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Vieri: “Il 5 maggio? Ne sono uscito a pezzi. Il Fenomeno il più grande con cui ho giocato”

Vieri: “Il 5 maggio? Ne sono uscito a pezzi. Il Fenomeno il più grande con cui ho giocato”

"Ho ascoltato solo due persone nella mia vita calcistica: nonno e appunto papà. Sapevano di calcio, dopo un minuto di gioco mi “fotografavano”. Due figure forti, fondamentali. E poi la mia fortuna sono stati anche i primi...

Stefano Bertocchi

"Ho ascoltato solo due persone nella mia vita calcistica: nonno e appunto papà. Sapevano di calcio, dopo un minuto di gioco mi “fotografavano”. Due figure forti, fondamentali. E poi la mia fortuna sono stati anche i primi tre allenatori che ho avuto a un certo livello: Rampanti, Mondonico e Cesare Maldini". Nella lunga intervista concessa a 7, settimanale del Corriere della Sera, Christian Vieri ripercorre parte della sua vita personale e sportiva.

Chi è il più grande calciatore con il quale ha giocato?"Ronaldo il Fenomeno".

E il più grande giocatore italiano?"Roberto Baggio".

Il rimpianto sportivo?"Essermi fatto male nel 2005, a pochi mesi dal Mondiale poi vinto dall’Italia. Andai in crisi, mi ammazzò a livello sportivo. Ero in Nazionale da 15 anni, ed era giusto che ci fossi anch’io in Germania. Ma oggi non sono più arrabbiato, Dio mi ha abbondantemente ripagato nella vita con la nascita di Stella e Isabel".

Il suo gol da Oscar?"Quello dalla linea di fondo quando giocavo nell’Atletico Madrid. Eravamo in Coppa Uefa, e dissi al presidente Gil: “Se segno una tripletta mi regali una Ferrari?”. Lui rispose di sì, e io feci tre gol: quello dalla linea di fondo è nella storia in Spagna, e non solo".

La più grande delusione?"A livello calcistico il 5 maggio (scudetto perso all’ultima giornata nel 2002; ndr ). Abbiamo dato tutto ciò che potevamo dare, è stata una fiammata impossibile da descrivere. Ne sono uscito a pezzi".