Gli assenti (non) hanno sempre ragione. Stasera più che mai, con la rosa anti-Eintracht Francoforte che arriva a malapena a 20 elementi grazie a cinque innesti della Primavera, l'Inter deve guadagnarsi l'accesso ai quarti di Europa League facendo a meno di quei giocatori che – per motivi diversi - non hanno risposto all'appello di Luciano Spalletti. Un test probante per i nerazzurri, che in molti dipingono solo come di passaggio in vista di quello altrettanto cruciale di domenica sera, quando nello stesso scenario di un San Siro a tinte rossonere andrà in scena il derby spareggio per la relativa tranquillità in zona Champions.

Nulla di definitivo, sia ben chiaro, al contrario di quello che succederà tra 21 ore: il dentro o fuori europeo non ammette errori dal punto di vista strategico. Handanovic e compagni si giocano tutto, possibilmente entro i 90', perché posticipare la sentenza ai tempi supplementari o, peggio, alla lotteria dei rigori sarebbe un dannoso sperpero di energie in un momento della stagione in cui l'esercizio più in voga è diventato fare la conta dei disponibili. "Lamentarmi non mi farà qualificare. Si gioca in undici, per cui abbiamo tutti quelli che servono per vincere la partita", la frase di Lucio che rimanda ai tempi di un calcio che non c'è più, nell'era delle sostituzioni inammissibili e delle panchine corte. Una dichiarazione che fa a pugni con il concetto di turnover e con la possibilità da parte del tecnico di modificare il piano tattico a partita in corso. L'abilità di un gestore, in questo caso specifico, risiede nel prevedere lo sviluppo del match prima del suo svolgimento, cercando quindi di condensare tutte le possibilità di vittoria prima che si accenda la spia della riserva. Tradotto: dal 1' è facile pensare che il tecnico di Certaldo schieri tutti i jolly offensivi a disposizione, sperando di segnare entro l'ora di gioco; in seguito, nella seconda parte, spazio alla difesa a oltranza del fortino come accaduto all'andata. Lo scenario più gettonato, quindi, sembra essere Keita lanciato da titolare per giocare ogni singolo minuto di quelli che gli consente la sua autonomia di calciatore out da quasi due mesi. Complesso pensare a un suo inserimento dopo il 60', come stava succedendo contro la Spal, quando il risultato potrebbe già essere cambiato in favore degli ospiti o, ancor peggio, sempre fermo sullo 0-0 con lo spauracchio dell'overtime all'orizzonte.

Al netto dei calcoli che andranno fatti in funzione del Milan, l'obbligo morale dell'Inter rimane uno solo: onorare il percorso continentale provando a rimanere aggrappata alla competizione con i mezzi di cui dispone. Questi ultimi vanno certamente gestiti, proprio perché alcuni di questi rischiano di essere gli unici utilizzabili per il back to back Coppa-campionato. Inutile nascondersi, le defezioni varie - per infortuni, squalifiche, rosa ridotta e diserzioni – obbligano Spalletti a fare delle scelte per il breve-medio termine di questa settimana durissima in cui si decide gran parte del destino nerazzurro. "Pensiamo alla partita che abbiamo davanti e non a quel che rimane da giocare in stagione. Ci arriviamo con le carte in regola, è vero che si fa sempre credere a tutti che il migliore è quello che manca, ma le partite le vincono quelli che ci sono". Lezione che Spalletti quest'anno ha imparato col tempo, non potendo disporre – tra gli altri - di Mauro Icardi e Radja Nainggolan, qualche volta anche contemporaneamente. Ma anche di Ivan Perisic, Milan Skriniar e, persino, di Marcelo Brozovic. Da agosto, l'Inter va avanti da sé grazie anche ad alcune risorse impensabili scoperte lungo il tragitto. L'assenza, a volte, può essere un'opportunità ghiotta per scoprire la presenza di un giocatore meritevole di una considerazione prima sconosciuta. Lo sa bene Lautaro Martinez, uscito dall'ombra dell'ex capitano in seguito all'autoesclusione di quest'ultimo. Domani, però, mancherà anche il Toro, per colpa della squalifica rimediata all'andata: e allora chissà che stasera, scegliendo dal mazzo della meglio gioventù presa in prestito dall'Under 19 di Armando Madonna, Spalletti riesca a pescare la carta vincente. Sebastiano Esposito e soci già sperano...

Sezione: Editoriale / Data: Gio 14 Marzo 2019 alle 00:00 / articolo letto 13987 volte
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari