Beppe Sala, sindaco di Milano, inaugura il suo ciclo di dirette Instagram ‘Cose in Comune’ esprimendo in maniera ampia il suo punto di vista sulla questione San Siro. Partendo proprio dagli albori: “Questa storia è cominciata quando Inter e Milan sono venuti da me chiedendomi uno stadio nuovo che consentisse loro di avere più ricavi e di avere nel patrimonio un impianto, visto che oggi l’impianto è di proprietà comunale. Mi hanno portato esempi di tanti stadi in giro per l’Europa con un’idea fissa di come dovesse essere lo stadio: i club hanno rifiutato da subito l’idea della ristrutturazione”. Qui arriva la prima decisione che Sala spiega: “Per cercare di tenerle a Milano e non fare in modo che uscissero dai confini della metropoli l’unica via era quella di fare lo stadio nell’area di San Siro abbattendo però il Meazza. All’inizio l’amministrazione comunale ha pensato a questa strada, i club hanno esaminato altre aree come Viale Puglia ma l’unica area plausibile era quella di San Siro per questioni logistiche; allo stadio di San Siro 70mila persone arrivano bene”.
Sul tema delle costruzioni ulteriori aggiunge: “Abbiamo chiesto ai club di tornare alle regole comunali, ma nel frattempo è successa una cosa che ha cambiato le regole in gioco: la Sovrintendenza ha messo il vincolo su San Siro, non ancora definitivo ma per il quale il Meazza non può essere abbattuto. Poi, tra comitati dei cittadini e richieste dei referendum, è partita l’idea dei club di andare altrove, come il Milan a San Donato. Ma se la partita si gioca a San Donato, il Comune dovrebbe assumere tantissimi vigili per la questione della sicurezza, considerando anche che ormai non si gioca più solo la domenica. E poi, come arriva la gente? Dove parcheggia? Non dico che sia impossibile farlo, però conosco le regole dell’amministrazione pubblica e quindi posso dire che non è una passeggiata. Poi c’è anche la questione dell’innalzamento dei tassi d’interesse, per cui dico ai club: ‘Ma siete sicuri di pagare cifre così alte quando si può lavorare su San Siro?’, specie ora che WeBuild ha avanzato la proposta di ristrutturazione limitando al massimo gli spostamenti delle squadre”.
Richiesta impellente è quella delle aree vip, considerate cruciali: “A San Siro, bisogna mettere a posto bagni, accessibilità, ascensori; poi magari mettiamo uno spazio fuori per ristoranti e aree commerciali. WeBuild sta lavorando sul tema e presenterà un progetto a giugno. Se dovesse venire fuori che si può lavorare senza bloccare le squadre lasciando lo stadio a capienza ridotta in un paio d’anni, io sarò ancora più insistente con i club perché per le regole pubbliche devo fare un bando per tutelare la funzione storica di San Siro; posso anche decidere di lasciare lo stadio in maniera definitiva in due modi. Poi vedremo cosa decideranno di fare le due squadre. Non si parla solo di calcio, ma anche di altre questioni come quella della musica live. Se Inter e Milan dovessero decidere di andare via, alla malparata potremmo decidere di dedicare l’impianto ad altri tipi di eventi. Lo stadio è vecchiotto, ma possiamo ancora lavorare per migliorarlo molto. La convenzione con M-I Stadio finisce nel 2030, le squadre sono quindi tutelate fino a quell'anno. Se decidessero di andare a San Donato e Rozzano, devo far loro presente che devo trovare una soluzione perché la Corte dei Conti mi prende da un orecchio perché non darei valore ad un patrimonio comunale. La mobillità? Potremmo investire ulteriormente su bus e navette. Si può anche tenere la metropolitana aperta di notte al netto delle manutenzioni ordinarie che vengono fatte, poi è una questione di soldi”.
Infine, la chiosa: "Ha molto senso lavorare su San Siro, perché è uno stadio storico per il calcio, è ben posizionato al netto delle problematiche e per i milanesi è casa. Con la ristruttuazione si possono fare meglio molte cose: ho visto il museo del Real al Bernabeu ed è un'idea che può essere replicata a San Siro. Ma poi, veramente volete chiedere ai tifosi di andare a San Donato e Rozzano obbligandoli ad una mobilità difficile? Lo dico con molto rispetto, una spesa simile con il costo del denaro che c'è e non essendoci più mecenati come Berlusconi e Moratti che ha messo un miliardo per lo stadio... A certe realtà che devono stare molto attente ai bilanci posso offrire un'alternativa che garantisce ai milanesi per diversi anni una soluzione più economica, mettendo anche mano al quartiere di San Siro".
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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