Chiusura regolare, classifica congelata, playoff e playout. La Serie A s'interroga su come portare a termine l'attività dopo lo stop forzato, sebbene non ci sia ancora certezza sulla data della ripartenza. La speranza è quella di ricominciare il campionato il prossimo 2 maggio e chiuderlo entro la fine di giugno: un obiettivo ambizioso e a oggi soltanto teorico, vista l'imprevedibilità dell'emergenza. Sappiamo ancora pochissimo di questo virus che ha sconvolto la vita di tutti noi ormai da settimane, e allora diventa arduo ipotizzare qualsiasi scenario.

Terminato il momento delle polemiche, adesso il sistema calcio Italia prova a fare fronte compatto contro un nemico comune, la cui ferocia si è capita troppo in ritardo. E vengono i brividi, oggi, a ripensare a quei giorni in cui ci si affannava per incastrare qua e là anticipi e posticipi, possibilmente a porte aperte. Chi si opponeva veniva dileggiato: il tempo è galantuomo. La condicio sine qua non, per Serie A e coppe europee, resta ovviamente lo slittamento di Euro 2020. La Uefa, dopo i pasticci incredibili di queste settimane, pare essersi convinta di posticipare (novembre 2020? giugno 2021?) la rassegna continentale al fine di facilitare la conclusione della stagione dei club. Sarebbe un sacrificio necessario. E l'Italia si domanda ora quale dovrebbe essere la chiusura più consona al campionato (con la Coppa Italia ormai rinviata a data da destinarsi). Playoff e playout potrebbe essere obbligatori qualora si posticipi ulteriormente la data della ripartenza, ma la soluzione non 'scalda' tutti i club in egual misura. Congelare la classifica e cristallizzare le posizioni, decretando scudetto, piazzamenti coppe e retrocessioni senza arrivare alla 38^ ha tanti 'contro' e pochi 'pro'. Per questo la volontà della Lega è di chiudere regolarmente il campionato, anche se questo dovesse significare deroghe su deroghe qualora si sforasse la data del 30 giugno.

Insomma, ci si ingegna in questi giorni per trovare una via di fuga, una scappatoia. Quasi una scorciatoia. Ma non si può far finta di niente. Anche ammesso che si possa riprendere e finire, che campionato vivremo? Che partite saranno? La sensazione è che in tanti stiano provando a nascondere la testa sotto la sabbia. La verità è che il campionato di calcio italiano stagione 2019/2020, per come lo conoscevamo noi, è già finito. Ed è finito lo scorso 22 febbraio quando, dopo Fiorentina-Milan, arrivò il rinvio di Inter-Sampdoria, Atalanta-Sassuolo e Torino-Parma. Da lì in poi, abbiamo vissuto un universo parallelo. E mai nulla sarà più come prima. Speriamo pure con qualche avvicendamento ai posti di comando, in Italia e in Europa.

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Sezione: Editoriale / Data: Mar 17 marzo 2020 alle 00:00
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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