"Ho una regola: non si parla di quel che succede nello spogliatoio. Però, ci sono dei momenti in cui è bello, e serve pure, guardarsi in faccia e parlarsi. Magari dare la colpa prima a se stessi che agli altri". È uno stralcio dell'intervista concessa da Nicolò Barella a La Gazzetta dello Sport in edicola tra poche ore.

Il centrocampista dell'Inter racconta il famoso confronto che ha permesso ai nerazzurri di svoltare dopo un avvio di stagione in salita: "In quel momento avevamo perso il focus, credevamo che per quanto fatto e vinto prima tutto ci fosse dovuto. Che bastava entrare in campo per vincere. E invece non succede mai, soprattutto in questo campionato, il più difficile a cui abbia partecipato. Ma è un torneo lunghissimo e strano, con un Mondiale di mezzo, quindi noi ci crediamo. Il nostro obiettivo resta lo stesso: provare a vincere lo scudetto".

Bare prova poi a spiegare la sua metamorfosi in zona gol: "Sono maturato, ho cambiato un po’ nel mio gioco. Conte mi ha insegnato ad essere meno generoso e più decisivo. Prima il mio obiettivo era solo dare il 100% per la squadra, però in una big servono gol, assist, cattiveria davanti. Poi con Inzaghi è nato un gioco che dà più libertà di scambiare la posizione: mi porta più in zona gol, anche per questo sto finalizzando. Direi che ormai nel calcio non esiste più il modulo, ma solo la mobilità e l’interpretazione: in questo aspetto Inzaghi è bravissimo".

Sezione: In Primo Piano / Data: Ven 09 dicembre 2022 alle 00:15
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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