Inler, Fabregas, Ledesma, Sculli, Poli? No, nessuno. Per la prima volta negli ultimi anni l'Inter chiude il suo calciomercato senza mettere a segno alcun colpo da prima pagina, e deludendo tutti coloro i quali si aspettavano una mossa dell'ultimo minuto, magari per sostituire Mario Balotelli, viste le ultime falle mostrate tra Atlètico Madrid e Bologna. Invece, Marco Branca e tutti gli uomini mercato nerazzurro hanno deciso di restare immobili e di fidarsi della squadra attuale. Le parole del presidente Moratti che predicavano pazienza, e quelle di Benitez che faceva capire di volere qualcuno rimandando sempre tutto ai dirigenti, aprivano alla speranza di numerosi tifosi che chiedevano un'ala, un centrocampista o anche un terzino sinistro, ma alla fine ci si è accontentati di Philippe Coutinho, bloccato già due anni fa, Luca Castellazzi a zero dalla Sampdoria, e Jonathan Biabiany, riscattato dal Parma così come McDonald Mariga, nel quale è riposta tantissima fiducia. Più i giovani Benedetti e Faraoni. I nomi che pareva più caldi sono tutti sfumati: i vari Dirk Kuyt, Javier Mascherano e Luca Antonelli parevano inizialmente scontati, poi sono saltati. Stesso discorso per i nomi dell'ultim'ora, come Inler, Sculli o Poli, per i quali sono stati fatti solo timidi tentativi.
Ma guai a pensare che in Corso Vittorio Emanuele non si sia lavorato abbastanza o si abbia deciso di non spendere. Il ragionamento fatto dalla dirigenza nerazzurra è molto semplice, e forse non troppo comprensibile per l'ideologia del tifoso che si aspetta sempre acquisti e colpi. L'Inter ha provato per tutta l'estate a prendere giocatori di livello mondiale, ma ha tenuto l'occhio vigile sul bilancio per il Fair Play Finanziario che ormai incombe. Così, ha tentato più volte di puntare su colpi eccezionali, ma non si è potuta assicurare i top player che puntava proprio per gli elevatissimi costi che comportavano. Ad esempio, 25 milioni per Mascherano è una cifra spropositata, così come i 15 per Kuyt, ormai 30enne. In casa Inter hanno provato più volte a corteggiare questi ed altri grandi giocatori, ma per vie economiche non è stato possibile chiudere l'operazione. Le scelte dell'ultimo minuto non convincevano, anche perché si è fatto un ragionamento molto semplice tra la società e Benitez: prendere un giocatore tanto per acquistare e poi non utilizzarlo sarebbe stato inutile, come nel caso di Inler o Ledesma che sarebbero stati chiusi dai vari Motta, Mariga e Muntari. A questo punto, si è deciso di tenersi un tesoretto importante per gennaio, quando si potranno sferrare nuovi assalti.
Le tante cessioni hanno portato soldi importanti soprattutto per il bilancio, con i 35 milioni di Balotelli o gli 8 di Burdisso, ma anche i 7 incassati dai giovani ceduti al Milan e altri 7 da Quaresma o i 3 milioni guadagnati dall'addio di Jimenez. Si è deciso quindi di puntare sulla squadra che ha vinto tutto l'anno scorso, tenendo a disposizione un buon numero di milioni per eventuali rinforzi a gennaio se fosse necessario. In più. si punterà su uomini come Mariga, che ha dimostrato in queste prime uscite di poter essere tranquillamente titolare, Obiorah, Biabiany o Coutinho, giovanissimi sui quali si ha fiducia totale. Bisognerà avere pazienza, perché è naturale che questi ragazzini non potranno garantire subito le qualità di un Kuyt o del partito Balotelli, però ci vuole anche la coerenza da parte di chi chiede prima di puntare sui giovani e poi critica il mercato di una squadra che sui ragazzi ci punta per davvero. Non va sottovalutata anche la volontà di credere in chi, come Davide Santon, quest'anno torna ad essere disponibile dopo una stagione travagliata. Prendere Antonelli avrebbe significato abbattere il giocatore sul quale invece si punterà.
Per concludere, non bisogna dimenticare i numerosissimi colpi giovanili messi a segno dalla società: i nomi di Faraoni, Serrano, Benedetti, Paramatti, Donkor e tantissimi altri talenti puri in entrata, ma anche di giocatori come Destro mandati a fare esperienza lontano da Milano, non vanno mai dimenticati, insieme ai tanti altri che erano già in casa. Insomma, all'Inter non ci sono sprovveduti e chi ci lavora, sa cosa fa. Ci vuole quindi fiducia nella dirigenza che ha deciso di muoversi così: adesso bisogna essere vicini ai colori nerazzurri come sempre e più di sempre, per riconoscenza verso chi ha vinto davvero tutto.
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