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Casasco (pres. medici sportivi italiani): “Protocollo da rivedere e serve una maggiore frequenza dei test”

Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medico-Sportiva e consigliere indipendente della Lega di Serie A, parla alla Gazzetta dello Sport provando a fare luce sul momento del calcio italiano in relazione alla pandemia. "Avevamo...

Alessandro Cavasinni

Maurizio Casasco, presidente della Federazione Medico-Sportiva e consigliere indipendente della Lega di Serie A, parla alla Gazzetta dello Sport provando a fare luce sul momento del calcio italiano in relazione alla pandemia. "Avevamo lanciato l’allarme già due settimane va - dice Casasco -. Il protocollo anti Covid del calcio va rivisto alla luce delle previsioni. Noi speriamo che la situazione possa migliorare, ma può anche peggiorare".

Casasco, si può creare una bolla modello Nba?"Non credo. Una bolla vera però può aiutarci in caso di positività e questo potrebbe evitare interventi differenti delle Asl. Sono i club stessi che dicono: non possiamo andare a casa, ci chiudiamo in una struttura unica e usciamo solo per allenarci e per giocare le partite. Per arrivare fino in fondo si può pure fare qualche sacrificio".

Ridurre i tamponi è stato un errore?"Fare un controllo a 48 ore della partita non ti assicura che sia superato il tempo della possibile incubazione. Così il rischio è che il test del venerdì non ti possa garantire che alla domenica il soggetto non possa infettare qualcun altro. La mia proposta è: test antigienici ogni 2 giorni e il tampone RNA virale a 24 ore dalla partita. In attesa che siano validati quelli sulla saliva".

E con il su e giù dall’estero in una fase di aumento dei contagi ovunque che fare?"Impossibile impedire questi viaggi. Ma a maggior ragione tutto questo ci dimostra la necessità di tornare a una maggiore frequenza di controlli utilizzando i test antigenici".