Ospite negli studi di Sportitalia, Walter Zenga si è prodotto in una lunga e accurata analisi del momento dell'Inter. "Spalletti in conferenza stampa ha sottolineato il fatto che la squadra ha giocato con poca cattiveria e che non basta il compitino e in effetti è quel che si è visto col Parma - dice L'Uomo Ragno -. I giocatori hanno fatto i movimenti che servivano ma poi non c'è stata la cattiveria necessaria. Episodi a parte, ora c'è una partita che cade perfettamente per poter cambiare il trend. In Champions, col Tottenham, con motivazioni altissime. E' la partita giusta per far sì che le cose cambino. Poi in questi casi chi deve cambiare il tutto è l'allenatore perché è l'unico che ha la reale consistenza delle cose e sa dove intervenire".

Alla vigilia della sfida con il Parma, proprio Zenga è stato ad Appiano Gentile ad assistere al lavoro dei nerazzurri. "Il colpevole non può essere uno - dice ancora l'allenatore ex Crotone anche in virtù di quanto visto al Centro Sportivo - Nel calcio la colpa è del portiere o dell'allenatore. Io ho deciso di fare entrambe le cose, quindi... Ti posso garantire che l'allenamento di venerdì dell'Inter, che ho visto, è stato svolto in maniera perfetta. La preparazione di tutti gli allenatori è una cosa, poi c'è lo svolgimento e ci sono gli episodi. Io in partenza ho Icardi che fa 30 gol in campionato, compro Lautaro Martinez e si fa male alla prima gara, quindi non è giudicabile. Nainggolan si infortuna in preparazione. Poi ci sono certamente dei difetti, che l'allenatore deve avere il tempo di correggere"

Da tecnico a tecnico, Zenga assolve in parte Spalletti dalla totalità delle responsabilità. "Io sono sempre convinto del fatto che i giocatori vanno in campo e i problemi eventuali li puoi risolvere attraverso la qualità e altre cose da mettere in partita. Oggi ci sono dei problemi che possono essere legati agli aggettivi che ha usato Spalletti in conferenza. Lui stesso ha detto che quella con il Tottenham è la partita giusta e che l'Inter rinascerà perché è una buona squadra. Il concetto di giocare in Champions è importante da sottolineare. E' importante capire che nel gruppo con Tottenham e Barcellona, che non è facile, non puoi sbagliare la prima partita. E' decisiva, perché vincendo puoi preparare la trasferta di Genova con un'attenzione e un entusiasmo differente. Non vincendola diventerebbe tutto più complicato. Le vittorie ti danno la possibilità di lavorare e migliorare gli errori più col sorriso".

Zenga ha detto la sua anche sul comportamento tenuto da Douglas Costa, autore di uno sputo in faccia a Di Francesco durante Juventus-Sassuolo. "Facile scrivere un post su Twitter, complicato è parlare davanti alla platea che ti fa delle domande. Il problema è a monte: lui si alza, gli dà una gomitata e cerca di dargli una testa. L'arbitro lo ammonisce e basta, gli avesse dato il rosso non sarebbe successo. Poi vai a casa e scrivi due righe, ti sei pulito la coscienza? Per me no. Ed è diverso dal vecchio caso di Totti, che gli dà uno sputo ma non una testata e una gomitata". E ancora, in relazione a Douglas Costa e non solo: "Quando ero giocatore io i giornalisti erano fuori dallo spogliatoio ed era difficile non parlare. Adesso è troppo semplice non avere la responsabilità di dire altro rispetto a quelle due cose che dici in conferenza. Abbiamo 'spersonalizzato' il giocatore. Non c'è più la personalità che c'era prima, ti prendevi la responsabilità e la trasferivi in campo. Così è tutto abbastanza asettico. Il capitano dell'Inter dovrebbe andare sempre in conferenza stampa. Questo poi diventa un alibi per tutti".

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Sezione: Focus / Data: Mar 18 settembre 2018 alle 11:56
Autore: Mattia Todisco
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