sempre".
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
Altre notizie - News
Altre notizie
- 15:40 Austria Vienna, le parole delle protagoniste: delusione ma anche soddisfazione per la prova
- 15:27 Vieri: "Il 5 maggio 2002 mi ha fatto male per l'addio di Ronaldo"
- 15:12 "Orsù, Orsato: faccia qualcosa di interista!". Il designatore: "In verità vi dico (cit.) che io avrei già dato e pure in anticipo"
- 14:58 Dal campo alle parole, la crescita mostruosa di Bisseck tra Inter e Nazionale. Ora la Champions
- 14:45 Sky - Francia-Italia, Barella più di Frattesi. Pio si gioca il posto con Scamacca
- 14:29 Amichevoli, Napoli ko contro l'Avellino. Pari tra Milan e Padova
- 14:16 Serie A, Malen MVP di agosto-settembre: battuti Lautaro e Frattesi
- 14:02 Julio Sergio: "La Roma è migliorata, ma l'Inter resta la squadra da battere"
- 13:48 Agosto-settembre, il Coach of the Month è Max Alvini
- 13:33 Svizzera, Akanji ancora titolare? Yakin: "Sono tutti in forma, non so se farò dei cambi"
- 13:27 Sky - Calhanoglu punta Inter-Parma: rientrerà in gruppo a inizio settimana
- 13:18 City, ricorso contro il parere della Premier League: "Non affidabile"
- 13:05 Nazionale, Ahanor lascia il ritiro di Coverciano: raggiungerà l'U21
- 12:52 Rivera: "Nuovo stadio intitolato a me e Mazzola? Sarebbe bello"
- 12:39 L'Équipe - Francia-Italia, Diouf in panchina: Zidane sceglie Truffert a sinistra
- 12:25 videoAndres all'ultimo secondo, l'Inter Women ferma l'Austria Vienna
- 12:12 Bastoni: "Non sarà la Francia a definire chi siamo. Il gol? Spero sia di buon auspicio"
- 12:00 videoINTERNAZIONALI - Gli impegni mancanti e l'ansia per Lautaro. Non era possibile fare diversamente?
- 11:58 Jones protagonista all'Inter Store San Babila: "Mi ha fatto molto piacere vedere i tifosi"
- 11:54 La battuta di Zeghrova: "Inter? La Juventus è sempre meglio"
- 11:40 Ferguson: "Quando arrivò l'offerta dell'Inter per Ince, guardai Scholes e mi feci una domanda"
- 11:35 Stones: "Vorrei essere ricordato dai tifosi dell'Inter per aver vinto"
- 11:27 Sky Sports DE - Inter e Barcellona sul giovane difensore Jeltsch
- 11:14 Corsera - Lautaro tra Argentina e Inter: volerà subito verso Milano
- 11:01 TS - Arbitropoli, castello caduto in breve. Ma lo scossone c'è stato
- 10:47 La Florio: "Ecco come portai gli Esposito all'Inter. Pio aveva qualcosa in più"
- 10:34 Il Giorno - L'Inter di Pellegrini a casa dell'ex presidente: ricordi e aneddoti, parlano i protagonisti
- 10:19 Salvatore Esposito: "Due fratelli in Nazionale, grande emozione"
- 10:06 Karamoh: "Voglio ritrovare la gioia di giocare. Destra o sinistra? Ricordo che all'Inter..."
- 09:52 CdS - Darmian-Bologna vicini all'accordo: scenari e termini dell'intesa
- 09:38 L'analisi di Nela: "Scudetto, l'Inter resta la più forte. Ma la Roma c'è"
- 09:24 GdS - Lautaro con Alvarez nell'Argentina, il dibattito si riapre. E per il rinnovo di Scaloni...
- 09:10 GdS - Francia-Italia, non da escludere la soluzione coi due Esposito insieme: la probabile
- 08:56 CdS - Jones-Inter, nessun ripensamento. E col Parma sarà titolare perché...
- 08:42 TS - Inter, occhi sul Cagliari non solo per Romano: piace Mendy. La situazione
- 08:28 GdS - InterNazionali, l'agenda dei rientri dopo Bisseck: Lautaro sarà l'ultimo
- 08:14 GdS - Calhanoglu sempre più vicino al rientro: il punto sui nerazzurri ai box
- 08:00 Pepo: "Ce la giochiamo con tutti anche in Europa. Agli errori ho reagito così"
- 02:00 Cairo: "Malagò? Se uno prende il 68% dei voti forse tutto andrebbe sanato"
- 01:00 Napoli, Meret: "Cerco di isolarmi dalle tante voci dall'esterno"
- 00:00 Grezzo e monotono? Macché. Pio Esposito cresce nella sua completezza da 9
- 23:58 Magull a Disney+: "Non sono felice del pareggio, ma quattro punti sono positivi"
- 23:45 Menez ricorda: "Quel piatto al volo contro l'Inter fu un gol molto bello"
- 23:30 Andres a ITV: "Questo punto può essere importante. Vogliamo i quarti"
- 23:15 Italia, Mancini: "Kean ha qualche problema fisico, lo valuteremo domani"
- 23:00 Le Bihan a ITV: "Pareggio meritato, il carattere della squadra ci dà fiducia"
- 22:51 InterNazionali - Serbia ancora ko, vince la Germania. Stankovic in panchina
- 22:45 Sassarini a ITV: "Quando si pareggia al 93' è difficile avere rammarico"
- 22:31 Italia U15, i convocati di Battisti per lo Stage a Novarello: presenti due nerazzurri
- 22:17 Icardi ancora senza contratto. Due club di Premier League interessati
- 22:03 Sky Sports UK - Caos Manchester City, i giocatori si rivolgono agli avvocati
- 21:49 Bastoni a SM: "Non voglio fare la vittima, le critiche fanno parte del mestiere"
- 21:35 Abodi replica a Malagò: "Non ho nemici, ma ho il diritto di esprimere un'opinione"
- 21:21 Napoli, De Laurentiis provoca: "Aboliamo l'intervallo, chi guarda la tv va via"
- 21:07 Milan, Pulisic: "Obiettivi? Stiamo lavorando molto bene a livello di squadra"
- 20:53 L'Italia U21 vince nel finale in Armenia: decisivo il gol di Cissé
- 20:47 Inter W., pari in extremis contro l'Austria Vienna: Andres salva le nerazzurre
- 20:39 Italia, Mancini: "Esposito o Kean? Magari gioca Scamacca..."
- 20:25 InterNazionali - Germania-Serbia, Stankovic parte dalla panchina
- 20:11 Bastoni a Sky: "Il dopo Zenica? Con l'Inter poteva andare peggio..."
- 19:57 Caso Negreira, la UEFA riapre il dossier dopo la denuncia del Real Madrid
- 19:43 Arbitri, archiviata l'indagine FIGC su Rocchi: chiuso il procedimento
- 19:29 Materazzi: "Inter troppo forte, se ribalti due gol di svantaggio..."
- 19:15 Italia U19, vittoria sulla Croazia: decide Luongo nella ripresa
- 19:01 Juve, Carnevali su Alajbegovic rivela: "Poteva finire come Palestra-Inter"
- 18:47 Stones e la multa per eccesso di velocità: "Scoperta per caso"
- 18:33 videoCurtis Jones all'Inter Store di San Babila dove incontrerà i tifosi
- 18:19 Austria Vienna-Inter Women, le ufficiali: Sassarini punta su Bugeja-Cambiaghi
- 18:06 From UK - L'Inter continua a seguire Muharemovic. E se partisse Bastoni...
- 17:52 Francia, Zidane: "Sono rimasto colpito da tutti gli esordienti. Ho una squadra di qualità"


