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Ibrahimovic: “Volevo lo scudetto, eravamo in testa. Super League? C’è un fatto strano”

Ibrahimovic: “Volevo lo scudetto, eravamo in testa. Super League? C’è un fatto strano”

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Zlatan Ibrahimovic si mantiene fedele al personaggio e non lesina slogan a effetto. Deluso per l’infortunio che l’ha privato dell’Europeo? "Più deluso per il Milan,...

Alessandro Cavasinni

Intervistato dalla Gazzetta dello SportZlatan Ibrahimovic si mantiene fedele al personaggio e non lesina slogan a effetto.

Deluso per l’infortunio che l’ha privato dell’Europeo?"Più deluso per il Milan, perché ho saltato tante partite. Avrei voluto aiutare di più, sono uno che normalmente gioca 50 partite l’anno. Forse dovrei essere più realista, chiedere meno al mio corpo, ma non ce la faccio. Poi, certo, sono deluso anche per l’Europeo, ma rientrare in una competizione quando non sono al cento per cento non sarebbe da me. Preferisco restare fuori e fare il tifo per la Svezia".

A proposito di Fifa, Uefa, punizioni, che cosa pensa della vicenda Superlega?"Non sono molto informato, ma posso immaginare i motivi che hanno spinto quei club ad agire: soffrono economicamente, hanno cercato una strada per riprendersi. Piuttosto, è strano che in certi Paesi come l’Inghilterra sia diventato un affare fra tifosi e club e nessuno abbia chiesto niente ai giocatori che mettono in scena lo spettacolo. Siamo noi che dovremmo giocare di più o di meno".

Che cosa l’ha fatta soffrire di più nella stagione che si è chiusa?"Gli infortuni, ma comunque sono stati, da quando sono tornato, diciotto mesi fantastici. Il Milan è in Champions League, i tifosi lo meritavano. Volevo vincere lo scudetto ed eravamo là, in testa... In questi mesi è cresciuta la mentalità della squadra, è cresciuto il collettivo e così migliorano i singoli".

È dispiaciuto per Gigio Donnarumma?"Molto. Lei mi ha chiesto prima se i giocatori guadagnano troppo, adesso faccio io una domanda: che valore ha Donnarumma? È cresciuto nel Milan, poteva essere il portiere della squadra per vent’anni, magari venti no perché non è Ibra». Risata. «Ma è il più forte del mondo. Avrebbe potuto diventare Mister Milan, come Paolo Maldini. Che valore si poteva dare a Maldini? Non c’è una misura. Se Gigio va via o no non lo so. Serve essere in due per ballare il tango. Io gli direi di restare al Milan fino alla fine".

Il suo amico Mourinho torna in Italia."Una bella sfida: come è successo a me, arriva in un club che non è favorito e lui non era abituato. Ma proprio per questo sarà bello. E poi Mourinho è un personaggio, tutto quello che dice fa il giro del mondo. Per la Serie A è un buon acquisto sotto tutti i punti di vista".

Come vede la prossima stagione?"Ci sono squadre che dopo la pandemia soffrono economicamente e non possono più muoversi come in passato. Atalanta e Milan mi sembrano i club più solidi da questo punto di vista. Poi vedremo che cosa succederà in campo. Sarà come un altro capitolo per il Milan. Un campionato difficile, bisognerà lottare con Atalanta, Inter, Juve, Napoli... Un bell’equilibrio. Io riproverò a vincerlo, e con me i miei compagni".