Playoff e playout? Si compatta il fronte del no da parte dei club. La Gazzetta dello Sport riporta le tre motivazioni principali. Per questioni giuridiche: cambiare la formula dei campionati in corsa porterebbe a una serie di ricorsi da parte dei club sfavoriti. Per questioni logiche: se non è possibile giocare le restanti partite dal campionato per ragioni di tutela della salute, non avrebbe senso disputare nemmeno playoff e playout. Per questioni economiche: Sky, Dazn e Img che hanno già espresso la propria opposizione al pagamento della sesta rata, a maggior ragione pretenderebbero uno sconto adeguato al formato ridotto del torneo. Insomma, la stragrande maggioranza delle società di Serie A non è d'accordo con il piano B studiato per la ripartenza.

Componente fondamentale resta il calendario: le società hanno ragionato sulle 38 partite e, sia in coda che in testa, la classifica è senza dubbio condizionata dalle avversarie incontrate e quelle da incontrare. C'è l'esempio del Lecce, che nel girone di andata se l'è vista con quasi tutte le squadre che occupano la prima colonna della graduatoria. 

E anche la stessa Gazzetta prende posizione, definendo l'idea dei playoff e playout "suggestiva, ma sbagliata". I motivi? Il nuovo format verrebbe introdotto "in corsa, cambiando le regole del gioco, con l’unica motivazione di terminare la stagione. Costi quello che costi. Ma l’emergenza non può diventare l’ombrello sotto il quale trova riparo qualsiasi stravolgimento di norme o principi.

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Sezione: Rassegna / Data: Sab 23 maggio 2020 alle 08:39 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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